L’alimentazione dei bambini nei primi 1000 giorni di vita in caso di emergenze umanitarie e catastrofi naturali: l’Italia è pronta?

L’alimentazione dei bambini nei primi 1000 giorni di vita in caso di emergenze umanitarie e catastrofi naturali: l’Italia è pronta?

ISS, Aula Pocchiari

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Un Convegno dedicato al tema della salute e dell’alimentazione dei bambini piccoli in caso di emergenze sanitarie e catastrofi naturali che toccano in modo particolare i gruppi più vulnerabili della società e che per il nostro Paese risultano essere particolarmente rilevanti considerato l’alto rischio sismico e idrogeologico e le evidenti ed attuali emergenze legate ai fenomeni migratori. Questo il tema centrale del Convegno che si svolgerà il prossimo 8 ottobre in Aula Pocchiari con l’intento di coinvolgere i professionisti sanitari e gli operatori del primo soccorso nelle azioni di preparedness per la promozione della salute nella mamma e nel bambino nei primi 1000 giorni di vita.

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Dialogo sui vaccini

Settembre 2018

Dialogo sui vaccini di Giovanni Libero

Edizioni Altravista

Una conversazione tra amici, seduti di fronte a una birra in un locale della Capitale o a godersi il fresco sulla terrazza di casa. Questo lo scenario lungo cui si snoda, di capitolo in capitolo, un vero e proprio dialogo sui vaccini. Sì, proprio loro, i vaccini, a cui, al giorno d’oggi sembra impensabile associare la parola dialogo.

Eppure, di questo si tratta, di un dialogo tra chi spiega (un esperto dunque) e chi si interessa, ascolta, ragiona. I protagonisti sono due nonni: l’uno, l’autore del libro, è Giovanni Libero (in realtà pseudonimo di Antonio Cassone, Direttore per tanti anni del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS e professore di Microbiologia all’Università di Roma La Sapienza e all’Ateneo di Perugia), l’altro si chiama Maurizio e, seguendo l’eco delle tante fake news che trova in Rete, è quanto meno perplesso sulla reale necessità delle vaccinazioni a cui si deve sottoporre la nipotina Giuliana.

Non è un No-Vax (ossia non appartiene a quell’1%, anzi meno, della popolazione ideologicamente contraria ai vaccini), ma, come la maggior parte delle persone, esita. Al pari di tanti, infatti, che non percepiscono più come una minaccia le malattie di un tempo, sconfitte proprio grazie alle vaccinazioni, si chiede se i vaccini siano indispensabili, se, messi sul piatto della bilancia, vincano i rischi o i benefici.

Ed ecco allora che l’autore spiega come sono fatti i vaccini, in che modo e da cosa ci proteggono, quali i possibili effetti avversi, chi ne garantisce la sicurezza, cos’è l’immunità di gregge e molto altro. Lo fa con il linguaggio preciso e puntuale della scienza, ma al tempo stesso libero da ogni pedanteria, semplice, chiaro (corredato da tabelle riassuntive) e pacato, ben lontano dai toni aggressivi a cui la cronaca ci ha abituato. Nel tentativo non di obbligare, ma di persuadere con autentica onestà scientifica.

Il libro verrà presentato il 25 settembre alle 18.30 presso la Libreria Tomo in Via degli Etruschi 4, Roma

HIV, le terapie a disposizione e gli strumenti della prevenzione

Settembre 2018

HIV, le terapie a disposizione e gli strumenti della prevenzione

Dal  20 giugno 1987 ad oggi il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TVA-IST) 800 861 061 – collocato all’interno  dell’ UO RCF del Dipartimento  Malattie Infettive dell’ISS – ha risposto a 2 milioni e 150 mila quesiti posti in 785 mila colloqui di counselling telefonico. E’ un Servizio Nazionale, anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 13.00 alle 18.00, che dallo scorso aprile si è arricchito anche di un’altra attività rivolta alle persone sorde, grazie all’indirizzo email dedicato: tvalis@iss.it.

In occasione dei 31 anni di impegno abbiamo rivolto a Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive alcune domande sull’importanza della prevenzione e sulle attuali terapie.

