Sul web sempre più catene ‘fake’ per donare sangue

Maggio 2018

Sul web sempre più catene ‘fake’ per donare sangue

Le ‘catene di sant’Antonio’ sul sangue continuano a imperversare sul web, ma sono totalmente false e rischiano solo di intasare ospedali e centri per la donazione. L’ultima segnalazione, riportata anche dal Centro Nazionale Sangue sul proprio profilo Twitter, riguarda un messaggio che si ripete addirittura dal 2007, su un presunto bimbo affetto da leucemia che ha bisogno di trasfusioni in un ospedale.

Il testo del messaggio è simile a quello di tanti altri, “Giralo per favore bimbo di 17 mesi necessita di sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante”, con tanto di nome del bimbo e numero di telefono, e si conclude con un appello ‘classico’: “Fai girare la mail, è urgente e importante se la fermi sei un mostro”.

L’appello, segnala anche il sito Butac (Bufale un tanto al chilo), è in realtà vecchio di anni.

Paolo Attivissimo trattò la storia nel 2007 quando uscì la prima volta come catena via mail, il suo commento dopo le dovute verifiche fu: “l’appello non va diffuso, perché il bambino esiste realmente ma non c’è alcuna carenza di sangue e l’ospedale è intasato da richieste di informazioni. Lasciateli lavorare”.

Catene simili appaiono anche in corrispondenza di eventi catastrofici, come è successo ad esempio durante il terremoto di Amatrice o il recente incidente al treno in Lombardia. Nella realtà il sistema sangue italiano prevede in caso di carenze la compensazione intra e interregionale, ricorda anche l’Avis in un suo post sull’argomento. “Se per caso un ospedale rimane senza un tipo di sangue, gli arriva da un altro ospedale, anche da un’altra regione. Prima di condividere messaggi falsi, riflettete. Informatevi”.

“Io ero, sono, sarò”, il tumore al seno raccontato nelle foto di Silvia Amodio

Maggio 2018

“Io ero, sono, sarò”, il tumore al seno raccontato nelle foto di Silvia Amodio
19 maggio – 19 giugno, Milano, Castello Sforzesco Sala Panoramica

Cinquanta bellissime foto per raccontare altrettante bellissime storie. Le storie di 49 donne e un uomo accomunati da una diagnosi di carcinoma mammario e da tutto il percorso di cure che ne è seguito, ma al tempo stesso anche da una gran voglia di farcela, magari tra alti e bassi, fino alla rinascita vera e propria. Questo ha raccontato, con la delicatezza della poesia e la nudità delle ferite – di quelle visibili e di quelle invisibili – Silvia Amodio, fotografa, giornalista e documentarista milanese, che, insieme a Luca Perreca, ha realizzato la mostra fotografica, promossa da Coop Lombardia, “Io ero, sono, sarò, allestita nel Castello Sforzesco di Milano dal 19 maggio al 19 giugno.
Il tumore al seno che prima spaventa e atterrisce (“una condanna a morte”, “il mondo che crolla addosso” diranno alcune delle donne ritratte) e poi segna un punto di svolta. In positivo. Una cesura tra la vita prima della diagnosi, quella durante e quella dopo la malattia. Tra la tranquillità, ma anche la routine frenetica accettata quasi con rassegnazione di prima e la grinta, la consapevolezza, il cambio rotta nelle priorità di poi.
“Chi ha deciso di partecipare lo ha fatto per celebrare la vita”, ha detto l’autrice del progetto, con cui si vuole promuovere la prevenzione di un tumore che ha colpito lo scorso anno 50 mila donne e 500 uomini, come attestano i dati AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori.

“Tutte le storie sono legate dal medesimo filo conduttore: la volontà di ri-baricentrarsi, ripensare cioè le giornate, non rimandare le piccole cose a cui si tiene e, perché no, realizzare finalmente qualche sogno. Insomma, la malattia come occasione per mettere ordine dentro di sé e nei rapporti con gli altri. Un modello anche per chi non ci è passato”.
Tutte le donne fotografate sono avvolte da un velo bianco e trasparente, una sorta di ‘firma’ dell’autrice, ma anche “un vezzo tipicamente femminile che, da un punto di vista fotografico, mi ha permesso di svelare le cicatrici, senza farne un segno di identità, senza rendere protagonista il tumore. In primo piano ci sono loro, le donne, ciascuna con il proprio vissuto. Il male ha lasciato delle cicatrici ma non le ha schiacciate”.

