Ambiente e salute: il Primo Simposio Internazionale su Salute e Cambiamenti Climatici

Novembre 2018

Ambiente e salute: il Primo Simposio Internazionale su Salute e Cambiamenti Climatici

Mancano pochi giorni al Primo Simposio Internazionale su Salute e Cambiamenti Climatici.

Dal 3 al 5 dicembre i maggiori esperti a livello internazionale faranno il punto sulle trasformazioni che il clima sta subendo e sugli effetti che tutto questo ha sulla salute, illustrando analisi, delineando gli scenari futuri e le azioni possibili sulla base delle evidenze note alla comunità scientifica.

Dalla qualità dell’acqua, alle zoonosi fino alla salute dei bambini, in più di 20 sessioni, si parlerà di come il clima impatta nei diversi ambiti della vita quotidiana e collettiva.

Il mondo scientifico è compatto nel sostenere che gli effetti sulla salute diretti ed indiretti attesi nel futuro saranno tra i più rilevanti problemi sanitari da affrontare nei prossimi decenni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che tra il 2030 ed il 2050 nel mondo ci saranno 250.000 morti l’anno a causa dei cambiamenti climatici e le conseguenze dal punto di vista, sanitario, ambientale, economico e sociale sono incalcolabili.

Abbiamo cercato di fare in modo che questo, a cominciare dalla modalità di organizzazione e di svolgimento del convegno, sia un “evento green” partendo dall’interesse a usare meno carta, a risparmiare energia, a produrre meno rifiuti. Come dire che abbiamo voluto un evento che fosse anche una manifestazione eco-sostenibile e rappresentasse contemporaneamente l’approdo di un percorso di progetti di ricerca e di attività istituzionale che hanno ispirato le decisioni della Presidenza Italiana del G7 del 2017.

Quello che avrà luogo in Istituto, quindi, non è un semplice convegno, ma è piuttosto un impegno, perché la certezza che oggi abbiamo conseguito sul fatto che il degrado ambientale e i fattori climatici siano correlati all’aumento dei rischi per la salute, diventi per noi assunzione di responsabilità a creare una rete globale per vigilare sugli scenari futuri e promuovere una prevenzione che parta da ognuno di noi trasformandosi in uno sforzo corale. Ogni paese deve fare la sua parte e ogni parte è il tassello di un mosaico che solo riunito insieme può produrre salute.
I cambiamenti climatici sono uno dei temi fondamentali dell’Agenda 2030 e della Dichiarazione di Ostrava del 2017 e dovrebbero essere uno temi fondamentali nelle agende politiche di tutti paesi.

Gioco d’azzardo: al via la campagna dell’ISS sul Numero Verde

Ottobre 2018

Gioco d’azzardo: al via la campagna dell’ISS sul Numero Verde

In Italia circa un milione e mezzo di adulti e circa settantamila minori giocano in modo problematico, ossia manifestano difficoltà nel controllare il comportamento di gioco e compromissione della vita sociale, familiare e lavorativa o scolastica.

Questi sono solo alcuni dei dati di un ampio studio epidemiologico con il quale abbiamo scattato, in collaborazione con le Agenzie delle dogane e dei Monopoli, una fotografia del fenomeno gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Un lavoro lungo tre anni con il quale abbiamo confermato attraverso evidenze scientifiche che il comportamento di gioco problematico si associa spesso a una serie di altre problematiche socio-sanitarie, si sovrappone frequentemente a stili di vita insalubri come il tabagismo e il consumo eccessivo di alcol e può essere collegato a fenomeni di grave indebitamento.

Abbiamo, quindi, deciso di promuovere una campagna di comunicazione nazionale per diffondere e far conoscere il Numero Verde 800558822 del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS che, collegato a una rete di Centri distribuiti sul territorio Nazionale, aiuta e supporta le persone che presentano problematiche legate al gioco d’azzardo.

Si tratta di un Servizio che finora, in un anno di attività, ha ricevuto più di 2000 chiamate, la maggior parte provenienti dalle famiglie che sono diventate un target strategico di questa campagna.

Ciò che facciamo con il nostro Servizio è innanzitutto ascoltare le persone, identificare un possibile disagio e orientarle verso le risorse territoriali che possono prospettare soluzioni alla problematica manifestata.