1. Come è cambiata nel tempo la vita di una persona con HIV?

La vita di una persona con HIV è profondamente cambiata dopo il 1996, allorché venne introdotta la terapia antiretrovirale. Le persone sieropositive hanno visto la propria speranza di vita allungarsi fino quasi a raggiungere quella delle persone sieronegative. Inoltre, la qualità della loro vita è estremamente migliorata nel corso degli anni. Naturalmente, restano le problematiche di una malattia cronica, in quanto più farmaci vanno presi ogni giorno per un lungo periodo, con possibili effetti collaterali e con il rischio di dover modificare la terapia in seguito allo sviluppo di resistenze. La condizione di sieropositività all’HIV richiede, inoltre, il monitoraggio costante dello stato dell’infezione mediante visite mediche e indagini strumentali o di laboratorio, nonché l’assunzione regolare dei farmaci (aderenza alla terapia).

2. Quali sono le possibilità di cura grazie alla terapia farmacologica attuale per una persona con HIV?

I trattamenti farmacologici oggi disponibili consentono di tenere sotto controllo l’infezione, ma non di curarla in maniera definitiva. Pertanto, non si può guarire dall’infezione, ma le terapie combinate consentono di vivere meglio e più a lungo.

3. Ci sono strutture di supporto psicologico dove possano rivolgersi le persone con HIV per avere un aiuto?

Il supporto psicologico dovrebbe essere parte integrante del trattamento dell’infezione da HIV. Questo tipo di sostegno dovrebbe essere assicurato da tutte le strutture sanitarie che si occupano di effettuare i test diagnostici e di prendere in carico la persona con HIV.

Un adeguato intervento psicologico può anche servire a migliorare l’aderenza al trattamento farmacologico e a fornire utili indicazioni per sostenere e mantenere nel tempo una necessaria modifica dei comportamenti. Altrettanto importante è che lo screening per l’HIV sia sempre accompagnato da un intervento di counselling pre-test e post-test.

4. Una persona con HIV che assuma correttamente la terapia può evitare di utilizzare il preservativo maschile o femminile?

Alcuni studi scientifici evidenziano che a seguito del trattamento farmacologico, la carica virale si abbassi fino a non essere rilevabile, pertanto il rischio di trasmettere il virus HIV risulta fortemente ridotto. Tuttavia, la sicurezza di non trasmettere l’infezione si può ottenere solo con l’uso corretto del profilattico, maschile o femminile e del dental dam, utili per proteggere anche da altre infezioni sessualmente trasmesse.

5. Una persona sieronegativa, che adoperi la prevenzione farmacologica anti-HIV (PrEP), può evitare di utilizzare il preservativo maschile o femminile in caso di rapporti sessuali con un partner sieropositivo?

Una persona sieronegativa usando la PrEP può ridurre in maniera significativa il rischio di contrarre l’infezione da HIV, infatti i casi di trasmissione descritti in letteratura risultano essere pochi. Comunque l’uso corretto del profilattico maschile o femminile e del dental dam è sempre raccomandabile per motivi precauzionali e per il possibile rischio di contrarre altre infezioni a trasmissione sessuale.

Iniziano le scuole, attenzione ai pidocchi

Settembre 2018

Iniziano le scuole, attenzione ai pidocchi

Dati epidemiologici precisi non se ne hanno, ma di sicuro la pediculosi, ovvero l’infestazione da pidocchi, può contare centinaia di milioni di casi l’anno, visto che i pidocchi sono da sempre strettamente associati all’uomo (se ne sono trovati persino nei capelli di ominidi mummificati) e che non fanno differenza tra Paesi ricchi e poveri, ambienti puliti o meno, igiene personale adeguata o scarsa. Di sicuro prediligono i bambini in età scolare (dai 3 agli 11 anni), specie le femmine (probabilmente per i capelli lunghi), ma poiché si trasmettono quasi esclusivamente per contatto diretto, in poco tempo infestano tutti i membri della famiglia.

I pidocchi sono ectoparassiti obbligati, privi di ali, di piccole dimensioni (da 1 a 3 mm). Non sopravvivono fuori del corpo dell’ospite e ne esistono tre specie (tutte suggono sangue, da qui il terribile fastidio): quello del capo, quello del corpo e quello del pube. Il primo, il più diffuso, è di colore grigiastro, ma spesso riesce ad adattarsi al colore dei capelli dell’ospite. Le uova (lendini) vengono deposte e fissate con una sorta di cemento biologico alla base dei capelli, dove le condizioni di temperatura e umidità sono più favorevoli alla schiusura. Le lendini seguono la crescita dei capelli, salendo verso la superficie.

