Riparte sorveglianza virus West Nile, sistema italiano funziona

Dai Centri e Dipartimenti
Riparte sorveglianza Virus West Nile, sistema italiano funziona

Numero 02 – Aprile 2017

Nessuna trasmissione dell’infezione tramite trasfusioni, a fronte di 71 casi umani e 38 sacche infette ‘fermate’ prima che potessero essere trasfuse. La sorveglianza integrata della malattia da West Nile Virus in Italia funziona, e lo testimoniano, alla vigilia della ripresa del programma il prossimo maggio, le cifre per il 2016 presentate recentemente dal Centro Nazionale Sangue (CNS) ad un convegno della Società Italiana di Immunoematologia (Simti).

Il sistema applicato dall’Italia già dal 2015 prevede una sorveglianza integrata che parte dagli animali per arrivare al sangue donato. Il sistema è uno dei più avanzati al mondo, conferma Simonetta Pupella, che coordina l’Area sanitaria del CNS. “Il virus West Nile, che in Italia circola dal 2008, va monitorato con attenzione per diverse ragioni – sottolinea -. L’infezione è asintomatica nell’80% dei casi in persone sane, mentre se la contrae un paziente che riceve una trasfusione, spesso immunodepresso, ha un maggiore rischio di sviluppare la malattia  infettiva da WNV nella sua forma neuroinvasiva. Inoltre non ci sono terapie specifiche disponibili, e manca anche un vaccino per l’uso umano, mentre c’è per gli equidi. Il nostro sistema di sorveglianza è tra i più avanzati al mondo, ed è osservato con attenzione ad esempio negli Usa, dove il problema è molto sentito”.

La sorveglianza nel dettaglio prevede, nel periodo estivo-autunnale, il campionamento sistematico delle zanzare (quelle del genere Culex sono il vettore principale) alla ricerca del virus, e viene fatta su base provinciale con il territorio diviso in griglie di lato massimo di 20 chilometri. Quando viene dimostrata la circolazione virale scatta anche lo screening sui donatori di sangue nelle provincie interessate, mentre a livello nazionale si chiede ai donatori che hanno soggiornato nelle zone colpite di attendere per 28 giorni dal rientro dalla zona a rischio. “Questo sistema da una parte è dispendioso per gli enti locali – sottolinea Pupella – ma dall’altra permette di iniziare lo screening sul sangue solo nel momento in cui si trova il virus, e non all’inizio della stagione, e questo permette di risparmiare”.

Nel 2016 il virus è stato trovato nelle regioni della Pianura Padana, in Lazio e Toscana, in Sardegna e nella parte occidentale della Sicilia. “Ci sono altre aree del paese che per caratteristiche geografiche e climatiche potrebbero ospitare il virus – sottolinea Pupella – ma fino ad oggi la sua circolazione non è stata rilevata. In queste stesse aree non è adottato il sistema di sorveglianza integrata ormai consolidato nelle regioni del bacino padano”.

 

Alcol, nuove Linee Guida UE con contributo ISS: soglie più basse per ridurre i rischi

Dai Centri e Dipartimenti

Alcol,  nuove Linee Guida UE con contributo ISS: soglie più basse per ridurre i rischi

Numero 02 – Aprile 2017

Ridurre i danni causati dall’alcol e attivare programmi di prevenzione. E’ questo l’obiettivo delle Linee Guida realizzate dalla Joint Action RARHA (Reducting Alcohol Related Harm) costituita da rappresentati degli Stati membri e rappresentata per l’Italia dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale presenterà il 12 aprile, nell’ambito dell’Alcohol Prevention Day, il nuovo rapporto sul consumo di bevande alcoliche in Italia.

Le Linee Guida sono uno strumento di salute pubblica presentato in Commissione Europea per condividere indicazioni condivise da rivolgere soprattutto ai consumatori per favorire il diritto a scelte informate sui rischi connessi al consumo di alcol.

Numerose le evidenze raccolte. La maggior parte delle linee guida sono espresse in grammi di alcol puro al giorno da non superare, separatamente per uomini e donne. Pur in presenza di un consumo “a basso rischio” medio giornaliero da non superare che varia tra gli Stati Membri dai 20 ai 48 grammi di alcol puro per gli uomini e dai 10 ai 32 g per le donne, si è registrata una recente convergenza verso valori condivisi di 10 e 20 grammi rispettivamente per femmine e maschi.

Nei 20 paesi ove sono disponibili linee guida per evitare il consumo episodico eccessivo (binge drinking), non esistono ancora definizioni comuni che risultano comprese in un intervallo tra i 30 ed i 84 grammi di alcol puro.

