Radiazioni e nucleare, un’indagine sulla percezione del rischio

dai Centri e Dipartimenti

Numero 04 – Giugno 2017

Radiazioni e nucleare, un’indagine sulla percezione del rischio

Come percepiscono gli italiani e gli europei il rischio legato alle radiazioni e al nucleare? Per rispondere a questa domanda e, di conseguenza, per aumentare la consapevolezza e la conoscenza della popolazione non specialista su questo tema, è online un questionario, a cui è possibile partecipare fino ad ottobre prossimo. Obiettivo dell’indagine è anche, in ultima analisi, fornire indicazioni di metodo e contenuti alle road map delle attività e alle Call di ricerca in ambito UE.

Il sondaggio è parte integrante del programma europeo CONCERT per l’integrazione della ricerca sulla protezione dalle radiazioni (European Joint Program for the Integration of Radiation Protection Research), nell’ambito di “Horizon 2020”. Si tratta di una delle iniziative di ricerca congiunte proposte dalle piattaforme europee sulla protezione dalle radiazioni MELODI – basse dosi di radiazioni; ALLIANCE  – radioecologia , NERIS  – emergenze radiologiche, EURADOS – dosimetria e EURAMED – radiazioni in campo medico. L’ISS, presente con i suoi ricercatori in molte di queste piattaforme, è, inoltre, tra le infrastrutture partner di CONCERT.

Per informazioni sul progetto contattare il responsabile Dott. Mauro Grigioni

30 anni di attività del Telefono Verde AIDS e IST – 800 861061 dell’Istituto Superiore di Sanità

Numero 04 – Giugno 2017

1987-2017

30 anni di attività del Telefono Verde AIDS e IST – 800 861061 dell’Istituto Superiore di Sanità

Il 20 giugno 1987 nasce il Telefono Verde AIDS – 800 861061 in risposta al diffondersi dell’infezione da HIV, finalizzato a fornire a tutta la popolazione italiana un’appropriata prevenzione, supportata da un’informazione scientificamente corretta e personalizzata. Il Ministero della Salute ne affida la realizzazione e la gestione all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Nel tempo l’ambito di intervento è stato ampliato a tutte le infezioni sessualmente trasmesse (TV AIDS e IST), che riguardano vaste fasce della popolazione e in particolare i giovani tra i 15 e i 24 anni.

Per conseguire nel miglior modo possibile l’obiettivo di diffondere efficacemente l’informazione scientifica e garantire un intervento preventivo ad hoc, i ricercatori del TV AIDS e IST hanno elaborato una metodologia specifica del counselling telefonico che nel tempo si è strutturata in un modello operativo comunicativo-relazionale implementabile in differenti contesti. Inoltre, gli esperti hanno lavorato alla messa a punto di materiale informativo, alla standardizzazione delle risposte, alla costituzione di data-base, mirati alla raccolta di informazioni utili a fornire un concreto aiuto alle persone che si rivolgono all’ISS con una richiesta di intervento informativo.

Il rigore scientifico delle risposte, la costante verifica delle fonti, la garanzia dell’anonimato e della gratuità (per l’utente) costituiscono i capisaldi dell’azione di questo Servizio innovativo, che ha rappresentato il primo telefono verde pubblico di informazione sanitaria a livello nazionale.

Il Servizio rappresenta anche un riferimento nazionale per la formazione e la supervisione di operatori di altri telefoni dedicati a differenti tematiche sanitarie. Contemporaneamente il TV AIDS e IST svolge un’attività di ricerca sui comportamenti a rischio, sulle tossicodipendenze, sul rischio di contrarre un’infezione a trasmissione sessuale nel caso di violenza di genere, sulla salute dei migranti, sulla valutazione dell’intervento di counselling telefonico, sulla qualità di vita delle persone che vivono con HIV nonché su studi di fattibilità vaccinale, utilizzando principalmente le metodologie delle scienze sociali ed epidemiologiche. L’integrazione di queste differenti attività porta nel 2007 alla costituzione dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO RCF), diretta da Anna Maria Luzi, di cui il TV AIDS e IST ne diventa parte integrante.

Nel biennio 2007 – 2009, con il contributo di mediatori linguistico-culturali viene attivato un intervento di counselling telefonico in ambito transculturale mirato a fornire informazioni, oltre che in italiano anche in altre sette lingue (inglese, francese, spagnolo, romeno, russo, arabo e cinese).