La prevenzione si basa sulle corrette pratiche igieniche, evitando la condivisione di pettini, spazzole, cappelli, sciarpe e indumenti. I prodotti in commercio, definiti preventivi o repellenti, sono praticamente inutili. Una volta, invece, accertata l’infezione si devono usare shampoo, lozioni, spray ad azione insetticida, a base di piretroidi a bassa azione residuale. Il pettine a denti fitti è un altro mezzo essenziale per eliminare le uova e i pidocchi uccisi dall’insetticida.

IST, aggiornati i dati sulla sorveglianza. In aumento il numero dei pazienti

Settembre 2018

IST, aggiornati i dati sulla sorveglianza. In aumento il numero dei pazienti 

Aumenta, tra il 2010 e il 2016, il numero delle persone con una diagnosi di Infezione Sessualmente Trasmessa (IST); raddoppiano gli stranieri con una IST nel periodo 1991-2016; in salita anche la percentuale di HIV positivi tra chi ha contratto un’infezione sessualmente trasmessa, tanto che, proprio tra chi ha una diagnosi di IST, la prevalenza di HIV è stata, nel 2016, circa settantacinque volte più alta rispetto a quella stimata nella popolazione generale italiana. Il trend delle infezioni trasmesse per via sessuale è stato tracciato dall’ultimo rapporto redatto dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’ISS, sul Notiziario dell’ISS

Scendendo nel dettaglio delle singole infezioni, anche in questo caso si evidenziano incrementi significativi: nel 2016 aumentano del 70% circa i casi di sifilide I-II rispetto al 2015; raddoppiano rispetto al 2010 i casi di infezione da Chlamydia trachomatis e colpiscono prevalentemente le giovani donne tra i 15 e i 24 anni; triplicano (tra il 2004 e il 2016) i casi di condilomi ano-genitali che rappresentano la IST più segnalata.

Dal rapporto si evince inoltre che dal 2010 le IST aumentano in particolare nei maschi che fanno sesso con maschi (MSM) e che la percentuale di soggetti con IST testati per HIV è diminuita dal 2005 al 2016, evidenziando come sia ormai diffusa l’opinione che l’HIV non costituisca più un rischio reale.

“Il monitoraggio delle IST – afferma Barbara Suligoi, responsabile del COA – indica chiaramente la necessità di urgenti misure da intraprendere per favorire la diagnosi e il trattamento precoce, quali facilitare l’accesso ai servizi sanitari e incrementare le attività di informazione (far conoscere sintomi, segni e complicanze delle IST), favorire la diagnosi precoce di Chlamydia trachomatis attraverso l’offerta del test a donne giovani, anche asintomatiche, promuovere la proposta del test HIV tra le persone con una IST attraverso un counseling mirato, sostenere la prevenzione favorendo la vaccinazione anti-epatite B, anti-epatite A e anti-HPV”.

La sorveglianza 

In Italia, le informazioni disponibili sulla diffusione nazionale delle IST sono limitate alle sole malattie a notifica obbligatoria, cioè gonorrea, sifilide e pediculosi del pube, ma non ad altre IST rilevanti, quali le infezioni da clamidia, da trichomonas, i condilomi anogenitali, l’herpes genitale, solo per citare le principali. Per sopperire a questa mancanza sono stati attivati due Sistemi di sorveglianza sentinella delle IST, entrambi coordinati dall’ISS: la sorveglianza clinica, attiva dal 1991, che si basa su centri clinici altamente specializzati nella diagnosi e cura delle IST e che riporta le nuove diagnosi di IST in pazienti sintomatici, e la sorveglianza di laboratorio, attiva dal 2009 (nata dalla collaborazione tra il COA-ISS e il Gruppo di Lavoro Infezioni Sessualmente Trasmesse – GLIST, dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani – AMCLI), che si basa su laboratori di microbiologia clinica che segnalano i nuovi casi di infezione da Chlamydia trachomatis, da Trichomonas vaginalis e da Neisseria gonorrhoeae in persone che si sottopongono a test di laboratorio per una o più di queste infezioni.

Comunicare per prevenire la violenza di genere

Comunicare per prevenire la violenza di genere

ISS, Aula Bovet

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Un workshop attraverso il quale presentare le metodologie e le pratiche di comunicazione e formazione messe in campo dalle strutture socio sanitarie e scolastiche per prevenire e contrastare la violenza di genere. Questo lo scopo con il quale, il prossimo 3 ottobre, si svolgerà in ISS l’incontro “Comunicare per prevenire la violenza di genere”, un tema delicato e importante sul quale l’ISS è impegnato da anni.

