ISS, poco ferro e calcio nella dieta dei più giovani

Giugno – Luglio – Agosto 2018 

ISS, poco ferro e calcio nella dieta dei più giovani 

La dieta degli italiani è nel complesso di buona qualità sia per quanto riguarda l’apporto di nutrienti sia per quanto riguarda la presenza di contaminanti. A questa conclusione è giunto il primo Studio di Dieta Totale (TDS) nazionale 2012-2014 condotto dall’ISS, col supporto del Ministero della Salute, che in oltre cinque anni di lavoro, ha valutato in modo integrato l’assunzione alimentare di 65 fra nutrienti e contaminanti nella popolazione italiana. Le stime di assunzione sono state condotte per i due generi, per cinque classi di età e per le quattro macro-aree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole.

E’ emerso che l’apporto di elementi essenziali è generalmente soddisfacente, al di sopra in alcuni casi della media di altri Paesi europei, mentre l’esposizione a contaminanti si colloca nella maggior parte dei casi nell’intervallo basso o medio-basso di valori riscontrato in altri TDS.

Tuttavia, meritano attenzione i rischi di carenza di calcio negli adolescenti, di ferro nei bambini e nelle donne in età fertile, di zinco negli adulti e in particolare nella terza età. Mentre l’esposizione ad alcuni contaminanti (in particolare aflatossina B1, cadmio, metilmercurio, H-2 e HT-2) merita attenzione in quanto potenzialmente associata a rischi per la salute in gruppi vulnerabili di popolazione, quali i bambini.

“Per la grande maggioranza delle sostanze studiate – afferma Francesco Cubadda, dell’ISS, coordinatore dello studio – questi sono i primi dati disponibili a livello nazionale ottenuti con la metodologia TDS, che assicura una loro comparabilità con i dati analoghi ottenuti da altri Paesi in Europa e nel mondo”. Le peculiarità di un TDS, che ne fanno lo strumento più appropriato in termini metodologici per la valutazione dell’assunzione di nutrienti o dell’esposizione a sostanze indesiderate attraverso la dieta a livello di popolazione, “è che il TDS – prosegue il ricercatore – si basa sul campionamento rappresentativo degli alimenti costituenti la dieta della popolazione, sulla loro combinazione, sulla considerazione delle modifiche dei contenuti delle sostanze legate ai processi di preparazione e cottura, sull’analisi perciò degli alimenti così come vengono consumati”.

I nutrienti

L’assunzione di calcio stimata per le diverse classi di età della popolazione italiana risulta superiore a quella stimata per la popolazione francese dal TDS nazionale condotto dall’ANSES (l’Agenzia Nazionale Francese per la Sicurezza Alimentare). Tuttavia, è stata evidenziata una prevalenza di apporti subottimali piuttosto elevata fra gli adolescenti, il gruppo di età contraddistinto dal massimo fabbisogno, e in misura minore in anziani, adulti e bambini. Per la popolazione nel suo complesso l’assunzione di calcio è assicurata per il 51% dal gruppo latte e derivati, per il 16% dal gruppo cereali e derivati, per il 14% da verdure e ortaggi.

Analoghe valutazioni svolte per gli altri nutrienti evidenziano che mediamente la nostra dieta fornisce apporti adeguati a coprire i fabbisogni della maggior parte dei nutrienti studiati.

Le criticità maggiori riguardano, oltre al calcio negli adolescenti, il ferro nei bambini e nelle donne in età fertile (e un po’ in tutte le fasce della popolazione) e l’incremento di apporti subottimali di zinco con il gradiente di età a partire dagli adolescenti, con una significativa proporzione negli anziani.

I livelli di assunzione di rame e selenio appaiono invece più che soddisfacenti, con la parziale eccezione di una parte delle donne in gravidanza e in allattamento.