Alla luce della professionalità e dell’esperienza acquisita nell’attività di counselling, dal 2008 alcuni ricercatori UO RCF coordinano la ReTe AIDS, network di 18 Servizi Telefonici governativi e non, impegnati nella lotta all’HIV/AIDS/IST presenti sul territorio nazionale. Il Servizio offre, dal 2012, una consulenza in materia legale su tematiche inerenti previdenza, assistenza, discriminazione e mobbing relativamente al target delle persone con HIV. Dal 2013 l’intervento di counselling erogato dagli esperti del Telefono Verde AIDS e IST, è stato integrato da una comunicazione online per la prevenzione delle IST, nello specifico, i ricercatori dell’UO RCF hanno interagito con la popolazione generale attraverso il Sito Web Uniti contro l’AIDS , l’account Twitter @UniticontroAIDS, il Servizio Skype uniticontrolaids e il canale YouTube uniticontrolaids. Dal 2014 il Servizio è accessibile sul web tramite il contatto skype uniticontrolaids anche per coloro che non vivono in Italia.

Ancora oggi il Telefono Verde AIDS e IST è attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00, assicurando quotidianamente un intervento specialistico, sia in lingua italiana sia in lingua inglese, mirato alla prevenzione primaria e secondaria dell’infezione da HIV, dell’AIDS e delle altre IST.

In trent’anni di attività gli esperti del TV AIDS e IST hanno risposto a 2.102.622 di quesiti affrontati all’interno di 771.215 telefonate effettuate per lo più da giovani adulti (20 39 anni), di sesso maschile, che si dichiarano eterosessuali e manifestano bisogni informativi inerenti le vie di contagio dell’HIV e più in generale delle infezione trasmesse sessualmente, nonché le modalità di accesso ai Servizi di diagnosi e cura e la fruibilità dei test.

Solo nei primi 5 mesi del 2017 la media giornaliera è di 50 interventi di counselling telefonico.

In occasione dei 30 anni di attività del Servizio Nazionale di HIV/AIDS/IST Counselling Telefonico Verde AIDS e IST – 800861061, il 20 giugno 2017, dalle ore 17.30 alle ore 23.30 si svolgerà l’evento straordinario “Musica, Arte e Spettacolo” presso il Giardino dell’Istituto Superiore di Sanità, sito in Viale Regina Elena 301, Roma.

La manifestazione che prevede una contaminazione tra il mondo della scienza e quello dello spettacolo (sono in programma spazi di musica, canto, teatro e danza) vede coinvolti ricercatori e artisti, istituzioni e cittadini, al fine di veicolare un intervento di prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse, mirato a diverse fasce della popolazione con particolare riferimento ai giovani

Per iscrizione

Il Reach unisce ricerca e industria per migliorare ambiente e salute

Appuntamenti

Il Reach unisce ricerca e industria per migliorare ambiente e salute

“REACHERCA  Innovazione in ambito REACH: dialogo tra la Ricerca  e le  Imprese”

Università La Sapienza – Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco, 26 giugno 2017, Roma

Due grandi realtà, quella della ricerca e quella dell’Industria si confrontano per mettere a punto strategie e risposte in grado di migliorare, con tecnologie e sostanze più sostenibili, l’ambiente e la salute dei cittadini così come previsto dal REACH (il Regolamento per la Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche).

Si tratta di un’importantissima occasione di dialogo tra mondi diversi ma uniti nella creazione di progetti, strumenti e azioni finalizzate ad aumentare la tutela dell’ambiente e della salute umana.

Questo il tema al centro dell’incontro organizzato il prossimo 26 giugno nell’Aula Magna del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco della Sapienza dal Ministero della Salute e dall’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di sanità e altri enti di ricerca.

Al via il progetto ACC Genomics: l’indagine genetica per combattere i tumori

Appuntamenti

AL VIA IL PROGETTO ACC GENOMICS: L’INDAGINE GENETICA PER COMBATTERE I TUMORI

MINISTERO DELLA SALUTE, 14 giugno 2017 Via Giorgio Ribotta, 5

Aumentare e migliorare la qualità delle cure oncologiche attraverso un’indagine sui geni che consente con la precisione di anticorpi monoclonali di aggredire il tumore in modo mirato come fosse un bersaglio da colpire.