Il workshop è rivolto agli operatori socio sanitari che si occupano di tale tematica e mira a fornire un interscambio di esperienze e attività realizzate nei differenti contesti sanitari.

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Online sul sito ISS il bando per lo sviluppo di progetti coordinati dalle Regioni sul disturbo dello spettro autistico

Settembre 2018

Online sul sito ISS il bando per lo sviluppo di progetti coordinati dalle Regioni sul disturbo dello spettro autistico

Al fine di fornire completa attuazione a quanto disposto dalla Legge n. 134/2015 “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”, il decreto 30 dicembre 2016 (Art. 4) del Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze che stabilisce i criteri e le modalità di utilizzo del Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, prevede che il Ministero della Salute, avvalendosi dell’Istituto Superiore di Sanità, promuova lo sviluppo di progetti di ricerca coordinati dalle Regioni e concernenti la conoscenza del disturbo dello spettro autistico nonché le pertinenti good practices in ambito terapeutico ed educativo.

Tale attività verrà svolta mediante la promozione di bandi di ricerca che dovranno prevedere, obbligatoriamente, il coinvolgimento di almeno cinque Regioni/progetto (1.000.000/progetto – totale 4 progetti).

I progetti dovranno prioritariamente riguardare i seguenti ambiti:

  1. sperimentazione, valutazione e diffusione di interventi che assicurino la continuità di cura nell’arco della vita, affrontando specificamente la criticità della transizione dall’età evolutiva all’età adulta;
  2. sperimentazione, valutazione e diffusione di idonee soluzioni residenziali e semi-residenziali, corredate dalla previsione di specifici criteri/indicatori che permettano di valutarne appropriatezza e qualità;
  3. sperimentazione, valutazione e diffusione delle migliori pratiche per l’integrazione scolastica, la transizione dall’istruzione al lavoro, l’inclusione lavorativa.

I progetti di ricerca dovranno necessariamente essere aderenti alle Linee di indirizzo approvate in Conferenza Unificata il 10 maggio 2018 e alle più recenti Linee Guida internazionali dedicate alla diagnosi e presa in carico delle persone con ASD per tutto l’arco di vita.

Saranno così garantite proposte progettuali aderenti alla medicina basata sulle evidenze e azioni di sistema in tutte le Regioni italiane.

Per approfondimenti consultare il sito dell’ISS

AIDS, ad Amsterdam la Conferenza Internazionale per fare il punto su ricerca, prevenzione, finanziamenti

Settembre 2018

AIDS, ad Amsterdam la Conferenza Internazionale per fare il punto su ricerca, prevenzione, finanziamenti 

A cura di Ernesto Costabile, Loredana Falzano (Centro Nazionale Salute Globale, ISS) e Marco Simonelli (Friends of the Global Fund Europe) 

Breaking Barriers, Building Bridges“. Questo il titolo, ma anche lo slogan che ha permeato la 22ª Conferenza Internazionale sull’AIDS, svoltasi ad Amsterdam dal 23 al 27 luglio, a cui hanno preso parte oltre 16 mila persone da più di 160 paesi. Presenti numerose celebrità dal mondo delle spettacolo e della politica (Elton John, il Principe Harry, per citarne alcuni) e i principali “donors” internazionali per la salute, dal PEPFAR al Fondo globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria, dall’OMS al Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS – UNAIDS.

Tante le novità in tema di prevenzione e vaccini nel contesto tuttavia di una crisi sanitaria globale, di uno stallo dei finanziamenti pubblici per la salute globale e di una preoccupante crisi della democrazia in molti paesi. Nello specifico della lotta all’AIDS, il Rapporto della International AIDS Society- Lancet Commission[1] (di cui è membro anche Stefano Vella, Direttore del Centro Salute Globale dell’ISS) sottolinea che siamo ancora lontani dalla fine della pandemia dell’ HIV entro il 2030 nonostante ad oggi siano in terapia antiretrovirale (ART) circa 22 milioni di persone in tutto il mondo, il maggior numero di individui in terapia mai raggiunto precedentemente.  Purtroppo, però, negli ultimi dieci anni sono stati fatti pochi progressi nella riduzione di nuove infezioni e di conseguenza si potrebbe assistere a una recrudescenza dell’epidemia.

