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Centro Nazionale Sangue

Giancarlo Liumbruno. Aumentare efficacia e sicurezza della rete nazionale sangue

Autosufficienza regionale e nazionale per il sangue e i prodotti derivati, promozione e sviluppo continuo di un sistema di donazioni volontario e non remunerato, alta qualità e sicurezza dei prodotti derivati dal sangue e della medicina trasfusionale. Questi gli obiettivi, indicati nella legge 21 ottobre 2005 n. 219, del Centro Nazionale Sangue, che opera presso l’Istituto Superiore di Sanità e che ha anche l’obiettivo di garantire il rispetto delle direttive europee sul sangue, un appropriato management di questa risorsa e un continuo sviluppo della medicina trasfusionale.
A rendere ancora più stringenti gli obiettivi di accountability, efficacia e sostenibilità del sistema sangue è anche il Programma nazionale plasma e medicinali plasmaderivati 2016-2020 approvato lo scorso anno dalla Conferenza Stato Regioni e pubblicato in G.U. a gennaio, che prevede fra le altre cose un aumento consistente della raccolta nei prossimi cinque anni, con uno sforzo per arrivare all’autosufficienza reso ancora più difficile dall’invecchiamento della popolazione e dalle nuove indicazioni terapeutiche che prevedono l’utilizzo di emoderivati. Per arrivare a questo obiettivo il CNS agisce insieme alle associazioni e federazioni dei donatori, che danno un apporto fondamentale al sistema, e con quelle dei pazienti, in un quadro che vede la produzione di emoderivati e la medicina trasfusionale come Livelli Essenziali di Assistenza.
Il CNS inoltre si prefigge di promuovere un uso sempre più appropriato della risorsa sangue attraverso il ‘Patient Blood Management’, una serie di misure tese da una parte a migliorare le condizioni ematologiche dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici per evitare l’anemia, che è un fattore di rischio importante, e dall’altra ad utilizzare solo il sangue necessario, evitando sprechi.