Si tratta di uno strumento prezioso con cui l’Istituto è direttamente vicino ai cittadini e ai loro bisogni. È un Servizio anonimo, gratuito, utile ai giocatori, ma anche alle loro famiglie.

Ed è questa per me l’occasione di dire grazie a chi ha liberamente sostenuto la campagna: il Vicariato di Roma, che diffonde le informazioni sul nostro Servizio nelle sue 330 parrocchie della Diocesi cercando di coinvolgere le famiglie di coloro che hanno questo problema.

Ma il mio grazie va anche alla Responsabilità Sociale Rai che ha sostenuto il Numero Verde, invitando i nostri esperti nelle trasmissioni che hanno diffuso il numero e tutte le informazioni ad esso collegate.

Saremo inoltre, con il nostro spot, nelle sale d’attesa di Italo Treno che ha ci ha già dato uno spazio del suo magazine diretto ai viaggiatori su tutte le sue tratte.

E grazie anche a TV2000 che ci ha garantito un numero di passaggi sulle sue trasmissioni molto più alto rispetto a quello che ci saremmo potuti permettere.

Uno sforzo congiunto di canali istituzionali e non che sta mostrando i suoi risultati già nei primi giorni della campagna che vede un incremento delle telefonate che giungono al Servizio.

Torna la notte dei Ricercatori per ‘toccare con mano’ il lavoro dell’Istituto

Settembre 2018

Torna la notte dei Ricercatori per ‘toccare con mano’ il lavoro dell’Istituto

In un momento in cui la scienza è sempre più percepita come lontana dalle persone, quando non viene vista con una vera e propria diffidenza, è importante far vedere e toccare con mano ad un pubblico più ampio possibile cosa facciamo per contribuire al benessere della società.
A questo servono iniziative come la Notte della Ricerca, a cui anche quest’anno l’Istituto contribuisce aprendo le proprie porte e a cui questo numero della Newsletter All-ISS dedica ampio spazio.

La Newsletter stessa, che riprende la pubblicazione dopo la pausa estiva, vuole essere sempre di più una vetrina aperta a tutti sul lavoro delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori.
In evidenza in questo numero c’è il Progetto ImmiDem, il primo in Italia con il compito di stimare la prevalenza della demenza tra gli immigrati e le minoranze etniche per favorire il loro accesso ai percorsi di cura. Un segno dell’attenzione dell’Istituto anche alle popolazioni più fragili, che sono però parte integrante della società. Tra gli altri argomenti trattati si parla anche di Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), con gli ultimi dati del Centro Operativo Aids (COA), che confermano una tendenza preoccupante che non riguarda solo l’Italia, con un aumento dei casi che rende necessaria l’adozione di misure per la diagnosi e il trattamento precoce, oltre che una maggiore sensibilizzazione sul tema.

Spazio anche ai Vaccini, un altro tema delicato in questo periodo, con la presentazione di un libro che attraverso un dialogo immaginario tra due nonni riesce a smontare ‘fake news’ e false credenze in modo leggero e coinvolgente.

Vaccini: l’OMS premia l’Italia, l’ISS ospita il meeting su qualità e sicurezza

Giugno – Luglio – Agosto 2018

Vaccini: l’OMS premia l’Italia, l’ISS ospita il meeting su qualità e sicurezza di Walter Ricciardi

Il grandissimo lavoro fatto dall’Italia nel campo della sicurezza dei vaccini ha ricevuto un altro riconoscimento internazionale.

L’OMS ha scelto l’Italia e l’Istituto Superiore di Sanità per il secondo GENERAL MEETING del WHO-NATIONAL CONTROL LABORATORY NETWORK FOR BIOLOGICALS (WHO-NNB), in cui dal 25 al 27 settembre le migliori pratiche per garantire qualità e di conseguenza sicurezza ai preparati vaccinali saranno discusse e condivise tra tutte le Regioni del OMS.

Il meeting è organizzato dal WHO, Regulatory Systems Strengthening, Regulation of Medicines and Other Health Technologies, Essential Medicines and Health Products, Ginevra (SW) in collaborazione con il Centro Nazionale di Controllo e Valutazione Farmaci dell’ISS.

