Porte aperte all’ISS contro la pseudoscienza

Numero 06 – Settembre 2017

Porte aperte all’ISS contro la pseudoscienza di Walter Ricciardi

Perché la notte dei ricercatori? Perché aprire le porte dell’Istituto e dei suoi laboratori per una notte intera? Non è stato uno sforzo organizzativo facile ma lo abbiamo creduto necessario, importante.

Aprire le nostre porte in una notte dedicata alla ricerca significa testimoniare di essere parte di una comunità civile che dialoga con i cittadini ai quali la sua scienza è dedicata.

Mai come oggi questo è un evento importante, mai come oggi che fake news e pseudoscienza invadono il web e molta cattiva informazione minaccia di danneggiare le scelte  che i cittadini fanno in tema di salute è  necessario spiegare quali siano gli strumenti scientifici e quali obiettivi abbiano.

Abbiamo aderito alla notte europea dei ricercatori perché va esattamente nella direzione in cui vuole andare questo istituto oggi: essere cioè un luogo anche culturale, uno spazio che produce conoscenza, in grado di parlare oltre che di ricerca anche del suo metodo che è, innanzitutto, un modello culturale.

Abbiamo costruito diciotto mostre e circa cinquanta eventi, comprese undici visite guidate nei nostri laboratori. Tutto in una notte. Parlano si di ricerche specifiche ma in ognuna di esse è contenuto un tema, un interrogativo più grande che attraversa le domande a cui dovranno rispondere gli uomini del ventunesimo secolo, per spiegare un altro tassello del mondo come da sempre ha fatto l’umanità da quando ha cominciato a rappresentare il mondo.

Cosa danneggia il DNA? Quale ruolo gioca l’ambiente e quale i nostri geni? Come si studia la risposta immunitaria a virus e batteri e come questa conoscenza si traduce in una ricerca per formulare una terapia. Quali sono le frontiere dell’oncologia e con quali meccanismi le cellule tumorali dialogano con quelle immuni o cosa siano le microspie ottiche che ci consentono di “spiare” i processi che si verificano nelle cellule e negli organismi per poterli governare sono solo alcune delle mostre aperte la notte del 29 settembre.

Mostrare tutto questo, cercare una formula fruibile per mostrarlo al pubblico non è stato semplice. È uno sforzo per il quale ringrazio sinceramente gli organizzatori perché alla salute dei cittadini si contribuisce anche e soprattutto con la conoscenza, l’unica vera arma in grado di orientarci nelle scelte capaci di farci guadagnare salute.

In Europa 4 milioni di trasfusioni l’anno

Numero 06 – Settembre 2017

In Europa 4 milioni di trasfusioni l’anno

In Europa ci sono ogni anno 4 milioni di trasfusioni, circa 30mila trapianti d’organo e 500mila di tessuti e cellule, dalle staminali alle valvole cardiache, a cui si aggiungono 800mila donazioni di cellule per le tecnologie di fecondazione assistita. Tutti questi trattamenti dipendono da volontari, fra cui 13 milioni di donatori di sangue e plasma e 200mila di organi e tessuti. Lo sottolinea la Commissione Ue, che ha messo in campo una serie di iniziative per la selezione dei donatori e la protezione dei riceventi a cui partecipano i centri dedicati dell’Istituto.

Il primo passo nella raccolta è il reclutamento e la selezione dei donatori, di cui deve essere garantita la dignità e il benessere. “Chiaramente – si legge in documento della Commissione – quando si fa la selezione dei donatori sono i rischi del ricevente a giocare un ruolo preminente”.

Nonostante il tema sia oggetto di diverse direttive, oltre che di raccomandazioni e linee guida, l’implementazione dei singoli Stati membri ha portato a politiche diverse sull’eleggibilità dei donatori, con la conseguenza che i tassi di sospensione e respingimento dei donatori variano grandemente tra i diversi paesi. Per questo, fra i progetti dedicati al tema, c’è Transpose (TRANSfusion and transplantation: PrOtection and SElection of donors) di cui si è appena tenuto il kick off meeting, a cui partecipa anche il Centro Nazionale Sangue. Lo scopo è fare il punto sulle pratiche correnti dei singoli paesi, e conseguentemente mettere insieme una serie di principi e linee guida per uniformare le procedure.

IL DISTRETTO E I NUOVI LEA: UN’ULTERIORE OPPORTUNITÀ PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

Appuntamenti

IL DISTRETTO E I NUOVI LEA: UN’ ULTERIORE OPPORTUNITÀ PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

ISS, Aula Bovet ore 15,00

Sarà presentato il prossimo 9 ottobre nell’Aula Bovet dell’ISS il libro “Il Distretto e i nuovi Lea: un’ulteriore opportunità per la promozione della salute”.