I contaminanti

Per quanto riguarda i contaminanti, l’esposizione risulta essere generalmente inferiore, spesso in misura rilevante, rispetto a quella stimata dall’EFSA con un approccio diverso dal TDS. Ove si prendano come riferimento TDS condotti in altri Paesi, per la maggior parte dei contaminanti l’esposizione della popolazione italiana si colloca nell’intervallo basso o medio-basso dei valori riscontrati. Vi sono tuttavia contaminanti che meritano attenzione in alcuni gruppi della popolazione, come ad esempio l’aflatossina B1, un cancerogeno genotossico, in particolare in bambini e adolescenti. Nel caso del cadmio, la percentuale di popolazione con esposizioni eccedenti il Valore Guida per la Protezione della Salute (‘Health-based Guidance Value’, HBGV) è pari al 21%, ma diventa dell’83% nei bambini. Anche il metilmercurio e le micotossine H-2 e HT-2 emergono quali sostanze con livelli espositivi da monitorare in quote percentuali di popolazione di una certa rilevanza.

Di minore impatto sono altri contaminanti: in ordine decrescente di priorità, il nichel (valutato in funzione della tossicità cronica ma anche di quella acuta nei soggetti con ipersensibilità specifica), il piombo (importante per gli effetti neurotossici nei bambini fino ai 7 anni di età), l’arsenico inorganico (da monitorare in quanto i livelli espositivi possono raddoppiare in aree del territorio nazionale con apprezzabile presenza di arsenico nell’acqua potabile), l’alluminio (con esposizione dipendente dall’uso di materiali a contatto che lo contengono), l’ocratossina A (caratterizzata come altre micotossine da una forte variabilità fra aree e su base temporale), le diossine e i PCB diossina-simili (per i livelli espositivi nei bambini e per la maggiore esposizione delle popolazioni con consumi di pesce significativi).

La metodologia 

La popolazione è stata suddivisa in cinque classi di età (bambini piccoli, 1-2,9 anni; bambini, 3-9,9 anni, adolescenti, 10-17,9 anni; adulti, 18-64,9 anni; anziani, ≥ 65 anni).

La selezione degli alimenti centrali della dieta italiana è stata effettuata sulla base dell’ultima indagine nazionale dei consumi alimentari. Gli alimenti base nella lista TDS sono 51, appartengono a 13 categorie alimentari e rappresentano il 99,7% della dieta degli adulti e dei bambini italiani. I 51 gruppi alimentari sono stati rappresentati, ai fini del campionamento, da centinaia di prodotti alimentari, individuati in modo da garantirne la rappresentatività.

Il campionamento è stato svolto in quattro città, una per ogni macro-area geografica (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), e ha portato alla raccolta di oltre 3000 campioni alimentari elementari nel corso del triennio 2012-2014.

La selezione delle tipologie di esercizi commerciali per il campionamento – grande distribuzione organizzata, negozi, mercati rionali – è stata effettuata in modo da rispecchiare le abitudini di acquisto della popolazione italiana per le diverse tipologie di alimenti.

Per garantire la rappresentatività del campionamento di alcuni prodotti confezionati in termini di tipologie e marche ci si è avvalsi di dati sulle quote di mercato forniti dalle associazioni dei produttori.

Per i prodotti freschi si è tenuto conto dei dati statistici disponibili e il campionamento è stato ripetuto per tenere conto della stagionalità.

Gli alimenti sono stati preparati (lavati, cucinati, etc.) seguendo le normali pratiche di preparazione degli alimenti e riproducendo le condizioni reali impiegate quotidianamente. I campioni sono stati quindi combinati e omogeneizzati e – laddove opportuno – un’aliquota è stata liofilizzata per assicurare la conservazione a lungo termine del campione.

Particolare attenzione è stata rivolta al campionamento dell’acqua potabile sia quale alimento sia per il suo impiego nella preparazione (es. caffè, tè) e nella cottura degli alimenti.

Il futuro della medicina è “nano”

Giugno – Luglio – Agosto 2018 

Il futuro della medicina è “nano”

Dalle particelle metalliche superparamagnetiche usate per la diagnostica ai nanovettori in grado di rilasciare farmaci esattamente dove sono necessari alle particelle in grado di rilevare e trattare simultaneamente le malattie, come tumori e infezioni, il futuro della medicina passa anche dalle nanoparticelle. Le ultime applicazioni, comprese quelle ancora in sperimentazione ma considerate molto promettenti, sono state presentate durante la Conferenza Internazionale sulla Nanomedicina “Nanomedicine Rome 2018“, dal Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione preclinica e clinica dei Farmaci (CNRVF) dell’ISS in collaborazione con l’Istituto di Metodologie Chimiche (IMC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che si è tenuta pochi giorni fa a Roma.

