Parole di scienza

 

Le memorie dell’Istituto e le memorie della scienza

Esce in questo mese nella collana “I beni storico-scientifici” dell’Istituto Superiore di Sanità il Quaderno numero 12 dedicato al Laboratorio di Fisica dell’Istituto. Attraverso il racconto dei protagonisti scorrono gli intrecci tra le vicende umane, politiche e sociali. E così la storia del radio, le prime sperimentazioni sui raggi x, i primi esperimenti di colorazione delle foto, fatte da Giulio Trabacchi, si intrecciano e fanno da sfondo a un paese che si sta trasformando e che impiega le donne, seppure poche, nei laboratori in cui si sperimenta e si studia una materia appannaggio esclusivo dei maschi ma, ben tre di loro, già negli anni cinquanta, scelte per dirigere il laboratorio. È davvero un pezzo della nostra storia italiana narrata in pluridimensione quella del Laboratorio di Fisica dell’ISS che passa dal racconto della pubblicità del radio negli anni cinquanta, studiato nei nostri laboratori, ma venduto intanto, in tubetti, oltre che per calmare i dolori anche per ringiovanire, abbellire, per scopi generalmente cosmetici. Ma la storia del laboratorio è anche la storia delle assemblee permanenti, delle manifestazioni del ’68 in cui grazie al senso di appartenenza che ha sempre distinto i lavoratori dell’Istituto, si chiede fortemente un progetto di riforma dell’Istituto che fu portato in Parlamento ma al quale collaborarono i ricercatori più importanti da Ugo Amaldi a Luciano Vella.

Un libro di ricordi e di nostalgie, ma anche di cronache scientifiche, di origini, la cui memoria è essenziale per pensare il futuro.

Il Laboratorio di Fisica dell’Istituto Superiore di Sanità, Quaderno 12, a cura di Martino Grandolfo, Federica Napolitani, Serena Risica, Eugenio Tabet