Centro Nazionale Eccellenza Clinica, Qualità e Sicurezza delle Cure

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Centro Nazionale Eccellenza Clinica, Qualità e Sicurezza delle Cure

Primiano Iannone. Qualità e appropriatezza per un sistema sanitario più efficace

Efficienza e appropriatezza per un sistema sanitario di qualità. Sono le parole chiave del Centro Nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure, la nuova struttura dell’Istituto Superiore di Sanità che ha il compito di guidare il Sistema Sanitario Nazionale verso la realizzazione dei migliori esiti di salute possibili, offrendo Linee Guida basate sulle evidenze e indicatori attendibili della qualità dell’assistenza sanitaria. Il Centro inoltre si occupa della ricerca, analisi e promozione dei più appropriati percorsi di cura e di organizzazione dei servizi sanitari.
Le Linee Guida di pratica clinica rappresentano il punto di riferimento più importante per molti medici e pazienti, uno standard di qualità dell’assistenza e uno strumento essenziale per prendere molte decisioni di politica sanitaria. Sfortunatamente, la loro qualità è talora insoddisfacente e forniscono raccomandazioni inaffidabili. Inoltre la proliferazione di Linee Guida, anche sullo stesso argomento, finisce per creare confusione e sconcerto fra i destinatari. Al contempo, raccomandazioni cliniche di provata credibilità ed efficacia sono spesso disattese, per la difficoltà a reperirle, scarsa dimestichezza con lo strumento, scetticismo generalizzato nella loro credibilità e l’inerzia di pratiche professionali abitudinarie. È perciò essenziale dotare il Servizio Sanitario Nazionale di un Sistema Nazionale di Linee Guida di riferimento, autorevoli e credibili. Sarà compito del Centro sviluppare questo progetto affidato all’Istituto Superiore di Sanità, attraverso la ricerca, valutazione, adozione o produzione di Linee Guida evidence-based. Compito primario sarà inoltre quello di ricercare gli indicatori più idonei a misurare la qualità (e sicurezza) delle cure, armonizzandoli ed inquadrandoli in un elenco nazionale omogeneo, comparabile con analoghi set di indicatori utilizzati a livello internazionale. Un’altra funzione del centro è quella di cooperare ai progetti di ricognizione già in essere e di valutare, promuovere e migliorare la qualità dei percorsi clinico assistenziali, mettendo a disposizione del Ministero della Salute e del Servizio Sanitario Nazionale i risultati della propria attività, incluso un database nazionale dei percorsi di cura, permettendo così di evitare duplicazioni e sprechi, o l’adozione di soluzioni clinico-organizzative inefficaci.

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Centro Nazionale Ricerca su HIV/AIDS

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Centro Nazionale Ricerca su HIV/AIDS

Barbara Ensoli. Dalla ricerca sull’HIV e delle malattie correlate a nuovi interventi preventivi e terapeutici