Obiettivo del testo è quello di fornire elementi e mezzi di conoscenza utili e importanti sulle linee di attività previste dai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Gli autori Rosario Mete e Piero Salvadori auspicano infatti che questo innovativo volume, indirizzato principalmente agli operatori di sanità pubblica, agli studenti di Medicina e ai decisori di Regioni e ASL, possa creare una maggiore consapevolezza sull’importanza di un potenziamento dell’assistenza distrettuale.

Il libro dopo un breve excursus storico sull’istituzione e sullo sviluppo del nostro Servizio Sanitario Nazionale e dei suoi distretti, dedica la sua prima parte a spiegare quali siano gli strumenti e gli elementi utili nella complessa gestione delle patologie croniche.

Nella sua seconda parte invece racconta e descrive da vicino le specifiche attività distrettuali offrendo anche il supporto di tabelle e indicatori adatti ai processi di valutazione.

L’intento degli autori e leitmotiv del testo è quello di richiamare l’attenzione del lettore sulla difficoltà di pensare ad un SSN efficiente prescindendo dal buon funzionamento e dall’efficienza dei distretti.

Analisi che emerge anche dalle nuove forme e modalità di azione e gestione che appartengono alle organizzazione sanitarie così come evidentemente dimostrato dalle evidenze scientifiche internazionali.

Malattie Rare: il Convegno AIMAR

Numero 06 – Settembre 2017

Malattie Rare: il Convegno AIMAR

Migliorare la qualità di vita delle persone affette dalla MAR (Malformazione Ano Rettale), una malattia rara che colpisce un bambino su 4.000 nati.

Questo lo scopo con cui il 9 e 10 settembre scorso è stato organizzato a Bracciano il Convegno AIMAR, l’associazione Italiana per le malformazioni ano rettali che dal 1994 si occupa di MAR e che ha visto la partecipazione di piccoli e grandi pazienti, dei loro familiari e dei migliori specialisti italiani del settore.

Fondatrice e Presidente dell’associazione è Dalia Aminoff, madre di un bimbo affetto da MAR che ha deciso di dare vita a questa associazione per sostenere pazienti e famiglie costretti a vivere la stessa complessa realtà della malattia.

La malformazione ano rettale è infatti una patologia che nonostante obblighi i piccoli pazienti a subire già nei primi mesi di vita uno o più interventi chirurgici non si risolve mai completamente. Chi ne è affetto continua nel corso della vita a soffrire di incontinenza, un disturbo invalidante che limita di fatto il possibile svolgimento di una vita normale comportando notevoli difficoltà dal punto di vista psicologico e sociale con disagi che si acuiscono ancor di più nel delicato passaggio dall’età pediatrica a quella adulta.

Tra i punti centrali del convegno proprio quello della transizione nell’età adulta di cui si è discusso in un workshop dedicato ma anche la presentazione di esperienze terapeutiche internazionali con uno sguardo agli European Reference Networks (ERN), le reti virtuali di riferimento europee che interessano prestatori di assistenza sanitaria in tutta Europa con il compito di  affrontare malattie rare o complesse per fronteggiare quelle situazioni che prevedono cure altamente specializzate e costose attraverso l’offerta di prestazioni sanitarie di qualità elevata e con costi contenuti. 

Non sono mancati infine, nelle due giornate, attimi di grande emozione e partecipazione umana come quello della testimonianza diretta di un giovane studente tedesco che è riuscito nonostante la malattia a realizzare i proprio sogni e a costruirsi una vita autonoma o il workshop di incontro con uno psicologo, tutto dedicato ai bimbi ospiti dell’evento in un importante momento di ascolto, supporto e confronto.