Le alterazioni genetiche dei tumori infatti possono costituire una mira specifica per i nuovi farmaci molecolari e garantire così terapie più adeguate ed efficaci per i pazienti oncologici.

E’questo il cuore di ACC Genomics, l’ambizioso e innovativo progetto di oncogenomica, finanziato dal Ministero della Salute e realizzato da Alleanza contro il Cancro che verrà presentato a Roma il prossimo 14 giugno nella sede di Via Ribotta del Ministero della Salute alla presenza, del Ministro Lorenzin e di alcuni tra i più autorevoli esponenti della rete oncologica e del mondo scientifico.

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Sale il consumo di farmaci in Italia, un focus sull’utilizzo

Appuntamenti

Sale il consumo di farmaci in Italia, un focus sull’utilizzo

LE ANALISI SULL’USO DEI FARMACI: METODI ED ESPERIENZE IN ITALIA

ISS, Aula Pocchiari, 15 giugno 2017

I dati dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) confermano un trend di crescita sull’utilizzo di farmaci anche per il 2016, evidenziando inoltre un aumento direttamente proporzionale all’età.

Si stima insomma che in media, ciascun italiano, consumi più di una dose di farmaci al giorno.

Ma quali sono i farmaci per i quali un incremento nell’uso si può ritenere positivo e quali invece evidenziano criticità o carenze in ambito sanitario e sociale?

Esiste inoltre una variabilità nell’uso e nella tipologia di farmaci diversa tra Regione, Asl, distretti, tipologie di medici?

L’uso dei farmaci come incide a favore o a carico della spesa sanitaria? Quando parliamo di sovra utilizzo e quando invece possiamo ritenere che non siano adeguatamente utilizzati?

Saranno questi alcuni degli aspetti che verranno trattati nel corso del convegno: Le analisi sull’uso dei farmaci: metodi ed esperienze in Italia” e che si svolgerà in Aula Pocchiari il prossimo 15 giugno.

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Il Corso di ISS e FNSI sui rischi della comunicazione senza intermediari

Appuntamenti

Il Corso di ISS, FNSI e Whin sui rischi della comunicazione senza intermediari

Il GIORNALISMO AI TEMPI DELLA “disintermediazione”

ISS, Aula Bovet 26 giugno 2017

Esiste una nuova frontiera della comunicazione: quella che viene definita “disintermediazione”, una comunicazione non “protetta” dalla mediazione giornalistica che raggiunge il pubblico arrivando direttamente da canali istituzionali o attraverso i social, i blog e dai tanti vari e numerosi mezzi di cui dispone la rete.

Sarà questo il tema del Corso di formazione per giornalisti: “ Il GIORNALISMO AI TEMPI DELLA disintermediazione” in programma all’Istituto Superiore di Sanità il prossimo 26 giugno durante il quale si discuterà anche dei rischi legati all’informazione direttamente indirizzata al pubblico in un settore tanto delicato come quello della salute pubblica.

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Decreto Vaccini, la via dell’obbligatorietà è oggi necessaria

 Editoriale

Numero 04 – Giugno 2017

Decreto vaccini, la via dell’obbligatorietà oggi è necessaria. Lo confermano anche i nuovi dati di copertura del Veneto di Walter Ricciardi

 

I dati di copertura vaccinale del 2016, appena pubblicati dal Ministero della Salute, mettono in evidenza che poca strada è stata fatta per risalire la china delle coperture vaccinali in Italia.

Escluso il recupero di vaccinazioni come il meningocco B e C, fondato prevalentemente sulle emozioni suscitate dalle recenti discussioni mediatiche, la cultura della vaccinazione stenta ad affermarsi nel nostro paese nel suo significato più profondo e cioè quello della prevenzione e della tutela della salute di tutti.

Soprattutto le vaccinazioni obbligatorie, infatti, si arrestano su una soglia di copertura che resta critica per la tutela della Salute Pubblica futura. Basti pensare che solo 6 regioni riescono a superare la soglia di sicurezza (95%) e 8, invece, sono addirittura sotto il 93% ma per tutte le altre restano differenze significative tra regione e regione che testimoniano ancora di più, se ce ne fosse bisogno, l’importanza di un indirizzo unico per tutto il Paese in materia di prevenzione primaria.

