In 15 sezioni l’antidoto alle false informazioni

Febbraio 2018

In 15 sezioni l’antidoto alle false informazioni

Non è vero che se si fuma poco non si corrono rischi, o che gli integratori vitaminici sostituiscono la frutta o che dopo lo svezzamento il bambino può mangiare tutto senza rischi. Non c’è praticamente campo della salute che non abbia visto nell’ultimo periodo fiorire bufale e informazioni non corrette, e in aiuto dei cittadini alle prese con le false informazioni così abbondanti soprattutto sul web c’è un’apposita sezione del sito ISSalute. I falsi miti da sfatare sono organizzati per ora in quindici categorie, destinate ad aumentare, che spaziano dall’alimentazione alla sessualità ai vaccini. Le affermazioni false sono smentite attraverso un linguaggio semplice e accessibile, riportando sempre anche le fonti d’informazioni originali utilizzate. E’ inoltre possibile consultare una versione ‘breve’ della risposta ai falsi miti o una più articolata. Scorrendo le varie sezioni ad esempio si può scoprire che non è vero che la chiusura dei piccoli ospedali è un danno per la salute, o che il morbillo non è una malattia potenzialmente mortale, o ancora che le trasfusioni sono pericolose perché il sangue donato non viene controllato abbastanza. “La chiusura di alcuni piccoli ospedali è una scelta che non porta ad un peggioramento dei servizi sanitari locali – spiegano ad esempio gli esperti in una delle affermazioni smentite nella sezione ‘Malasanità’ -; infatti, chiudere le strutture poco efficienti significa reinvestire risorse per le cure territoriali e garantire che i grandi ospedali siano centri di cura specializzati e all’avanguardia”.

 

Workshop effetti sulla salute dei cambiamenti climatici nella vision “Planetary Health”

Data:  6 marzo 2018

Luogo: Sala Auditorium, Ministero della Salute  

Il workshop, organizzato dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), si svolgerà il prossimo 6 marzo presso l’Auditorium del Ministero della Salute con l’intento di presentare le conoscenze scientifiche sviluppate nell’ambito del progetto “Cambiamenti climatici e salute nella vision “Planetary Health” che hanno sostenuto le decisioni della Presidenza Italiana del G7 (2017) – Riunione Ministeriale Salute relative all’impatto dei fattori climatici ed ambientali sulla salute dell’uomo e del pianeta.

Articolato in una evidence-based condivisa di esperienze e buone pratiche finalizzate a supportare e incentivare la cooperazione interdisciplinare e transdisciplinare tra istituzioni, autorità e stakeholders, il worksop darà l’occasione di mettere a punto un piano di attuazione delle strategie di prevenzione, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e ambientali. Nell’ambito della giornata sarà infatti presentato il WHO UNFCCC Climate and health country profile for Italy, coordinato da WHO, Ministero della Salute e ISS, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con oltre 40 esperti di 9 istituzioni e organizzazioni nazionali e internazionali tra cui W.H.O., F.A.O., O.I.E., O.E.C.D.

L’obiettivo più ambizioso sarà quello di contribuire, sotto il profilo scientifico, alle decisioni politiche relative al programma d’azione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Gli acufeni, la malattia dei musicisti

Febbraio 2018

Gli acufeni, la malattia dei musicisti

L’ultimo in ordine di tempo a rivelare di soffrire di acufeni è stato il cantante Caparezza, ma la lista di musicisti colpiti da questo problema è lunga, da Chris Martin dei Coldplay a Antony Keidis dei Red Hot Chili Peppers descrive il suo acufene nella sua biografia Scar Tissue del 2004. Ecco un estratto della voce del sito ‘ISSalute’ su questo problema.