ISS cerca esperti indipendenti per le Linee Guida sull’Autismo

Maggio 2018

ISS cerca esperti indipendenti per le Linee Guida sull’Autismo

E’ stato pubblicato sul sito del Sistema Nazionale Linee Guida  l’avviso di Selezione Pubblica dei Membri del Panel delle due Linee Guida per la diagnosi e il trattamento dei disturbi dello spettro autistico in bambini e adolescenti e negli adulti, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Gli esperti indipendenti che saranno selezionati formeranno un Panel multidisciplinare e multi professionale che avrà il compito di valutare criticamente le evidenze scientifiche e formulare le raccomandazioni relative alla diagnosi e al trattamento dei disturbi dello spettro autistico, secondo gli standard metodologici per lo sviluppo di Linee Guida definiti dal Centro Nazionale per l’Eccellenza e la Qualità delle Cure (CNEC) dell’ISS.

Tali esperti dovranno possedere una chiara e documentata esperienza nel campo della diagnosi e/o trattamento dei bambini/adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico e operare presso Università pubbliche e strutture appartenenti al servizio sanitario nazionale o ad esso accreditate.

CORSI PER GIORNALISTI, FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (FPC)

Appuntamenti

CORSI PER GIORNALISTI, FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA (FPC)

L’importante e proficua iniziativa formativa “Insieme per comunicare salute”, dedicata ai giornalisti professionisti e avviata nel 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall’Ufficio Stampa dell’ Istituto Superiore di Sanità prevede per il prossimo 15 giugno, lo svolgimento all’interno dell’ISS, di due differenti Corsi di aggiornamento:

1. Modelli ed esperienze di prevenzione degli incidenti: il caso degli incidenti in area di balneazione e di quelli nello sci

ISS, Aula G.B. Rossi Via Giano della Bella, 34 – Roma

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2. Farmaci generici

ISS, Aula Bovet Viale Regina Elena, 299 – Roma

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XX Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale

XX Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale

ISS, Aula Pocchiari

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Giovedì 31 maggio 2018, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco,  l’Istituto Superiore di Sanità ospiterà in Aula Pocchiari il “XX CONVEGNO NAZIONALE TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE” durante il quale verranno diffusi gli ultimi dati sul consumo di tabacco in Italia.

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Lo Studio di Dieta Totale Nazionale: assunzione di nutrienti ed esposizione a contaminanti della popolazione italiana

Lo Studio di Dieta Totale Nazionale: assunzione di nutrienti ed esposizione a contaminanti della popolazione italiana

ISS, Aula Pocchiari

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Presentare le motivazioni, gli obiettivi, la metodologia e i risultati dello Studio di Dieta Totale Nazionale attraverso il quale è stata valutata l’assunzione alimentare da parte della popolazione italiana, di oltre 50 sostanze tra quelle nutrienti e contaminanti, differenziata per genere, territorio e fasce di età.
Questo il tema centrale del Convegno “Lo Studio di Dieta Totale Nazionale: assunzione di nutrienti ed esposizione a contaminanti della popolazione italiana”, coorganizzato dal Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’ISS e dalla Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, che si terrà il prossimo 8 giugno nell’Aula Pocchiari dell’ISS.
Tra gli obiettivi del Convegno anche la contestualizzazione della metodologia TDS (Total Diet Studies) a livello europeo, una metodologia messa a punto dal gruppo di lavoro congiunto EFSA/FAO/OMS e ulteriormente sviluppata a livello pan-europeo nel contesto del Progetto FP7 TDS-Exposure.

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Quando la malattia è un’opportunità: un progetto e un blog per raccontarlo

Maggio 2018

Quando la malattia è un’opportunità: un progetto e un blog per raccontarlo

Una malattia, un trauma, una crisi, un dolore possono essere un’occasione per far riaffiorare risorse positive, per dare significato al tempo e alla vita, per dare forza ai valori. Verbalizzare le esperienze può essere d’aiuto per focalizzarle.

