Mucca pazza. L’Italia è laboratorio di riferimento europeo al posto del Regno Unito

Numero 07 – Ottobre 2017

Mucca pazza. L’Italia è laboratorio di riferimento europeo al posto del Regno Unito. Vince la selezione tra i Paesi un consorzio tra ISS e IZSLPVA di Walter Ricciardi

È l’Italia adesso, attraverso il consorzio italiano costituito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta (IZSPLVA) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il nuovo Laboratorio Europeo di riferimento per le Encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) degli animali. Lo ha deciso il Comitato veterinario permanente (Standing Committee for plants, animals, food and feed) dell’Unione europea riconoscendo al nostro Paese il grande lavoro svolto su queste patologie sia sul fronte istituzionale sia su quello della ricerca

Le TSE, o malattie da prioni, sono malattie neurodegenerative che colpiscono l’uomo e gli animali e che sono finite sotto i riflettori dell’opinione pubblica e delle autorità sanitarie internazionali con la comparsa della cosiddetta “mucca pazza” e cioè l’encefalopatia spongiforme bovina che ha causato negli uomini, attraverso il consumo di carne contaminata da prioni, la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob. In tutto la sorveglianza veterinaria e quella umana hanno contato rispettivamente due milioni di casi di encefalopatia spongiforme bovina negli animali e 200 decessi negli uomini che avevano contratto la malattia.

Questi eventi epidemici hanno innescato una delle crisi alimentari più gravi a livello mondiale che ha spinto l’Europa a realizzare un laboratorio, collocato finora nel Regno Unito, in grado di garantire standard comuni, in termini diagnostico-analitici e di sorveglianza, su tutto il territorio dell’Unione. Oggi, dopo la Brexit, questo laboratorio avrà sede in Italia e sarà rappresentato dal consorzio IZSLPVA/ISS, il quale ha vinto la selezione.

L’Istituto Superiore di Sanità già da anni è riferimento nazionale per queste malattie sia negli animali che nell’uomo, oggi con questo riconoscimento, insieme all’IZSLPVA, diventa riferimento per tutta l’Europa.

Un segno ulteriore della forte proiezione internazionale del nostro Istituto anche in questo settore di attività e della fiducia che la Commissione Europea ripone nel nostro operato.

Correlative microscopy

Correlative microscopy in life and materials sciences

ISS, Aula Bovet, 6-7 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

  Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

Un convegno dedicato alla microscopia correlativa e all’importanza che essa riveste nelle attività di analisi e di ricerca. La microscopia correlativa è infatti un tipo di osservazione che sviluppando una vera e propria mappa tridimensionale consente di associare le diverse tipologie microscopiche con la microscopia elettronica ad alta risoluzione; analisi questa fondamentale per l’ottimizzazione grafica e per il conseguimento e la valorizzazione dei risultati scientifici. E’ inoltre un importante strumento di supporto per l’attività di analisi, in quanto consente di osservare le caratteristiche strutturali e funzionali di molecole nei complessi modelli biologici e in materiali innovativi.

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Studi Adattativi in Oncologia

Studi Adattativi in Oncologia

ISS, Aula Pocchiari, 17 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

Rendere rapidamente disponibili ai pazienti nuove terapie oncologiche grazie allo sviluppo di nuovi farmaci. E’ questo il focus del dibattito che si terrà all’ISS nel workshop STUDI ADATTIVI IN ONCOLOGIA e che analizzerà modelli basati su nuovi disegni sperimentali che potrebbero ridurre i lunghi tempi di ricerca e sviluppo. Il workshop mira a una riflessione e a un dibattito tra accademia, industria, centri clinici, comitati etici, pazienti e autorità regolatoria sull’importanza dei nuovi disegni sperimentali in oncologia.

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Costituzione della rete pediatria

Costituzione della rete pediatria-neuropsichiatria infantile per la diagnosi precoce dei Disturbi del Neurosviluppo

ISS, Aula Pocchiari , 4 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

La costituzione della rete pediatria-neuropsichiatria rappresenta la cornice indispensabile per garantire la sorveglianza del benessere del bambino. Ad oggi gli aspetti metodologici, organizzativi e clinico-operativi della rete pediatria-neuropsichiatria infantile sono diversi nelle differenti realtà regionali. Gli obiettivi del convegno sono quelli di definire e condividere il razionale scientifico e i modelli operativi per la costituzione di un accordo tra diversi sistemi della rete curante, il significato del raccordo tra il sistema della rete curante e quello della scuola. Ma anche identificare gli strumenti utilizzati per la sorveglianza del neurosviluppo e per la diagnosi precoce di disturbo dello spettro autistico, interventi abilitativi e riabilitativi. E inoltre riconoscere i segnali precoci di allarme per un disturbo del neurosviluppo, le strategie di comunicazione con la famiglia, le caratteristiche del percorso di diagnosi e valutazione specialistiche per un disturbo del neurosviluppo.