Le Linee Guida consigliano (in 25 su 31 paesi) alle donne in gravidanza di limitare il consumo di alcol e, nella maggior parte dei casi, di astenersi completamente dall’assumere alcol.

I livelli massimi di concentrazione di alcol nel sangue consentiti alla guida sono la misura più comunemente usata per ridurre il rischio di danni alcol-correlati in Europa e quella più armonizzata a livello comunitario. In linea con le raccomandazioni della Commissione Europea, il limite di tasso alcolemico per tutti i conducenti è 0,5 g/l, un limite inferiore è comunemente indicato in numerosi Stati Membri per i conducenti giovani o inesperti (0,2 g/l) e per i conducenti professionali o commerciali (0,2 g/l).

Le attività dell’ISS svolte in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno inoltre consentito la produzione e traduzione italiana di un manuale indirizzato principalmente ai policy-maker che operano nei ministeri o che sono responsabili, a livello regionale o locale, dello sviluppo di strategie e piani d’intervento per ridurre il danno alcol-correlato.

L’ISS in prima linea, con Epicentro, per la European Immunization Week

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L’ISS in prima linea, con Epicentro, per la European Immunization Week

In vista dell’edizione 2017 della Settimana Europea delle Vaccinazioni (24-30 aprile) EpiCentro, sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) certificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come membro del network internazionale Vaccine Safety Net (VSN), propone la traduzione in italiano di nuovi materiali di comunicazione prodotti dall’OMS Europa. I testi, realizzati con la revisione scientifica dei ricercatori del Dipartimento di Malattie infettive dell’ISS, riconosciuti focal point per il VSN, saranno disponibili sul sito EpiCentro a partire dal 20 aprile 2017.

Lo slogan “I vaccini? funzionano! Proteggono la salute in ogni fase della vita” è il filo conduttore di due poster, un banner e un kit per la comunicazione che possono essere utilizzati, in diversi contesti, per promuovere e sostenere le vaccinazioni e ribadire che rappresentano uno dei più potenti strumenti di prevenzione a disposizione della sanità pubblica.

ISS-AIRTUM insieme contro il cancro

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ISS-AIRTUM insieme contro il cancro

Aula Bovet, 13 aprile 2017

Insieme per sconfiggere il cancro. Una rilevante ed efficace collaborazione quella tra ISS e AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori), nata per unire le forze della ricerca nella lotta contro i tumori, i cui dati e risultati saranno illustrati nel corso del convegno che si svolgerà presso l’aula Bovet dell’Istituto il prossimo 13 aprile e che darà anche l’occasione di presentare lo stato dell’arte di “Stati Nazionali” e “Sentieri”, i due progetti cardine di questa importante collaborazione.

In ISS, l’Alcohol Prevention Day nel mese della prevenzione alcologica

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In ISS, l’Alcohol Prevention Day nel mese della prevenzione alcologica

Aula Pocchiari, 12 aprile 2017

I dati relativi ai danni per consumo eccessivo di alcol sono allarmanti: 3,3 milioni di decessi nel mondo ogni anno, con una preoccupante crescita di patologie e disabilità correlate all’abuso di alcol e del numero di atti di violenza e di incidenti provocati da persone in stato di ebbrezza.
Questo il tema al centro della XVI edizione dell’Alcohol Prevention Day organizzata in aula Pocchiari il prossimo 12 aprile dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’ISS con il contributo del Ministero della Salute e la collaborazione della Società Italiana di Alcologia, dell’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali e di Eurocare.

Si tratta dell’evento principale dell’intero mese di Aprile dedicato alla prevenzione alcologica.

Un appuntamento importante che consentirà di conoscere le attività che su questo fronte vedono impegnato il nostro Istituto anche a livello internazionale come quelle svolte nell’ambito della Joint Action Europea (JA) (co-finanziata dall’Unione Europea) sulla riduzione del danno alcol correlato (RARHA)  ed evidenziare inoltre l’importante ruolo che l’Italia ha assunto attraverso l’ISS nella messa a punto delle buone pratiche sulla riduzione del rischio nel consumo di alcol, finalizzate all’elaborazione di Linee Guida condivise.

Un altro grande risultato di cui si discuterà sarà quello raggiunto dall’ISS a livello nazionale, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel contributo dato per la realizzazione di un manuale indirizzato ai policy-maker delle istituzioni centrali e locali, responsabili dello sviluppo di strategie e di piani d’intervento per ridurre il danno alcol-correlato.