Migliorare gli interventi di diagnosi, di terapia e di prevenzione contro le infezioni da HIV, l’AIDS e le sindromi e i tumori ad esse associati, svolgendo una ricerca traslazionale che partendo dalla ricerca di base arriva alla sperimentazione clinica e allo sviluppo di vaccini e approcci terapeutici innovativi, ma anche effettuare una costante azione di monitoraggio finalizzata a mettere a punto attività di informazione e formazione per limitare la diffusione dell’infezione. Questi gli obiettivi principali del Centro Nazionale Ricerca su HIV/AIDS (AIDS), nato per raccordare al suo interno le attività istituzionali, scientifiche e di coordinamento svolte dall’ISS per la lotta contro HIV e AIDS.
Il Centro ha sviluppato un nuovo vaccino terapeutico contro l’HIV/AIDS e una nuova terapia antitumorale contro il Sarcoma di Kaposi, in fase avanzata di sperimentazione. Gli studi hanno evidenziato che la proteina TAT di HIV favorisce l’infezione e determina l’immunodeficienza che caratterizza l’AIDS e hanno quindi condotto alla scelta di TAT come bersaglio di un vaccino preventivo e terapeutico e alla sua sperimentazione prima sulle scimmie e poi sull’uomo. I risultati hanno indicato un miglioramento importante nella funzione del sistema immune di gran lunga superiore a quello ottenuta con la sola terapia antiretrovirale (ART) anche nei pazienti che rispondono male o sono poco aderenti alla terapia. Hanno inoltre evidenziato una riduzione dei serbatoi virali che sono resistenti all’ART. Il vaccino è apparso anche efficace contro le co-infezioni, rivelandosi in grado di ridurre l’infiammazione e le alterazioni del sistema immunitario. Il vaccino è ora pronto per la fase finale di sperimentazione che verrà condotta in Sudafrica.
Tra i molteplici studi che il Centro sta effettuando ve ne sono alcuni che oltre a interessare i soggetti infettati da HIV sono trasferibili anche alla popolazione generale come quello che sta conducendo, in collaborazione con l’Università di Ferrara, nel modello animale, di vaccini preventivi e terapeutici contro l’Herpes simplex e la tubercolosi. Altri studi di base mirano invece a chiarire i meccanismi di insorgenza di sindromi e tumori quali il sarcoma di Kaposi e il carcinoma della cervice uterina che, se pur molto più frequenti in persone infettate da HIV, colpiscono anche soggetti non infettati.
Il Centro effettua anche studi finalizzati a rilevare la prevalenza di sottotipi e forme ricombinanti di HIV e le co-infezioni da HIV, HBV e HCV e sta creando in Italia un network di centri clinici per la raccolta di campioni e dati demografici immunologici e virologici di individui appartenenti a diverse popolazioni vulnerabili tra cui migranti e detenuti. Ha condotto infine studi per la valutazione di indicatori specifici raccomandati dall’European Centre for Disease Prevention and Control per la prevenzione e la lotta contro l’infezione nelle popolazioni vulnerabili.

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Centro Nazionale Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore

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Centro Nazionale Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore

Rosa Draisci. Analisi dei rischi connessi alle sostanze pericolose per proteggere ambiente e salute

Il Centro valuta pericoli e rischi connessi a sostanze e prodotti anche per l’immissione in commercio, contribuisce all’attività di valutazione e regolamentazione a livello europeo e internazionale. È il riferimento nazionale per i piani di prevenzione e sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni, per i prodotti e trattamenti cosmetici ed estetici, prodotti affini e per la sicurezza e il controllo di sostanze, miscele, articoli, compresi i giocattoli, materiali e tecnologie innovative ed emergenti per la tutela della salute. Al Centro fa capo, inoltre, il Laboratorio nazionale di riferimento per i prodotti chimici e gli articoli in attuazione al regolamento europeo REACH e alla normativa sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose.
La struttura, nell’integrare le diverse competenze con un approccio multidisciplinare, confermando una tradizione consolidata, svolge un ruolo di riferimento tecnico–scientifico a livello nazionale ed europeo per i decisori ai fini dell’implementazione della normativa.
Il Centro è stato istituito per rispondere maggiormente alle nuove sfide nel settore della sicurezza chimica e tutela del consumatore, e pertanto continuerà ad avere un ruolo guida nelle proposte di classificazione delle sostanze, nell’identificazione di sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) a livello europeo e nel proporre misure di gestione dei rischi connessi alle sostanze pericolose per la salute e l’ambiente. Per il prossimo futuro, l’attività di ricerca del Centro sarà ulteriormente focalizzata alle attività sperimentali indirizzate verso lo sviluppo di metodologie innovative e alla valutazione delle sostanze altamente preoccupanti presenti negli articoli e nei preparati pericolosi, attraverso la stima dell’esposizione e la valutazione del rischio. Saranno potenziate le attività di sorveglianza delle esposizioni e delle intossicazioni da prodotti chimici, anche con la collaborazione dei Centri Antiveleni e lo sviluppo della comunicazione per la tutela del consumatore.