Ed è proprio l’analisi approfondita di questi dati a dimostrare la necessità delle misure urgenti espresse dal recente decreto che impone l’obbligo della vaccinazione a tutti i bambini a meno di specifiche e certificate controindicazioni. Un’esigenza che riguarda anche regioni virtuose come il Veneto dove nel 2007 è stato sospeso l’obbligo vaccinale costruendo un sistema di monitoraggio sulle vaccinazioni promuovendo un’adesione consapevole all’offerta vaccinale. Questo sistema, però, non è riuscito a impedire un livello insoddisfacente di copertura proprio sulle vaccinazioni obbligatorie, che è infatti inferiore di oltre un punto rispetto alla media nazionale. Tuttavia, la copertura di vaccinazioni raccomandate come morbillo, parotite e rosolia è superiore di quasi due punti rispetto al resto d’Italia ma comunque inferiore al livello critico (95%), necessario per il raggiungimento dell’eliminazione del morbillo. Se questo, infatti, accade nel contesto di una regione dove pure c’è un’offerta vaccinale ampia e gratuita e dove c’è una particolare attenzione alla comunicazione e promozione della vaccinazione ciò significa che senza interventi mirati e omogenei sul territorio nazionale il rischio di un ulteriore calo delle coperture e quindi la dispersione di anni di campagne pubbliche di prevenzione è molto elevato.

Il Veneto, inoltre, risulta fra le poche regioni ad avere un recupero della copertura della vaccinazione esavalente inferiore al 5% a 36 mesi. Ciò significa che solo il 5% dei bambini non vaccinati secondo il calendario prestabilito si mette in pari con questa vaccinazione entro i tre anni. A differenza del resto d’Italia dove il recupero nella stessa fascia temporale avviene con percentuali intorno al 18%.

Rendere obbligatori tutti i vaccini in questo contesto serve a fare chiarezza perché le vaccinazioni sono tutte importanti dappertutto e tutte insieme rappresentano un atto di responsabilità verso la salute pubblica.

Siamo tutti convinti, come è negli obiettivi della Legge, che è auspicabile favorire un’adesione volontaria e che bisognerà lavorare per promuoverla soprattutto attraverso una corretta informazione. La situazione attuale, però, è ormai ferma da troppo tempo e non si può rischiare oltre. Serve dare indicazioni precise e regole certe. La priorità, adesso, è raggiungere la soglia di sicurezza per tutti.

 

A Milano la Consensus Conference Patient Engagement

Numero 04 – Giugno 2017

Rischio ricadute per paziente poco consapevole, una conferenza per capire come coinvolgerlo

Una inedita sfida in ambito di Salute Pubblica, quella del Patient Engagement ovvero del nuovo modo di concepire il paziente e di percepirsi paziente che rivoluziona il sistema di cura attraverso scelte maggiormente consapevoli e che determina anche evidenti risparmi per la spesa sanitaria.

Il Patient Engagement è dunque un paziente attore protagonista della propria storia sanitaria, è persona al centro del suo individuale percorso di salute fatto di priorità assistenziali, di valutazioni e di scelte soggettive, operate anche e soprattutto all’interno di differenti contesti di vita familiare; evidenze di cui è quanto mai opportuno tenere conto per scegliere i percorsi di prevenzione più adeguati, migliorare la scelta delle terapie, ottimizzare i costi del SSN e aumentare la risposta positiva alle cure.

Da una ricerca effettuata dal neo istituto centro di ricerca Engage MindsHub dell’Università Cattolica risulta infatti che su un campione di 1389 pazienti cronici italiani, quelli poco coinvolti nel proprio percorso di cura rischiano 10 volte di più di aggravare le loro patologie e incorrere in possibili ricadute rispetto ai pazienti con alto Engagement, manifestando in 9 casi su 10 anche sintomi ansioso-depressivi.

Un paziente consapevole è dunque un paziente che aiuta innanzitutto sé stesso ma anche la propria realtà sociale e il suo circuito di assistenza sanitaria.

Il tema è al centro della Prima Conferenza Mondiale per il Patient Engagement, organizzata in ambito clinico assistenziale per le malattie croniche a Milano il 12 e il 13 giugno.

Promossa dall’Università Cattolica e dalla Dg del Welfare della Regione Lombardia con la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità la Consensus Conference è l’occasione per discutere di questa nuova importantissima frontiera di Salute Pubblica con una rete multidisciplinare di esperti e di stakeolder e per definire raccomandazioni condivise nella promozione sempre più consapevole della figura del paziente protagonista.