Africa Sub-sahariana: il focus è sui giovani 

Nonostante secondo UNAIDS il numero delle nuove infezioni a partire dal 2010 sia diminuito sensibilmente nell’Africa Sub-sahariana, un’analisi condotta dall’UNICEF ha stimato che tra il 2017 e il 2050 ci saranno oltre 5 milioni di nuove infezioni HIV in quest’area tra i giovani di età compresa tra 0 e 19 anni a causa della rapida crescita della popolazione giovanile combinata al lento declino dell’incidenza dell’ HIV in questo gruppo di età[2]. 

Europa Orientale, Asia Centrale e popolazioni target 

Nella regione dell’Europa orientale e Asia Centrale, l’epidemia è fuori controllo. In quest’area geografica il numero di nuove infezioni è raddoppiato negli ultimi anni con picchi preoccupanti specie tra i tossicodipendenti. Questo perché l’ottimismo degli ultimi anni sulla fine dell’AIDS ha alimentato un pericoloso autocompiacimento: l’obiettivo 90-90-90 posto da UNAIDS nel 2014 (il 90% delle persone con HIV sarà al corrente della propria condizione, il 90% delle persone a cui è stato diagnosticato l’HIV riceverà la terapia antiretrovirale e il 90% di quanti saranno trattati con terapia antiretrovirale andrà incontro a una soppressione virale duratura) si sta perdendo. Quasi un terzo delle persone sieropositive composto da popolazioni “target” tra cui prostitute, uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), i gruppi LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersex), le persone che fanno uso di droghe e i giovani, hanno minori probabilità di accedere ai servizi per l’HIV a causa dello stigma sociale, della criminalizzazione e delle politiche governative discriminatorie. Non a caso il 44% delle nuove infezioni in tutto il mondo si verifica proprio fra questi gruppi marginalizzati.

Trattamento come prevenzione: PrEP e TasP 

La prevenzione è stata oggetto di numerosi incontri dedicati all’uso della PrEP (pre-exposure Prophilaxis), la terapia farmacologica che prevede l’assunzione di una pillola contenente tenofovir e emtricitabina con modalità quotidiana o “on-demand” prima e dopo il rapporto sessuale a rischio, per evitare che un partner sano possa essere infettato a seguito di rapporti sessuali con sieropositivi. Sono rilevanti i risultati dello studio PREVENIR, la coorte di 1.435 individui a rischio, HIV-negativi, quasi tutti MSM, nella regione di Parigi, tra i quali il 44% utilizzava PrEP ogni giorno, mentre il 53% “on demand”. I risultati mostrano che nessuna infezione da HIV è stata riscontrata sia tra gli individui che assumevano PrEP “on demand” che tra quelli in profilassi quotidiana.

Molto attesa era la presentazione dei risultati della seconda fase dello studio PARTNER condotto in Europa che già nel 2014 aveva fornito chiare evidenze sulla non trasmissibilità del virus da parte di persone con carica virale inferiore alle 200 copie. Lo studio PARTNER 2 condotto nel periodo 2010-2018 tra 972 coppie MSM e 516 coppie eterosessuali di 14 paesi europei, con il controllo di oltre 75 mila rapporti non protetti tra siero discordanti, ha fornito ulteriori dati sulla non trasmissibilità del virus HIV tra persone che hanno avuto rapporti anali, con viremia soppressa, e tasso di trasmissione pari a zero all’interno delle coppie in esame che non assumevano PrEP. E’ stato così completato un trial di grandi dimensioni, il cui esito ha evidenziato che coloro che vivono con l’HIV con una carica virale azzerata e quindi non rilevabile, ottenibile con i farmaci a disposizione, non possono trasmettere l’HIV.

Dati positivi per un vaccino “a mosaico” 

Dati incoraggianti sono giunti dallo studio randomizzato APPROACH, a lungo termine di Fase 1/2a che valuta la sicurezza e l’immunogenicità dei diversi regimi di vaccino anti-HIV.  Il trial clinico ha coinvolto quasi 400 adulti sani tra 18 e 50 anni di 12 ospedali negli Stati Uniti, Africa orientale, Sudafrica e Tailandia, utilizzando un vaccino a mosaico ottenuto con frammenti di differenti virus HIV combinati per stimolare una risposta immunitaria contro un’ampia varietà di forme del virus. Il vaccino è stato poi somministrato in 48 settimane a volontari in una delle sette combinazioni previste e in quattro dosi. I vaccini testati si sono dimostrati ben tollerati e sicuri e  hanno indotto nel sistema immunitario la risposta anti-HIV. Coloro che avevano ricevuto il regime terapeutico più promettente hanno ottenuto risposte immunitarie elevate e persistenti mantenute fino alla 78° settimana. Si attendono ora i risultati della fase 2b di efficacia che si sta svolgendo nell’Africa sub-sahariana in donne a rischio.