“Questi materiali – spiegano Agnese Molinari e Annarica Calcabrini del CNRVF -, prodotti nella scala di un bilionesimo di metro, ovvero del nanometro, sono caratterizzati non soltanto dalla dimensione “nano”, ma anche da proprietà peculiari, derivanti dalle loro stesse dimensioni, che li distinguono dai relativi sistemi di dimensioni macroscopiche. Queste particolari proprietà hanno già diverse applicazioni in medicina e hanno permesso lo sviluppo di nanomateriali biocompatibili per imaging, terapia e ingegneria tissutale. Alcuni di tali nanomateriali vengono impiegati attualmente nei protocolli clinici, altri sono ancora in studi di fase preclinica e clinica, una moltitudine sono ancora oggetto di ricerca sperimentale”.

La Conferenza ha presentato alcune delle innovazioni più interessanti, come ad esempio i nanomateriali peptidici per la rigenerazione delle lesioni del midollo spinale o quelli magnetici funzionalizzati con anticorpi specifici in grado di catturare agenti batterici in pazienti con sepsi, allo scopo di purificare il sangue, identificare rapidamente le specie patogene e ridurre l’impiego di antibiotici.

ISS-AISM: una consolidata alleanza per battere la Sclerosi Multipla

Giugno – Luglio – Agosto 2018

ISS-AISM: una consolidata alleanza per battere la Sclerosi Multipla

Un party scientifico nei giardini dell’Istituto con 11 stand presieduti da ricercatori, un momento di divulgazione tra rigore scientifico e linguaggio informale, un’occasione insomma per parlare alla gente e con la gente di sclerosi multipla (SM): il punto sulla ricerca, le terapie e l’assistenza, gli stili di vita. Tutto questo è stata la giornata dell’11 giugno 2018, anno peraltro in cui ricorre il cinquantenario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), celebrata insieme da AISM e ISS, da sempre alleati in progetti contro la SM.

Proprio dalla loro collaborazione, infatti, la ricerca sulla SM ha avuto un grande impulso: tra il 1995 e il 2000 il Progetto Sclerosi Multipla fu il primo progetto nazionale di ricerca sulla malattia (per cui furono stanziati otto miliardi di lire) che coinvolse 72 gruppi di ricerca attraverso due bandi nazionali diffusi su tutto il territorio. Il comitato scientifico, coordinato dal professor Giulio Levi (ISS), in stretta sinergia con AISM, aveva lo scopo di indagare sia i meccanismi della malattia, sia gli aspetti clinici, epidemiologici, assistenziali. Ne derivarono 265 studi su importanti riviste scientifiche.

L’AISM, attraverso la sua fondazione, la FISM, ha continuato a finanziare dal 2001 ad oggi i ricercatori dell’ISS: 20 progetti coordinati da ricercatori dell’Istituto e quattro borse di addestramento per un importo complessivo di 1,7 milioni di euro. La collaborazione tra ISS e AISM, che continua, riguarda principalmente lo studio dei meccanismi di malattia (ruolo dei linfociti B, del virus di Epstein-Barr e dell’immunità antivirale, mediatori del danno cerebrale) e l’identificazione di nuovi bersagli per le terapie neuroprotettive e rimielinizzanti.

Negli ultimi 15 anni l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso finanziamenti del Ministero della Salute e della Comunità europea, ha coordinato studi sulla sclerosi multipla per oltre 15 milioni di euro.