Una giornata quindi che darà l’occasione di presentare gli aggiornamenti scientifici ed epidemiologici a livello nazionale e internazionale sul consumo di alcol ma anche di attivare un confronto nella messa a punto di strategie politiche e di prevenzione comuni a supporto della salute pubblica.

 

 

 

La Sanità deve cambiare, un libro lancia la sfida alle Regioni

Parole di scienza

La Sanità deve cambiare, un libro lancia la sfida alle Regioni

Numero 02 – Aprile 2017

Il Servizio Sanitario Nazionale è inevitabilmente destinato a cambiare profondamente nel prossimo futuro, costretto dalla nuova demografia e dal nuovo quadro epidemiologico, ma gli scenari devono essere ‘previsti, guidati, valutati e via via consolidati’. E’ la conclusione a cui arriva Fosco Foglietta, (Presidente CUP 2000 già Presidente Azienda USL Ferrara) nel suo libro ‘Crisi e dopo crisi del Servizio Sanitario Nazionale’, che analizza la situazione che si è creata nella sanità italiana negli ultimi anni. Una crisi “non di natura congiunturale ma strutturale”, scrive Foglietta nel volume edito da Maggioli nella collana ‘Quaderni di Sanità Pubblica’ che ad aprile verrà presentato nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità, che sta già cambiando l’architettura del welfare italiano.

Il libro parte da alcuni punti essenziali, emersi dai numerosi rapporti sul tema pubblicati in questi anni. In primis, ricorda l’autore, il nostro SSN ha un finanziamento molto inferiore a quello di altri paesi europei. La contrazione delle risorse ha già modificato il comportamento dei cittadini, incidendo sulla spesa privata. La domanda assistenziale inoltre si sta spostando verso malattie croniche, a lunga degenza, relative a una popolazione sempre più anziana e non autosufficiente. Le differenze regionali infine hanno già messo in discussione i concetti di universalismo, eguaglianza ed equità che sono le basi fondanti del SSN. Ognuno di questi punti viene approfondito nella prima parte del libro, che poi affronta nella seconda i  possibili interventi per la razionalizzazione del sistema sia a livello statale che regionale, senza dimenticare i possibili ruoli di attori nuovi o che possono avere un ruolo diverso da quello tradizionale nel sistema, dal volontariato ai medici di Medicina Generale, che diventeranno sempre più ‘uno snodo basilare tra l’attivazione di una serie di ‘prese in carico’ e il coordinamento di piani di assistenza individualizzati’, alle ‘Case della Salute’ alle Farmacie dei servizi, che ancora sono ‘una possibilità interessante ma pressoché inesplorata’. Pur senza dimenticare la necessità che le istituzioni nazionali delineino gli scenari di cambiamento con norme quadro, conclude Foglietta, “La vera partita del cambiamento la si gioca nel campo delle responsabilità regionali e locali. In linea di massima le Regioni meno avanzate dovrebbero orientarsi, più che sull’innovazione sperimentale, sulla ricerca di esperienze replicabili attingendo a quanto di meglio già esiste. Alle Regioni che presentano sistemi sanitari e socio-sanitari più evoluti e maturi spetta, invece, primariamente, un duplice compito: da un lato la ‘omogeneizzazione’ al loro interno delle esperienze che presentano le performance migliori. Dall’altro lato la definizione di aree di intervento in cui sperimentare il futuro”.

Tornano i bollini rosa

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Tornano i bollini rosa

Dodici aree specialistiche che riguardano servizi clinici e diagnostici da offrire alle donne nella settimana che va dal 18 al 24 aprile. Un’iniziativa di ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) pensata in occasione del 22 aprile, Giornata Nazionale della salute della donna, alla quale aderiranno tutte le strutture ospedaliere con i cosiddetti bollini rosa; quelli che dal 2007 ONDA assegna alle strutture ospedaliere, sulla base del numero e della qualità di servizi e percorsi diagnostico terapeutici dedicati alle patologie femminili.

Campi di calcio sintetici ‘assolti’ da agenzia Ue, non sono cancerogeni

In evidenza

Campi di calcio sintetici ‘assolti’ da agenzia UE, non sono cancerogeni

Numero 02 – Aprile 2017

I campi di calcio in erba sintetica non sono cancerogeni, e non presentano rischi per la salute legati ai trucioli ricavati dagli pneumatici che si usano per il loro riempimento. Lo afferma un parere dell’Agenzia Europea Sostanze Chimiche (ECHA), su richiesta della Commissione Europea, basato anche su due progetti di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, che suggerisce però una serie di azioni di sorveglianza da mettere in atto da parte di gestori degli impianti e degli stessi club sportivi che li utilizzano.

