Editoriale

Otto marzo, la salute delle donne ci sta a cuore
di Walter Ricciardi

Numero 01 – Marzo 2017

Il primo numero di AllIss, la nuova newsletter dell’Istituto Superiore di Sanità, non poteva che avere la salute della donna come argomento centrale, e non solo per la data di pubblicazione. L’impegno dell’Istituto per l’’altra metà del cielo abbraccia infatti diversi campi, e non si limita all’istituzione, nella recente riorganizzazione dei dipartimenti, del più grande Centro di ricerca pubblico in Europa sulla Medicina di Genere di cui si parla nell’articolo di apertura. Fra i progetti promossi dall’Istituto c’è un grande sforzo per la salvaguardia della salute delle partorienti fatto dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) diretto da Serena Donati, che ha prodotto recentemente, sulla base dei dati della rete di sorveglianza, le Linee Guida sulla prevenzione e il trattamento dell’emorragia post partum, la prima causa di mortalità e grave morbosità materna a livello globale, oltre a corsi a distanza per i professionisti su questo e altri temi rilevanti, a partire dai cesarei. Lo stesso gruppo di lavoro ha collaborato all’aggiornamento dei Lea per quanto riguarda la salute materno-infantile, e produrrà degli opuscoli per aiutare le donne a usufruirne al meglio, e collabora a un progetto sul consumo di farmaci in gravidanza e l’appropriatezza prescrittiva che ha già prodotto del materiale informativo teso a sensibilizzare le donne sull’assunzione dell’acido folico per prevenire le malformazioni del nascituro.

l’Istituto, dalla formazione degli operatori nei pronto soccorso alla definizione dei modelli di assistenza, è impegnato anche sul tema purtroppo molto attuale delle violenze che, nel nostro paese, si stima colpiscano sette milioni di donne. In particolare il Progetto REVAMP (REpellere Vulnera Ad Mulierem et Puerum), coordinato da Eloise Longo,  è incentrato sulla valutazione dell’impatto dei diversi modelli di assistenza  che vengono offerti sul territorio alle vittime di violenza con l’obiettivo di individuare quelli più efficaci e armonizzarli sul territorio.

Fondamentale in tutto questo percorso, la riflessione sulle modalità di riconoscimento della vittima e dell’assistenza, oltre che sanitaria, anche a tutto il complesso mondo che trascina con sé e all’interazione con il suo difficile vissuto.

Sono solo alcuni, ma tra i più significativi, dei progetti che si occupano del femminile in relazione alla salute e al benessere delle donne ma sono anche rappresentativi di un impegno ad ampio spettro su un tema, quello delle donne, che sta certamente a cuore al nostro Istituto.