“La ricerca ha mostrato da tempo come la sclerosi multipla sia una malattia complessa cui contribuiscono sia fattori genetici che ambientali – afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS, che proprio in questa occasione ha firmato la Carta dei diritti dei pazienti con SM – e come una corretta alimentazione, un adeguato apporto di vitamina D, un’attività fisica appropriata, l’abbandono del vizio del fumo, ovvero tutte le buone abitudini, possano aiutare a contrastare la sintomatologia e la progressione della malattia. In questo contesto, il ruolo del nostro Istituto è fondamentale proprio perché la nostra ricerca abbraccia tutti questi ambiti, oltre a quello dei meccanismi di malattia e delle terapie, contribuendo così alla comprensione globale delle cause e alla messa a punto di interventi efficaci. Uno speciale ringraziamento va all’AISM e alla sua fondazione, la FISM, per il prezioso impegno quotidiano speso in modo capillare su tutto il territorio nazionale a sostegno delle persone colpite da SM. Una consolidata e proficua collaborazione, quella tra ISS e AISM, che ha favorito negli anni innumerevoli progetti, alcuni tuttora in corso”.

L’evento è stato organizzato nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #SMuoviti #50anniAISM . Per sostenere la ricerca è attivo anche un numero solidale 45512 da 2, 5, 10 euro sia da telefonia mobile che fissa.

Migranti ‘ambasciatori’ delle informazioni sulla salute

Giugno – Luglio – Agosto 2018

Migranti ‘ambasciatori’ delle informazioni sulla salute

I migranti sono i primi a volere più informazioni su argomenti sensibili, dalle malattie come la tubercolosi a quelle sessualmente trasmesse, e sono pronti anche a fare da tramite con i loro connazionali. Lo ha dimostrato il progetto non finanziato “Scienza senza frontiere” dedicato alla salute delle persone migranti, che si è concluso il 28 giugno con un convegno finale.

Il ciclo di 6 seminari, a cura dell’Ufficio Stampa ISS in collaborazione con l’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento Malattie Infettive e il Settore Attività Editoriali, ha visto la partecipazione di alcuni Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) facenti parte della Società Cooperativa Sociale “Tre Fontane”.

Il progetto si è posto l’obiettivo, oltre che di informare, di dare la possibilità a giovani ragazzi migranti di divulgare tra i loro connazionali le conoscenze scientifiche apprese.

Le tematiche affrontate sono state tutte incentrate al fine di fornire loro informazioni utili a salvaguardare e a migliorare la loro salute e ad evitare il rischio di contrarre malattie: dalle vaccinazioni al pericolo degli abusi di sostanze, alle dipendenze, alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, alla sicurezza alimentare.

Dai questionari rilasciati alla fine del seminario dedicato alle malattie infettive quasi tutti i partecipanti hanno dichiarato di aver trovato più interessante il dibattito sulla tubercolosi e di voler approfondire il problema delle malattie a trasmissione sessuale. I ragazzi sono stati anche coinvolti nella creazione di poster tematici sulla base degli argomenti di salute trattati.

Aria condizionata sì ma con prudenza: le regole da seguire

 Giugno – Luglio – Agosto 2018

Aria condizionata sì ma con prudenza: le regole da seguire

Irritazioni degli occhi e delle vie respiratorie, allergie sono i rischi possibili di una mancata o non corretta attività di manutenzione dei condizionatori d’aria. In casa, in ufficio, in auto possono annidarsi insidie anche gravi per la salute. .

Come difendersi?

Lo abbiamo chiesto al Dott. Gaetano Settimo del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS ed esperto di inquinamento indoor. *

“Molto importante, è il corretto utilizzo dell’aerazione naturale o meccanica dei locali e come questi sono raffrescati e ventilati con un regolare ricambio dell’aria. Queste attività dipendono dalla grandezza dei locali, dal loro grado di isolamento dall’esterno, dal tipo di attività che vengono svolte, dall’affollamento durante l’arco della giornata, dal tipo di impianto installato e dal livello e qualità della manutenzione. È un punto importante, perché nel caso dei sistemi meccanici i condizionatori in cattivo stato di manutenzione possono diventare una fonte di inquinamento importante sia da un punto di vista chimico e in rarissimi casi di tipo microbiologico”. In ogni caso occorre precisare che non è stata mai dimostrata l’associazione dell’infezione da Legionella e l’utilizzo di questi sistemi di condizionamento d’aria autonomo, comunemente chiamati split system, nonostante molti mezzi di comunicazione spesso li indichino come possibili mezzi di trasmissione della malattia dei legionari.

