Ottobre 2018

Cancro al seno, ottobre mese della prevenzione

Il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (29%) è un tumore mammario. Il trend di incidenza in Italia appare in leggero aumento (+0,3% per anno) mentre continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno).

Lo attestano i dati dell’AIRTUM (Associazione Italia Registri Tumori) che, per quanto riguarda la prevalenza, hanno contato in Italia 800 mila donne che hanno avuto una diagnosi di carcinoma mammario, pari al 43% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore. Per quanto concerne l’incidenza, si stima che nel 2018 verranno diagnosticati in Italia circa 52.800 nuovi casi, ma i dati sulla sopravvivenza sono incoraggianti: l’87% a 5 anni, con piccole differenze geografiche e livelli leggermente inferiori nel Meridione (Nord Italia 87-88%, Centro 87% e Sud 85%). Anche la sopravvivenza a tempi più prolungati si mantiene elevata: 80% a 10 anni.

Tra i fattori di rischio vi è sicuramente l’avanzare dell’età: le donne sopra i 50 anni hanno un maggior rischio di sviluppare un tumore mammario. Più precisamente, la probabilità è del 2,4% fino a 49 anni, del 5,5% tra 50 e 69 anni e del 4,7% tra 70 e 84. Oltre all’età, vi sono: fattori riproduttivi (menarca precoce e una menopausa tardiva; nulliparità, una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni, il mancato allattamento al seno), fattori ormonali (terapia ormonale sostitutiva assunta durante la menopausa, assunzione di contraccettivi orali), fattori dietetici e metabolici (elevato consumo di alcool e di grassi animali e basso consumo di fibre vegetali), pregressa radioterapia (a livello toracico specie se prima dei 30 anni) e precedenti displasie o neoplasie mammarie. Inoltre, il 5-7% dei tumori mammari risulta legato a fattori ereditari, 1/4 dei quali determinati dalla mutazione di due geni, BRCA 1 e/o BRCA 2.

Una diagnosi precoce, tramite mammografia e/o ecografia mammaria – spesso si utilizzano entrambe – può senz’altro salvare la vita. In alcuni casi, quando è difficile fare una diagnosi, viene effettuata anche una risonanza magnetica mammaria. Nel caso si individuino noduli o formazioni sospette si procede con una biopsia. Nei programmi di screening la mammografia con cadenza biennale è indicata in tutte le donne dai 50 ai 69 anni d’età.

Secondo le Linee Guida AIOM, nelle donne ad alto rischio per importante storia familiare o per la presenza di mutazione di BRCA 1 e/o BRCA 2, i controlli mammografici dovrebbero essere iniziati all’età di 25 anni o 10 anni prima dell’età di insorgenza del tumore nel familiare più giovane. La risonanza magnetica annuale è raccomandata, in aggiunta alla mammografia annuale, per le pazienti con le mutazioni suddette.