La Commissione nel 2016 ha chiesto ad ECHA un’analisi di verifica mirata a rilevare la presenza di rischio sulla popolazione generale esposta all’utilizzo dei campi di erba sintetica, compresi i bambini, giocatori professionisti e lavoratori che installano e curano i campi artificiali. Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili l’agenzia ha stabilito che il rischio è “molto basso” per quanto riguarda la presenza di idrocarburi policiclici aromatici, sostanze riconosciute dall’OMS fra quelle cancerogene e “trascurabile” per la presenza di metalli, che sono in concentrazione inferiore a quella massima prevista per i giocattoli. Anche la concentrazione di altre sostanze pericolose come gli ftalati è risultata inferiore ai limiti previsti.

L’argomento è stato al centro di due studi dell’Istituto Superiore di Sanità, fra quelli utilizzati dall’ECHA, uno riferito alle sostanze chimiche presenti nei campi in erba artificiale e l’altro incentrato sulla tossicità delle gomme degli pneumatici, ‘materia prima’ per i trucioli di riempimento. “L’Unione Europea regolamenta le materie prime per la produzione di pneumatici, tra cui gli oli diluenti, il cui contenuto di IPA deve essere inferiore a 10 mg/kg – spiegano Paolo Izzo e Francesco Tancredi dell’ISS due tra gli autori degli studi effettuati a riguardo -. Questo ha portato a sviluppare metodi di analisi delle materie prime ma nessuna metodica per quantificare il contenuto di IPA nel prodotto finito, gli pneumatici, i quali diventano la materia prima per produrre i trucioli di gomma che riempiono i campi di calcio in erba sintetica. L’Istituto –aggiungono –  ha messo a punto due metodi di estrazione e quantificazione direttamente sui trucioli utilizzando tecniche analitiche disponibili in tutti i laboratori privati e pubblici.  Ciò consentirà ai produttori, associazioni sportive e pubbliche amministrazioni di avviare attività di monitoraggio delle materie prime (trucioli) sui campi esistenti ma anche definire i requisiti dei materiali da utilizzare sui campi di nuova costruzione. Il secondo contributo dell’Istituto riguarda invece un progetto finalizzato alla valutazione del rischio per la salute umana associato agli IPA presenti nei trucioli, realizzato sfruttando i metodi analitici precedentemente messi a punto per le materie prime.”

L’ECHA, pur evidenziando un livello di rischio molto basso sia nell’esposizione ai granuli di gomma riciclata e ai composti organici volatili da essi emessi, sia nell’esposizione ai metalli e ad altre sostanze chimiche come i ftalati, il benziotazolo, il metilisobutilchetone da essi contenuti, ha suggerito di intraprendere azioni di regolamentazione integrative come quella di considerare delle modifiche al regolamento REACH per garantire concentrazioni basse di IPA. “Proprietari e gestori di campi (all’aperto o al chiuso) esistenti dovrebbero misurare le concentrazioni di IPA e altre sostanze nei granuli di gomma, utilizzati nei loro campi, e rendere queste informazioni a disposizione delle parti interessate in modo comprensibile – scrive l’ECHA -.I produttori di granuli di gomma e le organizzazioni interessate, dovrebbero sviluppare linee guida per aiutare tutti i produttori e gli importatori di intasi di gomma riciclata ad effettuare test sul loro materiale. Associazioni europee sportive e di calcio e i club dovrebbero lavorare con i produttori interessati per garantire che le informazioni riguardanti la sicurezza dei granuli di gomma dei manti erbosi sintetici sia comunicato in modo comprensibile per i giocatori e il pubblico in generale. Proprietari e gestori di campi al chiuso esistenti con intasi in granulo di gomma dovrebbero garantire un’adeguata ventilazione”. In aggiunta a queste misure l’ECHA raccomanda che i giocatori che utilizzano i campi sintetici dovrebbero adottare norme igieniche di base dopo aver giocato sull’erba sintetica contenente granuli di gomma riciclata. Le raccomandazioni sono state inviate alla Commissione Europea, che dovrà pronunciarsi sull’eventuale adozione di nuove norme.