Sono molto orgoglioso che l’Italia sia stata scelta come sede di questa importante sessione di lavoro dei referenti dei laboratori qualificati dall’OMS, poiché significa riconoscere il valore straordinario del lavoro dei nostri ricercatori impegnati tutti gli anni per garantire la qualità dei prodotti vaccinali. Portare la nostra expertise di Paese che ha scelto di fare i controlli di Stato sui vaccini e persino ricerca sui metodi che rendono sempre più efficaci questi controlli significa condividere metodi e scelte di prevenzione e salute con tutto il mondo.

E’ proprio la nostra esperienza, unita alla condivisione delle buone pratiche, che ci permette di affermare, che i vaccini sono prodotti sicuri ed efficaci.

Il Network, nato nel 2016, ha come obiettivo facilitare l’accesso e la disponibilità dei vaccini prequalificati dal WHO ai paesi che li necessitano, mediante un meccanismo di mutuo riconoscimento dell’attività di controllo da parte di altri paesi membri del Network. Tra le sue finalità più rilevanti ci sono la possibilità di condividere informazioni relative alla qualità e informazioni tecniche in merito ai vaccini prequalificati dal WHO, facilitare il riconoscimento dell’attività di controllo delle autorità regolatorie e/o di controllo dei vari paesi, supportare il rafforzamento delle autorità mediante assistenza tecnica e promuovere l’armonizzazione di standard comuni e dei metodi analitici.

Malattie infettive neglette, un miliardo di casi ma il mondo le ignora

Maggio 2018

Malattie infettive neglette, un miliardo di casi ma il mondo le ignora

Le malattie neglette, cosiddette perché in genere colpiscono i poveri e i marginali che vivono nei paesi in via di sviluppo o con economie in fase di transizione, non smuovono grandi interessi finanziari. Anche per questo, purtroppo, la ricerca e sviluppo di nuovi farmaci e vaccini tende ad essere lenta. Come dice il nome stesso, quindi si tratta di malattie poco considerate, a dispetto del loro impatto sulla popolazione mondiale, anche al di fuori dei tropici.
Le malattie neglette sono causate da diversi agenti patogeni, dai protozoi (agenti della malattia di Chagas, della tripanosomiasi umana africana, e della leishmaniosi) ai batteri (per l’ulcera di Buruli, la lebbra, il tracoma, la framboesia), agli elminti (cisticercosi-teniasi, dracunculiasi, echinococcosi cistica ed alveolare, trematodiasi di origine alimentare, filariasi linfatica, oncocercosi, schistosomiasi, elmintiasi trasmessa dal suolo), fino ai virus (Dengue e Chikungunya, particolarmente diffusi, e rabbia). Si stima che il carico di malattia sia elevato, con più di un miliardo di casi, così come i costi, di miliardi di dollari ogni anno per le economie disastrate di circa 150 paesi situati per lo più in zone tropicali e subtropicali.
L’elenco, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tende a variare, ma il concetto rimane lo stesso: queste malattie sono poco studiate, ma non per questo, anzi, non meritano la nostra attenzione. A differenza di altre malattie della povertà, quali HIV, tubercolosi e malaria, gli strumenti che abbiamo per combatterle sono scarsi, e spesso non conosciamo neanche bene le dimensioni del fenomeno.
E’ per questo che l’Unione Europea ha lanciato dei programmi di ricerca tesi a comprendere l’entità della diffusione di malattie come ad esempio l’echinococcosi cistica, e fondazioni e organizzazioni non governative hanno inserito nella loro agenda la necessità la necessità di stimolare la partnership fra pubblico e privato al fine di scoprire e mettere a punto prodotti utili a combattere alcune delle più temibili malattie neglette. Trovare il modo di tirar fuori dai cassetti dell’accademia o degli istituti di ricerca idee e progetti che il privato, adeguatamente incentivato dai governi, possa utilizzare è il sogno di chi in prima linea è impegnato nella lotta contro queste malattie e la speranza dei tanti poveri del mondo.
Il lavoro compiuto dall’ISS sull’echinococcosi cistica nell’Europa sud-orientale e in Turchia è fondamentale per aumentare le conoscenze sulle dimensioni del fenomeno e sul carico di malattia, premessa importante ad ogni intervento di prevenzione e controllo di questa importante zoonosi che affligge le popolazioni rurali di gran parte del mondo.