Sangue, attenzione ai falsi miti

Dai Centri e Dipartimenti

Numero 04 – Giugno 2017

Sangue, attenzione ai falsi miti

Dalle ‘catene di Sant’Antonio’ alla richiesta di donare sangue in occasione di interventi chirurgici di parenti, il ‘sistema sangue’ italiano è pieno di falsi miti e ‘bufale’ da sfatare, che spesso mettono in confusione i donatori. A metterli a nudo ha provato un corso per i giornalisti sulle donazioni di sangue e staminali, organizzato dagli uffici comunicazione di Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti, con il supporto di ISS e Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), che si è tenuto nella sede dell’Istituto.

Nelle sedi delle associazioni dei donatori, ha rilevato Cristiano Lena, responsabile della comunicazione Fidas, arrivano periodicamente segnalazioni di pazienti a cui viene chiesto di portare dei donatori di sangue per ‘rimpiazzare’ quello da impiegare per interventi chirurgici. “La terapia trasfusionale, ossia il sangue di cui un paziente ha bisogno per i più svariati motivi, rientra tra i LEA, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza – sottolinea però Lena – Quindi è garantita dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere neanche la compartecipazione di spesa”. L’autosufficienza, è emerso durante il corso, è garantita a livello nazionale anche grazie a compensazioni tra regioni. Inutili quindi anche le ‘catene di Sant’Antonio’ che invitano a donare, di solito per bambini con gravi malattie o per cause nobili come aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Anche in caso di maxiemergenze è infatti pronto un piano specifico, che prevede che vengano utilizzate delle scorte accantonate appositamente.

Anche sul concetto di ‘sangue infetto’ ci sono spesso convinzioni sbagliate. I casi che periodicamente si leggono sui giornali si riferiscono infatti al passato, mentre negli ultimi 15 anni non si è avuta nessuna segnalazione di infezione da HIV o epatite dovuta a trasfusioni. Fra i falsi miti più duri a morire ci sono anche quelli sulle conseguenze delle donazioni, che secondo alcuni arriverebbero addirittura all’impotenza. L’ultimo rapporto del sistema di vigilanza ha segnalato appena 3,5 eventi avversi ogni mille donazioni, che nella quasi totalità sono semplici cali di pressione.

 

Ormone della crescita: on line il Rapporto annuale

Dai Centri e Dipartimenti

Numero 04 – Giugno 2017

Ormone della crescita: on line il Rapporto annuale 

Sono 5571 i pazienti trattati con terapia rGH o terapia con ormone della crescita (Growth Hormone) e 19173 le visite effettuate per accertare la necessità di tale trattamento. Questi i dati nazionali evidenziati nel rapporto annuale del Registro Nazionale degli Assuntori dell’Ormone della Crescita (RNAOC) riferito all’attività del 2016 e pubblicati on line sul sito dell’ISS.

Nel rapporto viene anche indicato che ad essere trattati con rGH sono per la maggior parte bambini e che le patologie interessate non sono solo quelle per deficit della crescita ma anche alcune patologie genetiche per le quali il trattamento con l’ormone GH si è rivelato particolarmente efficace.

Il RNAOC istituito all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità con il DL 30 ottobre 1987 per regolamentare la prescrizione di specialità medicinali a base di ormone somatotropo ha visto confermata la sua attività nel 2004 con la nota 39 dell’AIFA sulla rimborsabilità dei farmaci, attraverso cui il Registro è stato ritenuto uno strumento fondamentale di verifica delle effettive condizioni cliniche per il rimborso delle terapie rGH e per la sorveglianza epidemiologica nazionale sulle terapie.

Con questo nuovo ruolo il RNAOC è stato informatizzato su una piattaforma web dove confluiscono anche i dati su rGH provenienti da alcuni database regionali e che consente ai clinici autorizzati di inserire le informazioni relative alla prescrizione dell’ormone.

Le Commissioni Regionali per il GH, istituite in tutte le regioni italiane, possono dunque utilizzare tali informazioni per monitorare, a livello locale, l’appropriatezza del trattamento con GH e decidere quindi sulle relative autorizzazioni a prescrivere da rilasciare ai centri clinici.