 

Alleanza Contro il Cancro, un nuovo sito per un pubblico più ampio

Focus

Alleanza Contro il Cancro, un nuovo sito per un pubblico più ampio

Numero 02 – Aprile 2017

Una nuova veste grafica e nuove funzionalità per raggiungere un pubblico più ampio. Il nuovo sito di Alleanza Contro il Cancro, ACC, corredato dal profilo Twitter @AlleConCancro, è on line da qualche giorno e non servirà solo ai ricercatori, come spiega il Presidente di ACC Ruggero De Maria: “Il nuovo sito s’inserisce in una più ampia strategia di comunicazione con cui ACC intende raggiungere e aggiornare con maggiore frequenza rispetto al passato sia la propria audience tradizionale – stakeholders della Sanità – sia un pubblico più generalista desideroso di avvicinarsi alla ricerca traslazionale. L’attivazione di un ufficio stampa, un profilo Twitter e un canale YouTube, vanno proprio in questa specifica direzione.  Il sito è stato progettato con design responsivo, caratteristica che gli consente di poter essere consultato con eguale chiarezza da qualsiasi dispositivo mobile o fisso presente sul mercato.  In evidenza, nei contenuti, l’impegno di ACC nella promozione della rete tra centri oncologici, i progetti di ricerca traslazionale in Italia e all’estero e ACC Genomics, progetto-chiave della nostra piattaforma di ricerca il cui obiettivo è sequenziare un numero di geni di gran lunga superiore a quello attuale mantenendo invariata la quota – rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale”.

ACC Genomics non è l’unica collaborazione dell’Alleanza.  “Ce ne sono e ce ne saranno – sottolinea De Maria –  l’attività preminente di Alleanza Contro il Cancro è infatti creare massa critica finalizzata alla ricerca tra gli Istituti soci, attivare sinergie e raccogliere i più eccellenti expertise per dare corso a programmi innovativi. Volendo stare sul pezzo, direi che è il nostro DNA.  Attualmente, oltre a Genomics, sette Working Group (WG) lavorano su altrettante patologie. L’ultimo nato riguarda l’immunoterapia, branca tra le più promettenti per combattere i tumori visto che i tassi di incremento della sopravvivenza individuati nel melanoma e nel tumore del polmone hanno raggiunto livelli impensabili solo due anni fa”.

Il ruolo dell’ ISS è fondamentale, ribadisce il Presidente.  “Operativamente si tratta di una partnership intensa e importante che ha nel Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare il nostro riferimento con tanti ricercatori coinvolti nei WG di Alleanza Contro il Cancro. L’Istituto, inoltre, ha messo nelle nostre disponibilità la biobanca di cellule staminali tumorali per effettuare studi innovativi sulle terapie oncologiche. A latere – ma non secondario dell’aspetto squisitamente tecnico-operativo – vi è quello più propriamente istituzionale, ugualmente importante laddove si interseca con alcuni aspetti regolatori delle nostre attività ed altre fattispecie. Non a caso la sede di ACC è proprio in Istituto Superiore di Sanità, un partner fondamentale per la crescita di Alleanza e dei suoi stessi soci”.

ISS, al via MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia

Dai Centri e Dipartimenti

ISS, al via MoRoNet la Rete Nazionale di Laboratori di Riferimento per il morbillo e la rosolia

Numero 02 – Aprile 2017

Nasce MoRoNet, la Rete coordinata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) per il morbillo e la rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità per rispondere agli standard chiesti dall’OMS relativi alla sorveglianza di laboratorio per le due malattie.

La costituzione di MoRoNet, ufficializzata in un convegno all’ISS – a cui partecipano Ministero della Salute, Commissione di Verifica Nazionale e dei responsabili dei Servizi di Prevenzione e dei Laboratori di Riferimento Regionali – avviene nell’ambito delle azioni previste dal Piano di Eliminazione per Morbillo e  Rosolia, malattie ancora causa di decessi in Europa e per le quali l’OMS ha previsto l’eradicazione,  del Ministero della Salute “Verso l’eliminazione di morbillo e rosolia: realizzazione di una rete di laboratori sub-nazionali (MoRoNet) coordinata dal Laboratorio di Riferimento Nazionale – OMS”.

L’Italia quindi si appresta a dotarsi dell’ausilio di un sistema di sorveglianza sensibile e specifico, in grado di rilevare e identificare tempestivamente i casi e i focolai di morbillo e rosolia, nonché essenziale per monitorare l’efficacia dei programmi di vaccinazione.

Obiettivo di MoRoNet è, infatti, assieme al raggiungimento delle coperture vaccinali previste dal Piano di Eliminazione, quello di far sì che il nostro al Paese possa raggiungere l’eliminazione definitiva di morbillo e rosolia.