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Centro Nazionale Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale

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Centro di Riferimento Scienze Comportamentali e Salute Mentale

Francesco Bochicchio. Valutare il rischio delle radiazioni per tutelare la salute umana

Analizzare i rischi derivanti dalle radiazioni e promuovere interventi per proteggere la popolazione da tali rischi. È questa la missione del Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale. La radioprotezione, quindi, in tutti i suoi settori d’intervento e i potenti strumenti di simulazione numerica tipici della fisica computazionale insieme ai modelli fisico teorici, in un approccio integrato per la promozione della salute riunito in un’unica struttura.
La rilevanza sanitaria delle attività di protezione e prevenzione dagli effetti delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti e di ottimizzazione del loro uso è evidente, basti pensare all’impatto delle radiazioni in ambito medico (che rappresenta circa il 50% delle esposizioni a radiazioni ionizzanti per la popolazione), nell’ambiente anche domestico (incidenti in impianti nucleari, uso industriale di radionuclidi artificiali, radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, uso di Naturally Occurring Radioactive Materials, presenza di radionuclidi negli alimenti e nell’acqua potabile, campi elettromagnetici, radiazione solare…), ma anche nel settore dei trattamenti estetici come lampade abbronzanti, depilazione laser, per esempio, o in alcuni prodotti destinati ai consumatori come telefoni cellulari o giocattoli.
La nuova struttura si occuperà in modo rilevante, a seguito di recenti direttive EURATOM, di controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano e dell’applicazione delle nuove norme di base per la protezione dalle radiazioni ionizzanti.
Sempre sui temi della radioprotezione e della fisica applicata ai temi della salute, il Centro si propone di raggiungere nel prossimo triennio l’obiettivo di sviluppare ulteriormente le attività di formazione degli operatori e di informazione della popolazione perché si incrementi nel Paese non solo la protezione dalle radiazioni, ma anche una attenzione consapevole (scientifically based) verso gli effetti sanitari delle esposizioni a radiazioni (relative a incidenti nucleari/radiologici, o all’esposizione al radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, che l’ISS ha stimato causare circa 3000 decessi per tumore polmonare ogni anno, o alla diffusione crescente di campi elettromagnetici da varie sorgenti, o all’uso non sempre ottimizzato di radiazioni in ambito medico, ecc.) e più in generale verso la fisica per la salute.
La fisica computazionale è parte integrante delle attività del Centro, poiché gli approcci modellistici e di simulazione numerica svolgono un ruolo sempre più rilevante nella comprensione dei sistemi biologici e della loro interazione con il mondo esterno, incluso agenti fisici quali le radiazioni. Alcune attività di fisica computazionale svolte nel Centro si integrano in comunità scientifiche più ampie, come quella che studia un sistema particolarmente complesso come il cervello, e portano allo sviluppo di competenze utili nell’ambito della computational biology e nello studio delle perturbazioni della dinamica del sistema nervoso centrale indotte da agenti esterni, come ad esempio l’esposizione a basse dosi di radiazioni.

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Centro di Riferimento Scienze Comportamentali e Salute Mentale

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Centro di Riferimento Scienze Comportamentali e Salute Mentale

Enrico Alleva. Tra geni e comportamento un osservatorio per studiare la salute mentale

Non c’è salute senza salute mentale. Parte da questo presupposto l’attività del Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale (SCIC), la cui missione è, in linea con il Mental Health Action Plan 2013-2020 dell’OMS, promuovere la ricerca e la sua applicazione per migliorare la salute delle persone che soffrono di disturbi psichici, dei loro famigliari e della popolazione generale.
I ricercatori del Centro studiano le basi e le interazioni biologiche e psicosociali di specifici disturbi mentali, mentre l’accesso a grandi coorti di popolazione, a banche dati e campioni biologici consente di indirizzare la ricerca sui fattori di rischio e sui biomarcatori.
Non solo ricerca, ma anche progettazione di interventi: modelli di prevenzione, trattamento e promozione della salute mentale da adottare nella pratica dei servizi e nella comunità per contrastare lo stigma associato alla sofferenza mentale.
Le condizioni e le patologie di riferimento includono i disturbi del neurosviluppo (disturbi dello spettro autistico, ADHD, sindrome di Rett e di Tourette, disturbi dell’apprendimento,) la schizofrenia, i disturbi dell’umore, il disturbo ossessivo compulsivo, le sindromi ansiose, l’epilessia, i disturbi del controllo degli impulsi e aggressività patologica, i disturbi dell’adattamento, la depressione reattiva, i disturbi emozionali, cognitivi e mnemonici da stress. Particolare rilievo sarà dato alle fasi critiche di accentuata vulnerabilità quali la gravidanza, il post-partum, lo sviluppo neonatale infantile, le fasi dell’adolescenza e la senescenza.
Sono previsti, inoltre, studi sui delicati rapporti tra salute mentale e salute fisica (psicosomatica clinica e psicobiologia), inclusi studi gemellari per valutare la relazione tra benessere psicofisico (livelli di stress, ottimismo, resilienza) e patologie quali l’obesità, l’aterosclerosi e la psoriasi, e definire il ruolo dei fattori genetici e ambientali alla base delle associazioni osservate.