Gli acufeni, detti anche tinniti, sono comunemente definiti da coloro che ne soffrono come fastidiosi rumori presenti nelle orecchie o nella testa. Nella maggioranza dei casi, gli acufeni sono soggettivi ovvero tali sensazioni non sono generate da alcuna sorgente né all’interno né all’esterno del corpo, e sono percepiti solo dalle persone che ne soffrono e per questa ragione sono chiamati suoni fantasma. Più raramente, gli acufeni sono oggettivi e consistono di suoni generati dall’orecchio che possono essere uditi sia da chi ne soffre sia da altri. Non si tratta di una malattia ma di un disturbo più o meno fastidioso che però, in alcuni casi, può rappresentare un segnale di insorgenza di altre patologie. La tipologia e l’intensità del fastidio sono molto variabili: da un leggero rumore a suoni più intensi e costanti che possono incidere anche pesantemente sulla qualità della vita; in alcuni casi, possono comparire solo una volta nella vita o manifestarsi a intervalli di tempo di durata variabile. I suoni possono essere di varia tonalità, da grave ad acuta, ed essere percepiti come fischi, ronzii, fruscii, sibili, pulsazioni simili al battito del cuore.  L’acufene è un disturbo comune e diffuso, in quanto molte persone ne soffrono almeno una volta per un breve periodo nell’arco della vita. Infatti, in Italia circa il 15% della popolazione afferma di averne sofferto almeno una volta. Gli acufeni non vanno confusi con i rumori fisiologici che ogni individuo normale percepisce in un ambiente perfettamente silenzioso. Si distinguono, inoltre, anche dalla cosiddetta allucinazione uditiva, situazione in cui una persona crede di sentire suoni, parole, frasi, musica che, in realtà, non esistono ma sono generati dalla sua psiche.

La dieta vegana, cos’è e cosa comporta

Febbraio 2018

La dieta vegana, cos’è e cosa comporta

La dieta vegana è sempre più diffusa in ampie porzioni della popolazione. Ecco l’introduzione del capitolo dedicato a questo tipo di alimentazione sul sito ISSalute.

La dieta vegana è un regime alimentare che prevede l’esclusione di tutti i cibi di origine animale e, di conseguenza, l’assunzione esclusiva di alimenti vegetali (bufala: i prodotti del contadino sono più sicuri e genuini degli altri). Una persona vegan, oltre a non mangiare alimenti di provenienza animale non consuma nemmeno i loro prodotti (latte e latticini, uova e miele) partendo dal presupposto che per ottenerli gli animali sono sacrificati o, comunque, sfruttati. Oltre all’aspetto dell’alimentazione, quindi, questa scelta investe anche aspetti etici di rispetto per gli animali (non utilizzare materiali di origine animale, non divertirsi a spese degli animali, non utilizzarli a scopo di lucro).  Una recente pubblicazione del Ministero della Salute, così come il documento pubblicato nel 2009 dall’ADA (American Dietetic Association), una delle più importanti associazioni di nutrizionisti del mondo, riportano che la dieta vegetariana e la dieta vegana, se correttamente pianificate, possono essere adeguate dal punto di vista nutrizionale. In realtà, problemi legati alla mancanza di quantità sufficienti di alcuni elementi nutritivi (carenze nutrizionali) possono facilmente verificarsi in chi segue una dieta vegana. Poiché i vegani escludono completamente gli alimenti di origine animale dalla loro dieta abituale, assumono quantità molto ridotte di quei nutrienti che sono contenuti soprattutto in essi: proteine, zinco, calcio, ferro, vitamina D, acidi grassi omega 3. In particolare, può essere particolarmente allarmante la mancanza di vitamina B12 perché essendo coinvolta in processi biochimici, nella sintesi di neurotrasmettitori e nella riproduzione, serve a svolgere molte funzioni fondamentali per l’organismo. La vitamina B12 si trova in abbondanza nei cibi di origine animale, non solo nella carne ma anche in latte e derivati, ma è assente negli alimenti di origine vegetale. La dieta vegana, di conseguenza, richiede prudenza ed è consigliabile seguirla sotto controllo medico e dietologico soprattutto per alcune fasce di popolazione come bambini, adolescenti, donne in età fertile, in gravidanza e in allattamento. Durante la gravidanza e l’allattamento, le donne che seguono una dieta vegana devono essere certe di disporre della quantità necessaria di vitamine e minerali affinché il bambino possa svilupparsi in modo sano. Se si intende nutrire un bambino seguendo la dieta vegana, è necessario assicurarsi che mangi una grande varietà di alimenti in grado di fornire l’energia, le vitamine e i minerali di cui ha bisogno per la crescita. In queste fasce di popolazione, per alcuni nutrienti è consigliato il consumo di alimenti fortificati, vale a dire arricchiti con sostanze nutritive importanti per l’organismo. In linea generale, affinché la dieta vegana sia il più possibile sana ed equilibrata garantendo il nutrimento necessario all’organismo, è bene tener conto delle indicazioni seguenti: mangiare almeno cinque porzioni di frutta e verdura diverse ogni giorno, consumare alimenti a base di carboidrati complessi (soprattutto amido) come patate, pane, riso, pasta meglio se integrali, utilizzare come alternativa al latte, e ai suoi derivati, i prodotti a base di soia prediligendo quelli a basso contenuto di grassi e zuccheri semplici, consumare vari tipi di legumi (fagioli, lenticchie ecc.) come fonte proteica, scegliere come condimento oli contenenti acidi grassi insaturi, senza abusarne, bere molti liquidi (almeno 6/8 bicchieri al giorno), ridurre i consumi di alimenti e bevande ad elevato contenuto di grassi, sale o zucchero come prodotti da forno salati e bevande di soia e succhi di frutta con aggiunta di zucchero, fare ricorso a prodotti arricchiti con sostanze importanti per l’organismo (fortificati) o ad integratori nei casi in cui si individui una possibile carenza di uno o più nutrienti.