Nasce da questo concetto il Blog on line su Corriere.it che in pochi giorni ha ricevuto già molte testimonianze e adesioni attraverso l’indirizzo di posta elettronica malattiaopportunita@corriere.it, creato apposta per il progetto più ampio “Malattia come opportunità”.

Il progetto è nato dall’esperienza di Antonella Delle Fave, ordinario di Psicologia all’Università Statale di Milano, di Giuseppe Masera, medico-pediatra, già Direttore della Clinica Pediatrica all’Università di Milano-Bicocca, di Alberto Scanni, oncologo, già Direttore dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e di Ruggiero Corcella, giornalista esperto di Salute del Corriere della Sera. Proprio nella sezione Corriere Salute è aperta la finestra di dialogo con i lettori attraverso il Blog.

La domanda alla quale dovranno rispondere è proprio questa: la malattia può essere vissuta come un’opportunità? Quello che si chiede ai lettori è di inviare i loro racconti, le esperienze, in chiave più positiva possibile. Chi vuole può firmarsi, rimanere anonimo o usare un nome di fantasia. Dalla parte dei medici il progetto si pone di proporre la costruzione di un nuovo paradigma di Medicina impostato appunto sulla valorizzazione degli aspetti positivi che l’esperienza della malattia determina nelle persone. La relazione medico-paziente è essenziale per i suoi aspetti emotivi, cognitivi e motivazionali e può essere, proprio per questo, una risorsa fondamentale per facilitare il processo di guarigione o di convivenza con la malattia.

L’innovazione sostenibile. Il farmaco e le sfide per il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale

Maggio 2018

La sfida del prezzo dei farmaci, una bussola per orientarsi

Sul fronte del prezzo dei farmaci, che è già ‘caldo’ come dimostrato dalle vicende legate ai nuovi antivirali contro l’Epatite C o dalle più recenti terapie antitumorali, sono in arrivo sfide ancora più difficili, spinte dalle innovazioni mediche continue che vanno nella direzione di terapie sempre più personalizzate e, in molti casi, costosissime.

Una bussola per orientarsi in questo futuro incerto è il libro di Luca Pani ‘L’innovazione sostenibile. Il farmaco e le sfide per il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale’, edito da Edra, che raccoglie le riflessioni fatte dall’autore quando era direttore generale dell’AIFA, l’Agenzia del Farmaco Italiana.

“Il Servizio Sanitario Nazionale – scrive Pani – deve e dovrà quindi adeguarsi con nuove procedure e organizzazioni sempre più complesse per gestire un simile cambiamento, continuando a garantire l’assistenza a cui i malati sono abituati: si tratta di una sfida epocale che l’AIFA ha immaginato e raccolto con largo anticipo, confrontandosi soprattutto a livello internazionale, e che è stata oggetto di approfondimenti offerti continuamente al pubblico attraverso il sito istituzionale e i canali social. La rilevanza delle tematiche trattate, i dibattiti in corso in ambito mondiale, il confronto tra esperienze diverse con l’obiettivo comune di garantire la sostenibilità dell’innovazione e di riportare la scienza al centro del sistema regolatorio, sono alla base della nascita di questa pubblicazione, che intende porsi quale strumento di riflessione per i cittadini, gli operatori sanitari, le Istituzioni”.

Malaria: alleanza Italia-Sudafrica in un progetto coordinato dall’ISS

Maggio 2018

Malaria: alleanza Italia-Sudafrica in un progetto coordinato dall’ISS  

Sviluppare nuovi farmaci per fermare la trasmissione del parassita della malaria. Questo l’obiettivo del nuovo progetto triennale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Sudafrica.

Il progetto “Farmaci di nuova generazione contro la trasmissione del Plasmodium falciparum per l’eradicazione della malaria” è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, dalla National Research Foundation e dal Dipartimento di Scienze e Tecnologia del Sudafrica. L’avvio della collaborazione è stata presentata oggi in ISS nell’ambito del meeting “Bridging research in Italy and South Africa for malaria eradication”.