Notte della Ricerca: l’ISS apre i laboratori ai cittadini

Numero 06 – Settembre 2017

Notte della Ricerca: l’ISS apre i laboratori ai cittadini

Come si sviluppano le cellule tumorali? Come si può invecchiare in salute? Gli oggetti che usiamo tutti giorni possono nascondere pericoli? Come funziona il nostro cervello durante il sonno? Domande affascinanti le cui risposte saranno il filo conduttore degli eventi organizzati in occasione della Notte della Ricerca, il 29 settembre, durante la quale l’Istituto Superiore di Sanità resterà aperto a tutti. Dalle 18 alle 23, infatti, si alterneranno in programma conferenze, info point, visite guidate e mostre che illustreranno l’attività dei nostri ricercatori. Un’occasione per far conoscere l’attività che l’ISS svolge sul fronte della ricerca scientifica e della tutela della salute pubblica. Ma non solo. Porte aperte anche per il Museo ISS, augurato di recente, che offre una straordinaria esperienza multisensoriale che sorprenderà i visitatori di ogni età. Dal benvenuto offerto dagli avatar di importanti premi Nobel che hanno lavorato presso l’ISS a giochi interattivi, agli effetti cinematografici proposti per la presentazione della campagna antimalarica del secolo scorso. La visita renderà fruibili contenuti scientifici di grande interesse e attualità per aumentare la consapevolezza dell’importanza della ricerca scientifica e dei suoi risultati per la salute pubblica. Le visite, solo su prenotazione, avranno la durata di circa 1 ora e saranno effettuate per gruppi di 20 persone. La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea e coordinato da Frascati Scienza, capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca italiani. Sono tantissimi gli argomenti che vivacizzano l’edizione di quest’anno. Dal tema caldo dei vaccini, all’importanza delle tecnologie innovative. Dalla sperimentazione clinica alla tutela dell’ambiente. Dalla tutela del consumatore dal punto di vista alimentare alla tutela dai contaminanti chimici.  Le mostre si possono visitare dalle ore 18 nelle aule Marotta e Bovet dell’ISS e nell’anti aula Pocchiari. Le visite guidate, a gruppi massimo di 20 persone, e le conferenze, invece, devono essere prenotate e inizieranno alle 19.

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Dipende! Einstein e la teoria della relatività

Numero 06 – Settembre 2017

Dipende! Einstein e la teoria della relatività di Anna Parisi e Lara Albanese

Dipende! Effettivamente dipende dal modo e dal metodo di come possano essere spiegate teorie complesse come la relatività di Einstein. Le autrici Anna Parisi e Lara Albanese, due fisiche che hanno orientato i loro studi sulle particelle elementari, proprio come Einstein, profondamente convinte che la fisica sarebbe più comprensibile usando un linguaggio più semplice e alla portata di tutti.

Le pagine scorrono tra spiegazioni di fenomeni fisici e i racconti della vita di Einstein, non solo in veste biografica ma narrando aneddoti dello scienziato che con le sue ricerche fu protagonista nel particolare contesto storico delle due guerre mondiali e la guerra razziale.

Per usare un linguaggio semplice il libro parte con un dialogo immaginario tra un ragazzo adolescente di “40 kg” e i maggiori studiosi della fisica a partire da Galileo.

Il colloquio si infittisce con Einsten che nel raccontare i suoi esperimenti risponde ai dubbi del ragazzo che al tempo lo sono stati anche per lo scienziato. A tal proposito Einstein, impegnato sullo studio delle traiettorie dei corpi in campo gravitazionale viene assalito dal dubbio che la velocità della luce non sia più costante, il ragazzo divertito risponde: ” Ahi, ahi. Ti sei ficcato in un vicolo cieco…Però ammettilo, te la sei andata a cercare! Se ti fai le obiezioni da solo, allora peggio per te. Adesso cavatela!“.

In modo leggero il libro esprime i concetti del percorso per la stesura di una legge scientifica: osservazione del fenomeno, elaborazione di un’ipotesi, esecuzione di un esperimento, analisi e interpretazione dei risultati che comprende la conferma o la smentita dell’ipotesi iniziale. La comprensione di questi concetti aiuta i ragazzi ad assimilare fenomeni come gli effetti della relatività nel tempo, che altrimenti spiegata potrebbe essere incomprensibile, utilizzando ad esempio il paradosso dei gemelli e il viaggio nello spazio.

La lettura di questo testo affiancata da un docente può rappresentare una inversione di tendenza per gli studenti delle scuole medie dove le conoscenze scientifiche dei ragazzi italiani risultano lacunose. Secondo gli ultimi dati di uno studio dell’Ocse del 2016 l’Italia è al 27esimo posto sui 35 paesi avanzati per la conoscenza delle scienze, su livelli analoghi a Croazia e Ungheria. Solo il 4% degli studenti italiani è un ‘top performer’ in scienze contro l’8% medio Ocse ed è una percentuale purtroppo stabile da 10 anni.

CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (FPC) PER I GIORNALISTI

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CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (FPC) PER I GIORNALISTI 

Come nasce un farmaco. Dalla necessità della sperimentazione alla farmacosorveglianza

ISS, Aula Bovet 9 ottobre 2017

In Italia esiste un grave difetto di conoscenza e di informazione sulla scienza, sulla Medicina basata sull’evidenza, sulle caratteristiche del cosiddetto ‘metodo scientifico’ applicato alla ricerca. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutte le persone correttamente informate e professionalmente preparate.

Le bufale e le informazioni, a volte, grossolane o addirittura sbagliate, presenti sulla stampa quotidiana, su quella periodica ed anche su quella a carattere nazionale e in maniera ancora più pericolosa sulle televisioni e sul web richiedono necessariamente agli esperti del campo della ricerca e della medicina di dare il più possibile una informazione corretta. Per queste ragioni UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione), che celebra quest’anno i suoi 60 anni di attività, insieme ad AdP (Accademia dei Pazienti – Eupati Italia), insieme all’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e alla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa), ha promosso questo Corso di Formazione Professionale Continua (FPC) per giornalisti.

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PREVENIRE E SCONFIGGERE LE INFEZIONI ALIMENTARI

Appuntamenti

PREVENIRE E SCONFIGGERE LE INFEZIONI ALIMENTARI

Convegno dei Laboratori di Referenza Nazionali per i parassiti trasmessi con gli alimenti

Ministero della Salute,  Aula “Biagio D’Alba”, Roma 27-28 settembre 2017

Le infezioni parassitarie da alimenti sono molto diffuse anche nel nostro Paese e risultano di difficile valutazione spesso per la mancata implementazione dei sistemi di sorveglianza sanitaria.

Si discuterà di questo importante tema nel convegno organizzato dai Laboratori Nazionali di Riferimento per i principali parassiti trasmessi con gli alimenti e dal Ministero della Salute che si terrà nella sede del Ministero della Salute il 27 e 28 settembre prossimi.

Obiettivo dell’incontro è quello di uniformare il rilevamento dei dati epidemiologici su questo tipo di infezioni ma anche mettere a punto gli interventi da attuare sul territorio e individuare le migliori strategie di comunicazione e informazione nei confronti dei soggetti considerati maggiormente a rischio.

Durante l’evento verranno anche presentati i dati epidemiologici sulle infezioni parassitarie da alimenti maggiormente presenti in Italia, infezioni che provocano ogni anno un elevato numero di ricoveri e che in alcuni casi sono state riconosciute dall’EFSA come causa di diffuse reazioni allergiche e di ipersensibilità nei confronti di particolari alimenti.

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Rete EpiSouth: 10 anni di strategie per la salute nel Mediterraneo e nel Sud Europa

Numero 06 – Settembre 2017

Rete EpiSouth: 10 anni di strategie per la salute nel Mediterraneo e nel Sud Europa

Gestire le minacce transfrontaliere per la salute nel Mediterraneo e nel Sud Europa. Questo l’obiettivo della Rete  EpiSouth, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nell’articolo appena pubblicato su Health Security, Contribution of Regional Networks to the Control of Cross-Border Public Health Threats: EpiSouth in the Mediterranean Region and Southeast Europe, viene descritta e commentata l’attività del Network che compie 10 anni.

L’articolo fornisce una panoramica sulle strategie e i risultati ottenuti da questa rete regionale e il suo impatto sulle politiche sanitarie pubbliche e su progetti attualmente in corso, dai training per gli esperti alla creazione di una rete per l’early warning.

In totale 27 paesi, 10 membri dell’Unione Europea (Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Romania, Slovenia e Spagna) e 17 non-membri dell’Unione Europea (Albania, Algeria, Bosnia Erzegovina, Egitto, Macedonia, Israele, Giordania, Kosovo, Libano, Libia, Montenegro, Marocco, Palestina, Serbia, Siria, Tunisia e Turchia) hanno preso parte all’iniziativa con 74 focal points, ufficialmente nominati dagli istituti di sanità pubblica o dai ministeri della sanità dei paesi coinvolti.

Quasi 750 professionisti hanno partecipato a riunioni tecniche di progetto e a moduli formativi in epidemiologia, tecniche diagnostiche di laboratorio, epidemic intelligence e sorveglianza basata su eventi. Indagini e studi ad hoc hanno contribuito a descrivere l’area del Mediterraneo ed i suoi bisogni di Sanità Pubblica. EpiSouth è stata riconosciuta come la più grande rete di collaborazioni fra paesi su tematiche di salute nel Mediterraneo e il suo valore aggiunto è stato premiato con il 2014 European Health Award as ‘‘the Mediterranean project to counteract cross-border threats to health’’.