I falsi miti sulla salute dei migranti

Febbraio 2018

I falsi miti sulla salute dei migranti

Il virus ebola approderà sulle nostre coste con i barconi Nel nostro Paese non si è verificato nessun caso di ebola, neppure durante i giorni di massima diffusione dell’epidemia. Gli unici casi arrivati in Italia sono stati quelli di operatori sanitari (e non tra i migranti!) contagiati in Africa occidentale, subito rimpatriati per il trattamento della malattia.

Lo Stato non è in grado di sostenere le spese per la salute degli italiani, figuriamoci per quella degli immigrati! L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali afferma che gli immigrati non sono un problema per la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Gli immigrati occupano i nostri posti letto negli ospedali e sfruttano i nostri servizi sanitari. Recenti valutazioni economiche dimostrano che gli stranieri residenti in Italia si ricoverano di meno e consumano, in rapporto ai cittadini italiani, risorse molto minori.

L’immigrazione ha riportato malattie ormai scomparse da secoli come la tubercolosi. Sebbene ormai relativamente rara (meno di 10 casi su 100.000 abitanti), la tubercolosi non è mai scomparsa dal suolo nazionale né è stata reintrodotta recentemente dai fenomeni migratori. 

Insieme ai migranti arrivano in Italia anche le malattie infettive. Gli stranieri rappresentano, attualmente, solo l’8,3% della popolazione residente in Italia, meno di altri Paesi come Germania (10,5%) e Spagna (9,5%). È, inoltre, studiato da tempo in letteratura il cosiddetto “effetto migrante sano”. Il significato è semplice: solo i soggetti più forti della comunità intraprendono il difficile percorso migratorio, praticando una sorta di auto-selezione nei Paesi di origine. È per questo che non si può parlare di emergenza.

 

1° Meeting “Ecotossicologia e Salute”

Data: 27 marzo 2018

Luogo: Aula Bovet – Istituto Superiore di Sanità

 

Si svolgerà il prossimo 27 marzo presso l’Aula Bovet dell’Istituto il primo meeting di “Ecotossicologia e Salute”, organizzato dal Dipartimento Ambiente, con l’intento di integrare le varie conoscenze e le diverse esperienze maturate in ambito scientifico per la protezione degli ecosistemi.

Tra gli obiettivi del meeting anche l’elaborazione di un libro bianco come strumento utile allo sviluppo di progetti scientifici nazionali ed europei che possa essere di supporto alla implementazione delle normative nazionali ed internazionali riferite a questa delicata tematica.

 

La conoscenza accessibile unico vaccino contro le ‘fake news’

Febbraio 2018

La conoscenza accessibile unico vaccino contro le ‘fake news’

L’unico vaccino contro bufale e fake news è una ‘iniezione’ di notizie non solo scientificamente corrette e provenienti da fonti certificate, ma anche facilmente accessibili alla popolazione generale in una forma comprensibile anche nei tempi, sempre più compressi, dettati dai nuovi media, soprattutto social. Al giorno d’oggi non è più sufficiente fornire dati scientifici inoppugnabili, come successo ad esempio con il recente studio dell’Istituto che ha calcolato gli enormi benefici ottenuti dalle vaccinazioni in oltre un secolo, ma è necessario curarne la comunicazione sia attraverso le attività ‘tradizionali’ proprie di un ufficio stampa sia con canali diretti per il pubblico. Come testimoniano i dati diffusi recentemente dalla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni se oltre il 90% della popolazione usa ancora la tv come fonte primaria, buona parte di questi stessi soggetti, il 70%, ha nel suo ‘menu dell’informazione’ anche il web.