Come fare una corretta manutenzione dei condizionatori?

È necessario che un tecnico effettui la manutenzione degli impianti di climatizzazione con la pulizia dei filtri, almeno una volta l’anno. Tale intervento deve essere poi valutato se è andato a buon fine, soprattutto se si tratta di un ambiente con molti vani, se l’impianto è usato sia d’inverno che d’estate, se l’ambiente è frequentato o con presenza di dipendenti o di apertura al pubblico. Infine, per il ricambio d’aria, bisogna valutare la vicinanza di strade con un traffico intenso. L’ideale sarebbe aprire le finestre che si trovano lontano dalle strade più volte al giorno, anche per pochi minuti.

Chiaramente dipende dal tipo di attività che si svolge.

Qual è la temperatura ideale?

Sono state individuate temperature e umidità relativa specifiche per i diversi ambienti, carico di lavoro o utilizzi specifici. Vale sempre la regola del buon senso.

In auto ogni quanto tempo è necessario cambiare i filtri?

Sicuramente almeno una volta l’anno.

Quali sono i rischi per la salute a causa di un cattivo uso dei condizionatori?

I composti organici volatili e il materiale particellare rappresentano famiglie di inquinanti chimici che meritano una specifica attenzione al fine di evitare effetti negativi sulla nostra salute soprattutto alle vie respiratorie.

Oggi più che mai è necessario avere una maggiore consapevolezza alla tematica della qualità dell’aria che respiriamo in casa o in ufficio.

*all’articolo ha collaborato la dott.ssa Maria Luisa Ricci, esperta ISS sulla legionella

Che cos’è la pet therapy

Giugno – Luglio – Agosto 2018

Che cos’è la pet therapy di Francesca Cirulli e Marta Borgi

Chi ha un cane lo sa. Sa che con gli animali, perlomeno quelli domestici dotati di un alto grado di socialità, è possibile instaurare un rapporto, basato su un linguaggio non certo verbale ma in cui dominano le emozioni. Da qui prendono spunto le strategie d’intervento della pet therapy (che sarebbe più corretto definire col termine “Interventi Assistiti con gli Animali” (IAA), indicando una serie di programmi terapeutici, educativi e/o ludico-ricreativi che hanno come nucleo centrale l’interazione uomo-animale) nel tentativo di attenuare i disturbi di soggetti affetti da alcune patologie legate sia alla sfera fisica che a quella mentale: bambini con autismo, anziani istituzionalizzati, pazienti psichiatrici.

Poco utilizzate perché poco conosciute, le potenzialità degli IAA sono ora descritte in un volume curato da Francesca Cirulli e Marta Borgi, membri del gruppo di ricerca del Centro di Riferimento per le Scienze comportamentali e la salute mentale dell’ISS, coordinato dalla stessa Cirulli e coinvolto in tale ambito attraverso l’organizzazione di corsi di formazione, programmi di informazione e di educazione, progetti di ricerca per la valutazione degli esiti di IAA.

Un impegno confluito nella stesura delle “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali” del Ministero della Salute, di recente approvazione. Questo volume vuole contribuire alla divulgazione di buone prassi, basate sull’evidenza scientifica, cercando di intercettare il mondo medico e riabilitativo per far conoscere i meccanismi e le potenzialità dell’interazione uomo-animale, proponendo le metodologie più efficaci d’intervento, anche al fine di tutelare la salute umana e quella degli stessi animali.

Quando si parla di relazione uomo-animale, spiegano le autrici del libro, ci si riferisce al legame che l’uomo forma con alcune specie, in particolare con gli animali domestici, capaci di mostrare un comportamento adeguato alle esigenze dell’uomo, di interpretarne i segnali comunicativi e di esibire comportamenti altamente coordinati con l’uomo. I cani, in particolare, mostrano elevate abilità nella comprensione di segnali tipicamente umani che sanno interpretare e utilizzare in maniera flessibile, tanto che si può parlare di un vero e proprio sistema comunicativo comune tra le due specie. La comunicazione facciale, nello specifico lo sguardo reciproco tra cane e proprietario, è in grado di innescare un meccanismo di mutua regolazione neuroendocrina tra due specie diverse, modulato dal rilascio di ossitocina.

