In evidenza

Per le donne salute peggiore, un convegno per capire le cause

Numero 01 – Marzo 2017

Sono ormai molti e in diversi campi, dall’oncologia alle malattie cardiovascolari, i dati che testimoniano le differenze tra i due sessi nel campo della salute, riportate anche da un “Quaderno” pubblicato recentemente dal Ministero della Salute (2016), ma sulle cause che determinano tali differenze rimangono molti punti interrogativi. Le donne presentano una prevalenza maggiore per osteoporosi (+736%), malattie tiroidee (+500%), depressione e ansietà (+138%), cefalea ed emicrania (+123%), Alzheimer (+100%), cataratta (+80%), artrosi e artrite (+49%) e molte malattie autoimmuni (+900%). Gli uomini e le donne cioè, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano spesso significative differenze riguardo l’incidenza, la sintomatologia, la progressione, la prognosi e la risposta ai trattamenti. Per affrontare queste problematiche, il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità ha organizzato nei giorni 21 e 22 marzo il Convegno ‘Verso una Medicina Genere-Specifica’ , che vuole essere un’occasione di confronto per approfondire i fattori attraverso cui il sesso (differenze biologiche) ed il genere (che comprende anche gli aspetti socioculturali) agiscono sull’insorgenza e il decorso di molte malattie in tutte le fasi della vita dell’individuo dalla culla alla senescenza, nonché sulla risposta alle terapie, per gettare le basi per la nascita di percorsi di prevenzione, diagnosi, terapia e assistenza che tengano conto di queste differenze.

“Le conoscenze nell’ambito delle differenze di genere in medicina si basano ancora oggi prevalentemente su studi epidemiologici, – afferma Walter Malorni, che dirige il Centro – I tumori ad esempio hanno una prognosi spesso più favorevole per le donne, le malattie autoimmuni colpiscono prevalentemente il sesso femminile, ma non se ne conoscono ancora le cause. La Medicina di Genere (MdG) o medicina genere-specifica, costituisce quindi un settore innovativo della ricerca biomedica indispensabile per assicurare la “centralità del paziente” e aprire nuove prospettive sul significato vero di tutela della salute. L’aspetto principale del nostro lavoro è quindi la ricerca: cercare di capire i meccanismi alla base di queste differenze. Un altro aspetto fondamentale è poi l’interazione con le istituzioni per costruire una rete inclusiva che coniughi ricerca scientifica, attività di formazione e politiche sanitarie. Bisogna infatti tenere presente che un approccio di genere in medicina ridurrebbe sensibilmente i costi del SSN migliorando significativamente qualità e appropriatezza delle cure”.

Il Convegno sarà l’occasione per presentare le attività del Centro, il più grande in Europa dedicato a questo tema, e prevede sia sessioni scientifiche, con interventi di esperti, ricercatori e clinici sulle differenze di genere in vari settori della medicina (dall’oncologia alla pediatria, dalle malattie infettive a quelle cardiovascolari) che sessioni dedicate ad attività istituzionale, con interventi di autorità politiche accademiche e dell’industria.  Fra i tavoli tematici previsti dal programma uno affronterà anche il tema delle ‘bufale’ e dei falsi miti in medicina, oggi di particolare interesse per il grande pubblico, troppo spesso disorientato da comunicazioni  infondate e dalle cosiddette “fake” news.