Sulla base di queste motivazioni quello della divulgazione sta diventando un pilastro del lavoro dell’Istituto quasi pari per importanza a quello più strettamente scientifico, come testimoniano diverse iniziative recenti, senza dimenticare il lavoro fatto fin qui su alcuni settori a cominciare da quello delle malattie rare. Il Portale della Conoscenza, a cui questo numero della newsletter AllIss è dedicato con la presentazione di alcuni estratti, è lo strumento principale che abbiamo messo a punto per la diffusione della cultura scientifica ai cittadini nel nostro Paese. Questa iniziativa, frutto di oltre un anno di lavoro e in continua evoluzione e aggiornamento, va ad aggiungersi a progetti come il museo dell’Istituto Superiore di Sanità, inaugurato lo scorso anno e già molto apprezzato. Proprio dal museo parte un altro progetto molto significativo in questo momento storico, la mostra itinerante “Mondovaccini”,  un viaggio alla scoperta di questi presidi e del loro immenso valore terapeutico nella storia che toccherà dieci città. Un modo ulteriore di combattere le fake news in uno dei settori in cui sono più diffuse e dove purtroppo causano i maggiori danni, quantificabili in termini di morti, ricoveri e altre conseguenze gravi per la salute puntualmente documentate dalle cronache a danno spesso delle fasce più deboli della popolazione.

Nella sfida della comunicazione l’Istituto è in prima linea, a conferma della centralità di questa istituzione nel garantire la salute pubblica del paese.

 

Cinema e malattie rare: i vincitori del festival “Uno sguardo raro”

Febbraio 2018

Ha raccontato con originalità e delicatezza la difficile sindrome di Duchenne e con il suo corto “Una bellissima bugia” ha vinto, ex equo col regista israeliano, Daniel Nieto, la sezione “miglior cortometraggio 2018” al festival del cinema “Uno sguardo raro”. Si chiama Lorenzo Santoni il regista italiano vincitore che ha girato a Grosseto il suo corto su una malattia rara difficile da raccontare e che ha visto protagonista come attore Paolo Sassanelli. Partendo proprio dall’obiettivo di fare da microfono sulle malattie rare per dare voce e visibilità alle storie è nato “Uno sguardo raro”, il primo festival del cinema dedicato alle malattie rare giunto alla sua terza edizione. Ospitato presso la Casa del Cinema, il 10 e 11 febbraio, il festival ha descritto la malattia da varie angolazioni: cortometraggi, cortometraggi Under 30, documentari, spot e cortissimi, realizzati con smartphone e tablet. Quasi mille i film, 18 quelli selezionati per la fase finale, tra corti e documentari, giudicati da una Giuria di Qualità, presieduta dalla regista Cinzia TH Torrini.

Il festival “Uno Sguardo Raro” ha anticipato la celebrazione della Giornata delle Malattie Rare del 28 febbraio e ha visto la direzione artistica dell’attrice e autrice Claudia Crisafio, presidente della Nove Produzioni, che produce il festival. Nato da un’idea della stessa Crisafio e di Serena Bartezzati, responsabile della comunicazione di Uniamo Fimr onlus, Federazione che raccoglie oltre 100 associazioni pazienti di malattia rara in Italia, “Uno Sguardo Raro”. prodotto dal Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità.

Uno Sguardo Raro 2018 è organizzato da Nove Produzioni, patrocinato da Roma CapitaleUniamo Fimr onlus, Istituto Superiore di SanitàRai Segretariato SocialeBiblioteche di Roma, Agiscuola, Associazione 100 autori, Anac, Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Roma Lazio Film Commissionin collaborazione con Casa del Cinema e Zétemasostenuto dal contributo non condizionato di Sobi Swedish Orphan Biovitrum e Shire Italia.

Media PartnerOmar – Osservatorio malattie rareFestival PartnerIl Volo di Pegaso, Perugia Social Photo Fest, Disorder – The Rare Disease International Film Festival.

Questi i premi assegnati:

VINCITORE MIGLIOR CORTOMETRAGGIO 2018 (ex aequo)

UNA BELLISSIMA BUGIA”, di Lorenzo Santoni (ITALIA)

Una bella storia, originale, un perfetto connubio tra attori molto bravi e regista, che è riuscito a raccontare la difficile sindrome di Duchenne e tutto quello che ne comporta, con originalità e delicatezza. “L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle menzogne” cita il regista da “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese, e la sua capacità di farci sognare e credere in qualcosa di diverso, ci allontana da noi stessi e ci aiuta a dare un senso alla realtà.