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10 Years experience

10 Years experience with Advanced Therapy Medicinal Products: past, present and future

ISS, Aula Pocchiari, 10 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

 Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

L’Italia è oggi leader in Europa nello sviluppo di medicinali per terapie avanzate, un settore che mira appunto a creare nuove opportunità di trattamento in patologie fino ad oggi ritenute invalidanti e incurabili.  Questo l’argomento centrale del convegno organizzato da Istituto Superiore di Sanità, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Associazione A_IATRIS e International Society for cellular Therapy.

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The ASSET Final Event

The ASSET Final Event “Share and move for mobilization and mutual learning at local, national and international levels on Science in Society related issues in epidemics and pandemics”

NH Hotel Leonardo da Vinci, Via dei Gracchi, 324 Roma  30 – 31 ottobre 2017

Mettere a punto strategie efficaci di preparazione e risposta alle emergenze sanitarie secondo un approccio partecipato e condiviso che ponga al centro la partecipazione attiva di tutti gli stakeholder interessati al processo.

Questo il centro del progetto europeo ASSET (Action plan in Science in Society in Epidemics and Total pandemics; 2014-2017) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità il cui evento finale: “Share and move for mobilization and mutual learning at local, national and international levels on Science in Society related issues in epidemics and pandemics” si svolgerà a Roma.

Discussione centrale dei due giorni conclusivi del progetto saranno dunque tutti gli elementi fondamentali che legano scienza e società, quali le questioni di governance, gli aspetti etici e di genere e che a vari livelli intervengo nella gestione delle emergenze di sanità pubblica.

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XI Convegno Il contributo dei Centri per i Disturbi Cognitivi

XI Convegno Il contributo dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze nella gestione integrata dei pazienti

ISS, Aula Pocchiari, 23 – 24 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

Quali attività assistenziali vengono fornite dal Servizio Sanitario Nazionale a pazienti con demenze e disturbi cognitivi e ai loro familiari alla luce del Piano Nazionale Demenze? Un tema importante e delicato che unisce in modo evidente aspetto medico e sociale e che sarà tema centrale del convegno.

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Undiagnosed Rare Diseases: a Joint Italy-USA Project

Undiagnosed Rare Diseases: a Joint Italy-USA Project

ISS, Aula Pocchiari, 20 novembre 2017

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Viale Castro Laurenziano, 10 – Roma

 

Illustrare e condividere il progetto Undiagnosed Rare Diseases: a Joint Italy-USA Project e i suoi risultati attraverso la presentazione delle esperienze Nazionali e Internazionali in due anni di lavoro. Questo l’obiettivo del convegno durante il quale saranno anche descritte le altre realtà nazionali esistenti relative alle malattie rare senza diagnosi.

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La Convenzione di Oviedo

Focus

Numero 07 – ottobre 2017

La Convenzione di Oviedo compie vent’anni, un convegno la celebra

Ricorre quest’anno il ventennale della firma della “Convenzione su diritti dell’uomo e la biomedicina” del Consiglio d’Europa, nota anche come “Convenzione di Oviedo”, uno dei più autorevoli documenti di riferimento per la bioetica.

Il ventennale sarà ricordato il 18 dicembre 2017 con un convegno presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati organizzato dall’ Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue (CNS) e con il Centro Nazionale Trapianti (CNT). Interverranno, tra gli altri, il Presidente dell’ISS Prof. Walter Ricciardi, il Responsabile dell’Unità di Bioetica dell’ISS Dott. Carlo Petrini, il Direttore del CNT Dott. Alessandro Nanni Costa, il Direttore del CNS Dott. Giancarlo Maria Liumbruno, il Presidente vicario del Comitato Nazionale per la Bioetica Prof. Lorenzo D’Avack, il Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita Mons. Renzo Pegoraro. È prevista la presenza del Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin.

L’evento è dedicato all’articolo 21, che stabilisce il divieto di trarre profitto dal corpo umano e dalle sue parti, e riguarderà, in particolare, la donazione di materiale biologico umano a scopo terapeutico.

L’articolo “Divieto di profitto” è particolarmente suscettibile a interpretazioni contrastanti in quanto stabilisce che “il corpo umano e le sue parti non debbono essere, in quanto tali, fonte di profitto”. Le possibili divergenze non derivano da mancanza di chiarezza nel testo, che è inequivocabile, bensì da due ordini di fattori.

Il primo ordine consiste nelle differenze tra cellule, sangue, tessuti e organi umani; mentre il secondo deriva dal fatto che le procedure per la donazione, il prelievo, l’eventuale lavorazione, la conservazione, l’utilizzo di materiale biologico umano comportano costi spesso ingenti, ed occorre evitare che i legittimi rimborsi, e i relativi flussi di denaro, sconfinino nel profitto, o addirittura nel commercio.

