Dai Centri e Dipartimenti

 

Entro il 2020 serve più plasma, al via incontri Centro Nazionale Sangue-Regioni per aumentare raccolta

Entro il 2020 la raccolta di plasma da destinare alla produzione dei farmaci deve aumentare dell’11% per poter garantire la sostenibilità del sistema e rispondere alla domanda nazionale. Per raggiungere l’obiettivo, previsto dal Programma Nazionale Plasma e Medicinali Plasmaderivati, il Centro NazionaleSangue (CNS) ha iniziato una serie di incontri con le Regioni per stabilire le iniziative da adottare, soprattutto per quelle in forte deficit.

“I medicinali plasmaderivati (Mpd) – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del CNS – sono utilizzati per una serie di malattie acute e croniche, dalle immunodeficienze congenite a patologie neurologiche immunomediate all’emofilia e altri disordini congeniti della coagulazione fino alla cirrosi, e il plasma utilizzato è raccolto attraverso donazioni volontarie, anonime, gratuite e associate”.

Dai dati storici si osserva un’ampia variabilità nella quantità di plasma conferito all’industria, che poi lo lavora producendo i farmaci, dalle Regioni, con un range che varia tra i 4,8 e i 21,5 chilogrammi per mille abitanti. Anche se si guardano i singoli centri c’è una forte differenza nella raccolta, al punto che il 30% dei servizi trasfusionali è responsabile del 75% del volume di plasma inviato alle industrie. La situazione ha reso necessaria una serie di incontri tra CNS, rappresentanti delle Strutture Regionali di Coordinamento e del mondo del volontariato regionale e nazionale, specie per alcune realtà. Se per province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Lombardia, Piemonte, Umbria e Veneto la differenza tra quanto conferito oggi e quanto servirà nel 2020 è infatti molto bassa, con aumenti richiesti sotto il 4%, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sardegna sono chiamate a far salire la raccolta del 40%. “Ci sono diverse misure che si possono adottare per aumentare la raccolta del plasma – spiega Gabriele Calizzani, esperto del CNS -. La promozione della raccolta di plasma, l’aumento del numero di donazioni all’anno, l’estensione dell’orario di apertura dei punti di raccolta, l’aumento del volume del plasma raccolto per ciascuna procedura di aferesi, la riduzione del numero di unità”.

Il Piano, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e pubblicato lo scorso gennaio in Gazzetta Ufficiale, stabilisce delle quote di plasma raccolto, e quindi conferito all’industria per la lavorazione, che le Regioni devono raggiungere, sulla base di un modello sviluppato a partire dai dati del periodo 2010-2014, ‘proiettati’ al 2020 tenendo conto di fattori come l’invecchiamento della popolazione che aumentano la domanda. “Sulla base di tale modello – si legge nel Piano – il volume di plasma da raccogliere nel 2020 è fissato in circa 860.000 chilogrammi, pari a 14 chilogrammi per mille abitanti, che corrisponde ad una differenza di 83.000 chilogrammi in più rispetto al 2015, pari al + 11%”.