Negli ultimi 15 anni, grazie agli ingenti investimenti che hanno permesso di attuare capillari misure di controllo ed intensificare la ricerca scientifica, l’incidenza e la morbilità della malaria si è ridotta. Tuttavia sono ancora 215 milioni i casi e 415.000 i morti ogni anno, soprattutto bambini tra 0 e 5 anni, che tuttora si registrano in 97 Paesi endemici, principalmente in Africa. Oltre ad attuare programmi di controllo efficaci e sostenibili, la ricerca conserva un ruolo fondamentale per raggiungere l’ambizioso obiettivo di eliminare radicalmente questa malattia.

Un ostacolo importante sulla strada della eliminazione della malaria è che il serbatoio di parassiti che alimentano il ciclo uomo-Anopheles-uomo risiede prevalentemente in individui parzialmente immuni, che non presentano i sintomi della malaria ma che trasportano nel sangue i gametociti, gli stadi del parassita trasmissibili alla zanzara. Il progetto ha quindi l’obiettivo di sviluppare farmaci specifici contro queste forme, colpendo i punti deboli del loro metabolismo, nella prospettiva che il loro uso nei Paesi endemici riesca finalmente a spezzare il ciclo della trasmissione di questo parassita.

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Malattie infettive neglette, un miliardo di casi ma il mondo le ignora

Maggio 2018

Malattie infettive neglette, un miliardo di casi ma il mondo le ignora

Le malattie neglette, cosiddette perché in genere colpiscono i poveri e i marginali che vivono nei paesi in via di sviluppo o con economie in fase di transizione, non smuovono grandi interessi finanziari. Anche per questo, purtroppo, la ricerca e sviluppo di nuovi farmaci e vaccini tende ad essere lenta. Come dice il nome stesso, quindi si tratta di malattie poco considerate, a dispetto del loro impatto sulla popolazione mondiale, anche al di fuori dei tropici.
Le malattie neglette sono causate da diversi agenti patogeni, dai protozoi (agenti della malattia di Chagas, della tripanosomiasi umana africana, e della leishmaniosi) ai batteri (per l’ulcera di Buruli, la lebbra, il tracoma, la framboesia), agli elminti (cisticercosi-teniasi, dracunculiasi, echinococcosi cistica ed alveolare, trematodiasi di origine alimentare, filariasi linfatica, oncocercosi, schistosomiasi, elmintiasi trasmessa dal suolo), fino ai virus (Dengue e Chikungunya, particolarmente diffusi, e rabbia). Si stima che il carico di malattia sia elevato, con più di un miliardo di casi, così come i costi, di miliardi di dollari ogni anno per le economie disastrate di circa 150 paesi situati per lo più in zone tropicali e subtropicali.
L’elenco, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tende a variare, ma il concetto rimane lo stesso: queste malattie sono poco studiate, ma non per questo, anzi, non meritano la nostra attenzione. A differenza di altre malattie della povertà, quali HIV, tubercolosi e malaria, gli strumenti che abbiamo per combatterle sono scarsi, e spesso non conosciamo neanche bene le dimensioni del fenomeno.
E’ per questo che l’Unione Europea ha lanciato dei programmi di ricerca tesi a comprendere l’entità della diffusione di malattie come ad esempio l’echinococcosi cistica, e fondazioni e organizzazioni non governative hanno inserito nella loro agenda la necessità la necessità di stimolare la partnership fra pubblico e privato al fine di scoprire e mettere a punto prodotti utili a combattere alcune delle più temibili malattie neglette. Trovare il modo di tirar fuori dai cassetti dell’accademia o degli istituti di ricerca idee e progetti che il privato, adeguatamente incentivato dai governi, possa utilizzare è il sogno di chi in prima linea è impegnato nella lotta contro queste malattie e la speranza dei tanti poveri del mondo.
Il lavoro compiuto dall’ISS sull’echinococcosi cistica nell’Europa sud-orientale e in Turchia è fondamentale per aumentare le conoscenze sulle dimensioni del fenomeno e sul carico di malattia, premessa importante ad ogni intervento di prevenzione e controllo di questa importante zoonosi che affligge le popolazioni rurali di gran parte del mondo.