Il programma del convegno e le informazioni per la partecipazione saranno diffusi prossimamente.

Epidemie e pandemie: la società civile chiede una migliore comunicazione

in Evidenza

Numero 07 – ottobre 2017

Epidemie e pandemie: la società civile chiede una migliore comunicazione

Non troppi anni fa, quando in alcuni Paesi dell’Africa occidentale migliaia di persone morivano a causa del virus ebola, in Italia alcuni giornali titolavano “L’Ebola sbarca con gli immigrati” e il dipendente di una importante Ong contraddiceva in TV il Ministro della salute sulle misure di sicurezza adottate dagli operatori di rientro dai Paesi colpiti: due aneddoti che raccontano come la comunicazione del rischio, soprattutto in situazioni di emergenza, possa e debba essere migliorata, a tutti i livelli, non solo giornalisticamente, ma anche attraverso la formazione degli operatori sanitari e una maggiore attenzione delle istituzioni alla comunicazione. Tuttavia, per riuscirci, è necessario sapere come e quali strumenti usare per fronteggiare gli scenari legati alla diffusione delle malattie infettive e delle paure della popolazione.

Di questi temi si parlerà a Roma il 30 e il 31 ottobre 2017 durante la conferenza finale del progetto europeo ASSET (Action plan on Science in Society related issues in Epidemics and Total pandemics) che negli ultimi 4 anni ha indagato approfonditamente, e multidisciplinariamente, questo settore attraverso un lavoro che ha combinato salute pubblica, ricerca epidemiologica, scienze sociali, politiche, diritto, etica, studi di genere, comunicazione e media per sviluppare una strategia integrata e transdisciplinare sulla preparedness in caso di epidemia o pandemia.

L’importanza delle to do list

La preparedness è una vera e propria to-do-list: “cose da fare” che coinvolgono la società nel suo complesso. Può essere definita non solo come la capacità dei sistemi sanitari, delle comunità e degli individui di prevenire, proteggersi, rispondere rapidamente, reagire e recuperare dopo emergenze sanitarie, ma anche come un processo coordinato e continuo di pianificazione e messa in opera di attività riviste sulla base del monitoraggio dei risultati ottenuti.

Come ci insegnano alcune epidemie recenti, dalla pandemia del virus influenzale A(H1N1) del 2009 alla stessa epidemia di ebola, ma anche progetti europei predecessori di ASSET, come ECOM o TELL ME, la comunicazione del rischio è strettamente legata alla preparedness e la stessa Commissione europea ricorda che “una comunicazione incoerente o confusa con il pubblico e le parti interessate, come gli operatori sanitari, può avere un impatto negativo sull’efficacia della risposta dal punto di vista della sanità pubblica e degli operatori economici” (Decisione 1082/2013/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio).

ASSET e la science with and for society

Sinora la comunicazione si è dimostrata un punto debole durante le emergenze ed è sempre più chiaro che in caso di emergenza o crisi è necessario riuscire a coinvolgere la popolazione attraverso un’informazione chiara e autorevole. Come ci spiega Valentina Possenti (Iss), responsabile scientifico del progetto, «durante questi quattro anni abbiamo portato avanti numerose attività che hanno permesso di analizzare da vicino l’efficacia, le lacune e le potenzialità della comunicazione in ciascun Paese. Un esempio su tutti è stata la realizzazione di una consultazione cittadina (citizen consultation), che si è svolta in contemporanea in 8 Stati europei e ha coinvolto un campione di cittadini in una giornata di informazione e discussione su una serie di argomenti chiave». I risultati dell’evento hanno evidenziato alcuni dei problemi locali: ad esempio, John Haukeland (Danish Board Technology) afferma che «l’esito della consultazione in Danimarca ha evidenziato che meno della metà dei cittadini si considera soddisfatto delle informazioni fornite dalle autorità sanitarie durante le minacce epidemiche». E in Italia? Per quanto riguarda la sezione dedicata alle vaccinazioni è emerso chiaramente il clima che attraversa il nostro Paese con i cittadini che lamentano una forte incomprensione da parte delle autorità sanitarie e una scarsa comunicazione su questo tema. Come afferma anche Walter Ricciardi, Presidente ISS, «al giorno d’oggi c’è una forte diffidenza nella scienza e un forte scetticismo su quello che la scienza può fare per risolvere i problemi delle nostre comunità». Per questo motivo, prosegue Ricciardi, «il concetto di science in society non deve essere solo uno slogan perché in futuro ci troveremo ad affrontare sfide importanti, non solo in Italia, e crediamo fortemente che la strada da seguire sia la collaborazione tra scienziati e policy makers ».

Insomma, il lavoro da fare è tanto e per essere efficace deve essere portato avanti da tutti, ragionando “con la società” e non più “per la società”.

Appuntamento per tutti a Roma il 30 e 31 ottobre!