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Dipartimento Malattie Infettive

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Dipartimento Malattie Infettive

Giovanni Rezza. Affrontare le emergenze infettive e monitorare il rischio

Combattere le malattie infettive con una strategia di aggressione a 360 gradi. È questa la missione fondamentale del nuovo Dipartimento Malattie Infettive (MINF).
Nuovi micro-organismi emergono da serbatoi animali e trovano i modi per diffondersi sempre più velocemente, mentre al contempo vecchie malattie infettive che si pensavano destinate a scomparire riemergono e minacciano di nuovo la salute degli individui e delle comunità. Il Dipartimento è sempre coinvolto durante le emergenze sanitarie e rappresenta un riferimento per l’individuazione e il monitoraggio della circolazione di virus e batteri.
Globalizzazione, mobilità umana, trasporto veloce, deforestazione, urbanizzazione, allevamenti intensivi aumento delle popolazioni fragili, abuso di antibiotici e altri fattori iatrogeni, come ad esempio le pratiche invasive frequenti in alcuni reparti ospedalieri, sono tutti fattori che aumentano il rischio di comparsa e diffusione delle malattie infettive.
Il MINF è il riferimento nazionale e sovranazionale riconosciuto da ECDC e/o OMS per una serie di malattie batteriche, virali e parassitarie, e si attiva per condurre indagini su focolai epidemici in Italia e nei paesi dell’area del mediterraneo sotto l’egida dell’UE. Dall’antibiotico-resistenza ai patogeni speciali, alle malattie prevenibili da vaccini, le malattie trasmesse sessualmente o attraverso il sangue, malattie trasmesse da vettori e quelle a trasmissione oro-fecale, ma anche ricerca sulle malattie neglette e della povertà: sono queste alcune delle sfide che il MINF si trova oggi ad affrontare attraverso epidemiologi, microbiologi, parassitologi ed entomologi, immunologi nonché tematiche inerenti a comunicazione e counseling nelle infezioni a trasmissione sessuale. Dalla sorveglianza nazionale dei casi di HIV/AIDS all’influenza, dalle meningiti alla tubercolosi o al virus Zika, dalla malaria all’echinococcosi, tanto per fare alcuni esempi, il MINF è leader a livello nazionale e internazionale.
Se le azioni di sorveglianza e controllo condotte a livello nazionale, rappresentano la spina dorsale del dipartimento, le attività di ricerca sperimentale e traslazionale costituiscono un elemento essenziale nella lotta contro le malattie infettive e una solida base per la centralità del MINF nell’ambito del SSN.

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Dipartimento Neuroscienze

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Dipartimento Neuroscienze

Maurizio Pocchiari. Dalla prevenzione alla diagnosi precoce la ricerca per le malattie neurologiche