Instaurare una relazione con un cane potrebbe facilitare, ad esempio, l’impegno dei bambini con autismo in azioni sociali strutturalmente semplici che non richiedono l’interpretazione delle parole e sono altamente ripetibili e prevedibili (ad esempio, lanciare una pallina e recuperarla, passeggiare con il cane al guinzaglio, dare semplici comandi con la mano o il braccio).

Nel caso della riabilitazione equestre, essere coinvolti in attività strutturate con i cavalli può influenzare positivamente le funzioni esecutive nei bambini. Inoltre, essendo effettuata in un ambiente non medicalizzato e ricco di stimoli sensoriali, come un maneggio, tale attività consente di lavorare contemporaneamente su una migliore e più corretta percezione di sé, sull’acquisizione di una serie di piccole abilità (legate per es. ai movimenti fini necessari per stringere una redine o allacciare una testiera), nonché sulle funzioni cognitive e sulle abilità e relazioni sociali.

SEAFOODTOMORROW, al via un consorzio europeo per allevare e produrre pesce in modo sicuro ed ecosostenibile

 Giugno – Luglio – Agosto 2018

SEAFOODTOMORROW, al via un consorzio europeo per allevare e produrre pesce in modo sicuro ed ecosostenibile

Da una parte la crescita demografica ed economica, da cui scaturirà, secondo le stime degli esperti, un raddoppio entro il 2050 della domanda di cibo a livello globale, dall’altra la necessità per le autorità di sicurezza alimentare europee, in primis l’EFSA, di valutare in maniera integrata i rischi e i benefici connessi ad un alimento. La sfida, in altre parole, consiste nel garantire non solo più cibo, ma cibo sicuro per la salute e, al contempo, sostenibile da un punto di vista economico e ambientale. In particolare, il focus dell’UE è sul pesce, uno dei più importanti prodotti alimentari consumati in Europa in quanto fonte essenziale di proteine di alta qualità e naturalmente ricco di nutrienti preziosi come lo iodio e gli acidi grassi poli-insaturi.

In questo contesto, nasce SEAFOODTOMORROW un progetto che punta a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili al fine di migliorare la sicurezza alimentare, nonché il valore nutrizionale dei prodotti ittici in commercio in Europa.

Sorto nell’ambito del programma Horizon 2020, della durata di tre anni (novembre 2017-novembre 2020), è coordinato dall’ Instituto Portugues do Mar e da Atmosfera ed è basato sull’interazione fra enti pubblici, università e imprese. Vi partecipano 35 partner da 15 paesi (Portogallo, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Ungheria) e 12 affiliati di terze parti (in tutto 19 paesi).

L’ISS (nello specifico un team di ricercatori coordinati da Alberto Mantovani del Dipartimento di Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria) partecipa con attività di laboratorio e di valutazione all’analisi dell’impatto delle soluzioni innovative sui rischi tossicologici e sui benefici nutrizionali; in particolare l’attività si focalizza sulla modulazione della presenza di contaminanti ed elementi essenziali, come il selenio.

Inoltre l’ISS è capofila nell’elaborazione della “piattaforma tecnologica” di SEAFOODTOMORROW, ovvero il piano generale di campionamento e di analisi strumentale alla base della valutazione rischio-beneficio.

L’ambizione è di riuscire ad elaborare, nei tre anni di progetto, metodi innovativi di allevamento del pesce ed altri prodotti ittici (ad es. molluschi), nonché di produzione degli stessi, cercando di integrare salubrità e sostenibilità ambientale con l’attiva partecipazione da parte delle imprese e dei consumatori.

Il programma di lavoro si articola in due grandi campi di attività sperimentale:

a) l’elaborazione di soluzioni innovative riguardanti sia l’acquacoltura sia la produzione di alimenti ittici con obiettivi di salubrità ben definiti: prevenzione di contaminazioni tossicologiche (metilmercurio, interferenti endocrini) e biologiche (Listeria, norovirus), miglioramento dell’apporto di nutrienti per specifici segmenti di popolazione (anziani, bambini, ecc.);

b) la valutazione del conseguimento degli obiettivi di sicurezza alimentare e nutrizionali definiti e del loro effettivo impatto, nonché l’elaborazione di soluzioni per problemi (ad es. tracciabilità) che sono, seppur indirettamente, connessi con la sicurezza alimentare.

