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Cure Palliative Pediatriche, cosa manca: dalle reti all’equità …

Formazione continua degli operatori sanitari, sviluppo di percorsi assistenziali specifici e condivisi, omogeneità dell’offerta dei servizi erogati nelle varie realtà locali e regionali, valutazione dell’utilizzo dei farmaci analgesici. Ma anche maggiore attività di informazione e divulgazione sull’importanza del trattamento del dolore in generale e delle Cure Palliative Pediatriche (CPP) in particolare. Sono questi alcuni dei punti chiave scaturiti dalla riflessione, oggetto di un Rapporto ISTISAN, di un gruppo di esperti istituito presso l’ISS sulla Legge n. 38 del 15 marzo 2010 che sancisce il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore per tutti i cittadini e la creazione di reti assistenziali per le cure palliative e di terapia del dolore dell’adulto e del bambino.

In Italia, come si legge nel Rapporto al Parlamento del Ministero della Salute sullo stato di attuazione della legge suddetta, si stima siano oltre 30 mila i neonati/bambini/adolescenti con malattia inguaribile e/o terminale che hanno necessità di CPP. Molto è stato fatto con il DL.vo 38/2010 e con i successivi provvedimenti attuativi (condivisi e approvati in Conferenza Stato Regioni) che hanno definito modalità e modelli di cura di riferimento. Tuttavia le criticità evidenziate giustificano, scrivono gli autori del Rapporto, l’urgenza di cercare risposte concrete a bisogni specifici di salute con un approccio trasversale tra società, istituzioni e professionisti coinvolti.