Promuovere attività di ricerca nel campo delle malattie neurologiche con l’obiettivo di approfondirne i meccanismi, individuare procedure per una diagnosi precoce e per lo screening di soggetti a rischio e promuovere terapie preventive. Un obiettivo direttamente collegato con i bisogni del SSN che è chiamato a rispondere a un’emergenza che, secondo le stime del World Alzheimer Report conta 46,8 milioni di persone che convivono con qualche forma di demenza, una cifra destinata a raddoppiare ogni 20 anni. Con la nuova organizzazione dell’ISS, l’attività del dipartimento è indirizzata a svolgere ricerche che possano essere trasferite più rapidamente al SSN e quindi al paziente neurologico, in collaborazione con gli IRCCSS neurologici, le cliniche neurologiche universitarie e ospedaliere e le associazioni di pazienti.
Il dipartimento svolge studi sui marcatori di malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica e le malattie da prioni e sui meccanismi eziopatogenetici e sul coinvolgimento di fattori ambientali nelle patologie demielinizzanti (sclerosi multipla e leucodistrofie). Il dipartimento promuove anche ricerche nell’ambito biostatistico per il disegno e l’analisi di studi sperimentali, clinici ed epidemiologici. Si intende promuovere studi clinici e metodologici per migliorare la qualità e la risposta dei trial clinici attraverso una più accurata selezione dei farmaci sperimentali e un’ottimizzazione dei disegni sperimentali e del monitoraggio delle evidenze accumulate al fine di raggiungere i più elevati standard scientifici ed etici. Tra i compiti anche la sorveglianza obbligatoria della malattia di Creutzfeldt-Jakob sul territorio nazionale e coordina l’attività di controllo per prevenire la trasmissione delle malattie da prioni attraverso prodotti biologici di origine umana e animale.

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Dipartimento Malattie Cardiovascolari Dismetaboliche e dell’Invecchiamento

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Dipartimento Malattie Cardiovascolari Dismetaboliche e dell’Invecchiamento

Simona Giampaoli. Promuovere la longevità in salute

“La promozione della salute e della longevità della popolazione attraverso il supporto al sistema sanitario in tutte le attività legate a prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie associate all’invecchiamento, delle patologie cardiovascolari, delle patologie endocrino-metaboliche e immunomediate, che nel loro insieme, costituiscono l’area a maggior impatto in termini di morbosità, invalidità e mortalità per la popolazione mondiale”. Questa è la missione del nuovo Dipartimento delle Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento che si realizza attraverso la ricerca eziologica, traslazionale, clinica, epidemiologica e di innovamento tecnologico.
Sono presenti expertise multidisciplinari attive su tematiche diverse: salute pubblica, promozione dell’invecchiamento “in salute”, predizione e prevenzione della cronicità e multimorbilità, che prevedono l’utilizzo e la interconnessione di dati provenienti da diverse fonti di informazione, dai registri di popolazione agli osservatori, all’insieme dei dati raccolti attraverso algoritmi di segnali cardiaci di superficie ed endocavitari, dagli studi longitudinali di popolazione generale riguardanti aspetti comportamentali, ambientali e genetici, supportate da banca biologica, agli studi sperimentali.
Questo Dipartimento è quindi un enorme laboratorio che raggruppa molte linee di attività: la ricerca di fattori di rischio e nuovi biomarcatori, la valutazione di nuovi approcci terapeutici nelle malattie cardiovascolari, nelle malattie immunomediate, nelle patologie tiroidee, nel diabete, nelle patologie della visione, la fisiopatologia dell’apparato muscoloscheletrico, della disabilità e del danno motorio.
Un contributo importante a supporto del SSN è quello dello sviluppo, applicazione, valutazione e gestione dell’innovazione delle tecnologie in relazione ai temi indicati, come pure il contributo alle attività nazionali ed internazionali in materia di regolamentazione delle tecnologie sanitarie di interesse.
Formazione e informazione costituiscono azioni strategiche nelle varie aree di attività del dipartimento, per diffondere conoscenza ed evidenze scientifiche ai decisori, agli operatori, ai cittadini, per tutelare e promuovere la salute e l’invecchiamento in salute.