RESTROOM 13”, di Daniel Nieto (ISRAELE)

Una storia forte, quanto vera e amara per gli impedimenti che esistono ancora oggi in moltissime città per le persone disabili. La difficoltà di un’azione semplice, che diamo per scontata, ma che invece si rivela un incubo per una persona sulla sedia a rotelle. Una dura battaglia tra la voglia di autosufficienza del protagonista, per svolgere una naturale funzione fisiologica e le barriere architettoniche che incontra. Ma l’ostinata ricerca di autosufficienza purtroppo può anche portare ad una crisi della propria autostima. Molto efficace.

VINCITORE MIGLIOR DOCUMENTARIO 2018 (ex aequo)

MY FEAR”, di Manfred Lopez Grem (MESSICO)

Commovente e coinvolgente. Un breve documentario ma intenso e ci si affeziona subito al suo giovane protagonista. Centra il claim di Uno sguardo raro: “La vita vista dagli occhi di chi, ogni giorno, supera i propri limiti”.

M.E.”, di Alexandra Hohner (GRAN BRETAGNA)

Un cortometraggio che fa venire voglia di inserire la categoria di animazione, visto il grande livello qualitativo e l’efficacia nel far capire le sensazioni legate alla malattia. Un bellissimo ed efficace documentario animato, che stimola la ricerca e la comprensione dei sintomi di una malattia molto particolare, che tende ad isolare chi ne è affetto.

VINCITORE MIGLIOR CORTISSIMO CON SMARTPHONE 2018

SHARE A SMILE SHARE THE LIFE”, di Sofia Ricci (ITALIA)

Per l’energia esplosiva con la quale questi giovani ragazzi hanno condiviso un’esperienza unica insieme, nonostante la malattia. Per aver colto il senso della categoria in concorso “cortissimo con smartphone”, con grande divertimento e ritmo.

VINCITORE MIGLIOR SPOT 2018

BEYOND THE IMAGE – POLAND SYNDROME”, di Francesco Martinuzzi (ITALIA)

Ottimo equilibrio tra un buon prodotto audio visivo e un valore sociale positivo, per il fatto che la malattia viene vista come un punto di forza e non di debolezza.

VINCITORE MIGLIOR CORTOMETRAGGIO UNDER 30 2018

ALL EYES ON ME”, di Edoardo De Luca (ITALIA)

Per aver centrato l’obiettivo nonostante i pochi mezzi a disposizione. Un messaggio forte, d’impatto, il senso d’esclusione, il bisogno di socialità. Cercando altri valori. Gli occhi di un’anima così forte da spingerci a guardare oltre la sua “macchia” e vedere le sue qualità e potenzialità, e non solo la sua diversità.

VINCITORE MENZIONE SPECIALE GIURIA DI QUALITA’2018

HUMAN”, di Issam Taachit (ALGERIA)

I sogni di un bambino “diverso” diventano realtà. Un messaggio semplice quanto positivo, diventiamo piccoli e forti anche noi spettatori guardandolo. Una storia poetica, di riscatto, un connubio tra immagini e musica con l’uso di pochissime ma importanti parole. Un bambino che riesce a farsi accettare nonostante tutto, diventando un piccolo grande eroe.

PREMIO SPECIALE IMPEGNO SOCIALE 2018

Lucia Marotta Presid. Animass onlus

Un riconoscimento per chi, con determinazione e passione, ha deciso di raccontare il vissuto di una persona che vive con una malattia rara attraverso il linguaggio cinematografico. Un impegno portato avanti con ben 2 opere molto intense e di grande qualità, per sensibilizzare i decisori, il mondo medico e quello farmaceutico sul tema delle rare e della sua patologia.

PREMIO SPECIALE COMUNICAZIONE 2018

Famiglie Sma onlus

Per aver avuto il coraggio di rompere gli schemi della comunicazione in tema di sensibilizzazione e rendere protagonisti positivi e accattivanti i propri associati.

VINCITORE MENZIONE SPECIALE GIURIA POPOLARE 2018

COEXISTENCE”, di Juan Carlos Guerra (SPAGNA)

Con grande rigore tecnico ed una regia ispirata, “Coexistence” di Juan Carlos Guerra sensibilizza lo spettatore permettendogli di calarsi in una triplice prospettiva: comunitaria, scientifica e di chi è affetto da paralisi cerebrale. Colpisce profondamente il legame instauratosi tra i ragazzi attraverso un dialogo formativo ed empatico che frantuma le barriere del pregiudizio.