S.O.S finanziamenti  

Elton John e il Principe Harry hanno presentato in forma ufficiale MenStar, il progetto di 1.2mld di dollari per incrementare i servizi di prevenzione e cura dell’HIV per giovani uomini, finanziato dalla Elton John AIDS Foundation, PEPFAR, UNITAID, Global Fund e altri partner privati.  Contemporaneamente il Governo Britannico ha annunciato lo stanziamento da 6mln di sterline destinato a supportare a livello mondiale i gruppi più vulnerabili all’HIV (MSM, persone che si iniettano droghe, lavoratori del sesso, transgender, prigionieri). Tuttavia due studi pubblicati dall’Institute for Health Metrics and Evaluation e dalla Kaiser Family Foundation hanno evidenziato che la maggior parte dei Paesi donatori ha diminuito i propri impegni finanziari nel 2017 e che nessun nuovo finanziamento è previsto nei prossimi anni. Di conseguenza ci troveremo difronte ad un gap finanziario fra risorse disponibili e quelle necessarie ad assicurare l’accesso globale a prevenzione, trattamento e cura, pari a 6mld di dollari. Il vero test per capire le reali intenzioni dei donatori sarà il prossimo anno quando saranno chiamati a pronunciarsi alla Conferenza di rifinanziamento del Global Fund prevista a Lione nel mese di Ottobre 2019.

[1] Advancing global health and strengthening the HIV response in the era of the Sustainable Development Goals: the International AIDS SocietyLancet Commission

[2] Demographic transitions and the future of the HIV epidemic for children and adolescents, Aleya Khalifa et al,    http://programme.aids2018.org/Abstract/Abstract/6197

Torna la notte dei Ricercatori per ‘toccare con mano’ il lavoro dell’Istituto

Settembre 2018

Torna la notte dei Ricercatori per ‘toccare con mano’ il lavoro dell’Istituto

In un momento in cui la scienza è sempre più percepita come lontana dalle persone, quando non viene vista con una vera e propria diffidenza, è importante far vedere e toccare con mano ad un pubblico più ampio possibile cosa facciamo per contribuire al benessere della società.
A questo servono iniziative come la Notte della Ricerca, a cui anche quest’anno l’Istituto contribuisce aprendo le proprie porte e a cui questo numero della Newsletter All-ISS dedica ampio spazio.

La Newsletter stessa, che riprende la pubblicazione dopo la pausa estiva, vuole essere sempre di più una vetrina aperta a tutti sul lavoro delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori.
In evidenza in questo numero c’è il Progetto ImmiDem, il primo in Italia con il compito di stimare la prevalenza della demenza tra gli immigrati e le minoranze etniche per favorire il loro accesso ai percorsi di cura. Un segno dell’attenzione dell’Istituto anche alle popolazioni più fragili, che sono però parte integrante della società. Tra gli altri argomenti trattati si parla anche di Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), con gli ultimi dati del Centro Operativo Aids (COA), che confermano una tendenza preoccupante che non riguarda solo l’Italia, con un aumento dei casi che rende necessaria l’adozione di misure per la diagnosi e il trattamento precoce, oltre che una maggiore sensibilizzazione sul tema.

Spazio anche ai Vaccini, un altro tema delicato in questo periodo, con la presentazione di un libro che attraverso un dialogo immaginario tra due nonni riesce a smontare ‘fake news’ e false credenze in modo leggero e coinvolgente.

Notte Europea dei Ricercatori. Laboratori dell’ISS aperti ai cittadini

Notte Europea dei Ricercatori. Laboratori dell’ISS aperti ai cittadini

Istituto Superiore di Sanit

Viale Regina Elena, 299 – Roma

Anche quest’anno l’ISS sarà tra i protagonisti della tredicesima edizione della Notte Europea dei Ricercatori, la manifestazione organizzata da Frascati Scienza che si svolgerà il prossimo 28 settembre.

Dalle 18 alle 23 infatti saranno aperti i laboratori, organizzate conferenze e visite guidate per consentire a tutti coloro che sono interessati di conoscere e vivere da vicino le numerose e affascinanti attività scientifiche svolte all’interno del nostro prestigioso Ente.

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