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Dipartimento Ambiente e Salute

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Dipartimento Ambiente e Salute

Eugenia Dogliotti. Tutelare l’ambiente per tutelare la salute pubblica

I temi della riduzione dei fattori di rischio associati al nostro stile di vita e della promozione della salute sono centrali per il Dipartimento Ambiente e Salute (DAMSA).
Il raggiungimento di questo obiettivo avviene attraverso attività di ricerca e di sperimentazione multidisciplinare tesa all’identificazione dei fattori di rischio ambientali e sociali e alla comprensione dei meccanismi che portano dall’esposizione all’insorgenza della malattia per raggiungere come goal primario la promozione di una vita sana. Il Dipartimento Ambiente e Salute cattura nella sua missione il cambiamento concettuale legato alla conoscenza di come livelli bassi di esposizioni comuni possano contribuire allo sviluppo di malattie molto diffuse. Sono quindi obiettivi primari del dipartimento sia la comprensione dei meccanismi di risposta agli agenti ambientali nocivi e dei loro effetti sulla salute che la sorveglianza della popolazione con studi di monitoraggio ambientale, biomonitoraggio e indagini epidemiologiche al fine di identificare misure di prevenzione primaria, riduzione e comunicazione dei rischi. Obiettivi specifici includono studiare i processi biologici che sono alla base delle malattie complesse e il ruolo di esposizioni ambientali multiple, investire nell’analisi della natura multifattoriale dei rischi per la salute con particolare riferimento alle fasce più vulnerabili della popolazione, trasformare la ricerca sull’esposizione ambientale considerando tutte le esposizioni legate all’ambiente di vita nel corso della nostra vita e dare alla valutazione dell’esposizione un ruolo centrale nel disegno degli studi sulla salute, condurre la valutazione del rischio di contaminanti ambientali e affrontare problematiche ambientali emergenti sia locali che globali per contribuire allo sviluppo di politiche di salute ambientale che promuovano il benessere della popolazione.

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Dipartimento Oncologia e Medicina Molecolare

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Dipartimento Oncologia e Medicina Molecolare

Mauro Biffoni. La ricerca di nuovi bersagli terapeutici contro i tumori

Il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare (OMM) è composto da circa 100 ricercatori, collaboratori e operatori, cui si aggiungono studenti universitari, dottorandi di ricerca, giovani ricercatori in formazione che fruiscono di borse di studio nell’ambito di progetti di ricerca, e personale di altri enti con cui esistono accordi di collaborazione. Il Dipartimento svolge per gli argomenti di propria competenza funzioni sia di ricerca che di consulenza, controllo, supporto alle attività di regolamentazione e formazione.
L’attività di ricerca è focalizzata sullo studio dei tumori, dell’ematologia e delle basi genetiche delle malattie in continuità con la precedente organizzazione che ha permesso di realizzare oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali nel quinquennio 2011-2015. Per quanto riguarda i tumori sono oggetto di ricerca sia quelli di maggior rilevanza sociale per la loro frequenza, come il carcinoma del polmone, del colon-retto, della prostata, dell’ovaio, sia alcuni meno frequenti come il glioblastoma, le leucemie o i sarcomi. Speciale attenzione è posta nell’individuazione di nuovi bersagli terapeutici che consentano di aumentare l’efficacia delle terapie esistenti e all’individuazione di marcatori molecolari diagnostici e predittivi della risposta alle terapie. In questo ambito viene anche studiata la possibilità di utilizzare come antineoplastici farmaci che sono stati sviluppati per altre patologie.
A compimento degli studi preclinici, in particolare nel campo della immunoterapia dei tumori, il Dipartimento partecipa anche alla sperimentazione clinica. Lo studio dell’epidemiologia dei tumori è condotto sia in ambito nazionale che internazionale e include la valutazione di coorti molto ampie di popolazione per periodi di tempo anche molto lunghi, nonché la partecipazione ai lavori dei registri tumori.
Gli studi relativi all’ematologia ed alla genetica si estendono anche oltre l’ambito oncologico e riguardano ad esempio l’ematopoiesi normale e le malattie genetiche rare.
In aggiunta alle attività di ricerca, il Dipartimento fornisce esperti per le valutazioni ed estensioni di pareri di natura tecnico-scientifica richiesti da organismi nazionali o internazionali come il Ministero della Salute, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o la European Medicine Agency (EMA). Appartengono a questo ambito le valutazioni dei dossier di farmaci emoderivati; di farmaci di nuova istituzione, in particolare nel settore oncologico ed ematologico; la valutazione delle domande di autorizzazione alla sperimentazione animale.