Vaccini: l’OMS premia l’Italia, l’ISS ospita il meeting su qualità e sicurezza

Giugno – Luglio – Agosto 2018

Vaccini: l’OMS premia l’Italia, l’ISS ospita il meeting su qualità e sicurezza di Walter Ricciardi

Il grandissimo lavoro fatto dall’Italia nel campo della sicurezza dei vaccini ha ricevuto un altro riconoscimento internazionale.

L’OMS ha scelto l’Italia e l’Istituto Superiore di Sanità per il secondo GENERAL MEETING del WHO-NATIONAL CONTROL LABORATORY NETWORK FOR BIOLOGICALS (WHO-NNB), in cui dal 25 al 27 settembre le migliori pratiche per garantire qualità e di conseguenza sicurezza ai preparati vaccinali saranno discusse e condivise tra tutte le Regioni del OMS.

Il meeting è organizzato dal WHO, Regulatory Systems Strengthening, Regulation of Medicines and Other Health Technologies, Essential Medicines and Health Products, Ginevra (SW) in collaborazione con il Centro Nazionale di Controllo e Valutazione Farmaci dell’ISS.

Sono molto orgoglioso che l’Italia sia stata scelta come sede di questa importante sessione di lavoro dei referenti dei laboratori qualificati dall’OMS, poiché significa riconoscere il valore straordinario del lavoro dei nostri ricercatori impegnati tutti gli anni per garantire la qualità dei prodotti vaccinali. Portare la nostra expertise di Paese che ha scelto di fare i controlli di Stato sui vaccini e persino ricerca sui metodi che rendono sempre più efficaci questi controlli significa condividere metodi e scelte di prevenzione e salute con tutto il mondo.

E’ proprio la nostra esperienza, unita alla condivisione delle buone pratiche, che ci permette di affermare, che i vaccini sono prodotti sicuri ed efficaci.

Il Network, nato nel 2016, ha come obiettivo facilitare l’accesso e la disponibilità dei vaccini prequalificati dal WHO ai paesi che li necessitano, mediante un meccanismo di mutuo riconoscimento dell’attività di controllo da parte di altri paesi membri del Network. Tra le sue finalità più rilevanti ci sono la possibilità di condividere informazioni relative alla qualità e informazioni tecniche in merito ai vaccini prequalificati dal WHO, facilitare il riconoscimento dell’attività di controllo delle autorità regolatorie e/o di controllo dei vari paesi, supportare il rafforzamento delle autorità mediante assistenza tecnica e promuovere l’armonizzazione di standard comuni e dei metodi analitici.

Siglato Memorandum d’Intesa tra l’ISS e il National Centre for Disease Control della Georgia

Giugno – Luglio – Agosto 2018

Siglato Memorandum d’Intesa tra l’ISS e il National Centre for Disease Control della Georgia

L’Istituto Superiore di Sanità e il National Centre for Disease Control and Public Health (NCDC) della Repubblica della Georgia hanno firmato un Memorandum d’Intesa valido per un periodo di cinque anni (rinnovabili automaticamente per altri cinque) per favorire la cooperazione nell’ambito delle aree di comune interesse. Strumenti di detta cooperazione saranno, tra gli altri: scambi bilaterali di ricercatori (visite di studio, corsi di formazione, assistenza tecnica e così via); progetti di ricerca sui temi della salute pubblica; scambi di dati scientifici, di pubblicazioni, di casi-studio, di materiale di informazione audio-visivo e altro ancora descritto dettagliatamente nei 10 articoli del Memorandum.

L’ISS ha affidato il coordinamento delle attività al Dott. Luca Rosi del Servizio Relazioni Esterne e Centro Rapporti Internazionali. E’ stata inoltre stabilita una Joint Commission formata da rappresentanti delle due parti (fino a tre esperti per ognuno dei due enti) che si incontreranno almeno una volta l’anno per discutere i temi di mutuo interesse.