La prevenzione è cardine per il futuro della Salute Pubblica

Speciale Sorveglianza PASSI 2018

La prevenzione è cardine per il futuro della Salute Pubblica

È il medico di base uno dei perni più importanti su cui far ruotare ogni programma di prevenzione e l’offerta pubblica di screening, in campo oncologico, resta oggi lo strumento più importante per tutelare la salute al di là delle diseguaglianze sociali. Queste sono alcune tra le indicazioni più significative del rapporto PASSI, il sistema con cui le ASL, coordinate dalle Regioni e dall’Istituto Superiore di Sanità, sorvegliano gli stili di vita raccontando, in modo dettagliato, come nelle diverse realtà territoriali, i cittadini percepiscono e accedono ai diversi modelli di prevenzione offerti. In linea con la fotografia scattata da “Osservasalute” anche il rapporto PASSI conferma, da un’altra angolazione, quella della percezione che i cittadini hanno del sistema sanitario, il profondo divario tra Nord e Sud sia in generale nell’offerta sanitaria sia nell’adesione ai programmi di prevenzione. Ci spiega, per esempio, come l’obesità, per la prima volta in dieci anni sfiora in alcune Regioni, soprattutto del Sud, il 50% di persone in sovrappeso e ci lascia immaginare le conseguenze che comporta proprio laddove i sistemi sanitari sono più fragili.

Sono informazioni preziose quelle che ci fornisce questo rapporto che nasce da un filo diretto con gli utenti del Servizio Sanitario Nazionale che ci raccontano come, per esempio, tra coloro che sono in sovrappeso, quelli capaci di seguire una dieta, sono tre volte di più rispetto agli altri se a suggerirglielo è il loro medico. Stessa sorte per gli screening oncologici ai quali si aderisce soprattutto se, oltre alla lettera della ASL, arriva la sollecitazione del medico che può agire da vero e proprio volano per il successo dei programmi di prevenzione.

Ma cosa ci dicono soprattutto questi dati che nascono dall’ascolto dei cittadini? Ci confermano il bisogno di dialogo e la necessità di fare della salute un sistema. PASSI ci mostra, infatti, tutta la complessità della costruzione di una rete di prevenzione primaria ma ci suggerisce anche come collegare i suoi nodi. Ci avverte, per esempio, dell’importanza di parlare di prevenzione anche soprattutto, a chi è in salute e non di farlo solo per arginare il danno.

I suoi dati dicono che ce n’è abbastanza per riaffermare la necessità di dedicare, per esempio, uno spazio della visita alla necessità di comunicare i rischi degli abusi o della sedentarietà e i vantaggi di uno stile di vita corretto, cominciando a tessere la rete della prevenzione.

Mai come oggi serve costruirla questa rete e stringerne le maglie. Ogni minuto impiegato a correggere uno stile di vita sbagliato è un minuto investito sulla sostenibilità dell’intero sistema. I consigli del medico non sono mai tempo sprecato. La posta in gioco è il futuro della Salute Pubblica.

Il vaccino è un diritto ma anche una responsabilità

Aprile 2018

Il vaccino è un diritto ma anche una responsabilità

La vaccinazione è un diritto individuale e una responsabilità collettiva. Lo slogan scelto dall’ufficio europeo dell’Oms per la settimana europea dedicata all’immunizzazione, che inizia il 23 aprile, è più che valido anche per il nostro paese. E’ anche sulla base di questa considerazione infatti che l’Italia ha adottato la legge sull’obbligo, che garantisce anche a chi non può vaccinarsi di poter esercitare i propri diritti, a partire da quello all’istruzione.

L’iniziativa europea, a cui la newsletter partecipa dedicando diversi servizi all’argomento, ricorda ogni anno dal 2005 che bisogna tenere la guardia alta anche dal punto di vista comunicativo sui vaccini. A fare da promemoria per l’Italia purtroppo c’è la cronaca, che periodicamente dà conto dei danni fatti dalle scarse coperture, con già due decessi per morbillo solo nel 2018, ma anche negli altri paesi europei, dalla Francia al Portogallo, gli effetti della disinformazione si fanno sentire, con epidemie diffuse e casi in aumento di malattie prevenibili. Un bambino su 15 nel continente, stima l’Oms, non riceve le dosi necessarie contro il morbillo, e 1 su 21 quelle per difterite e tetano, e gli obiettivi di eliminazione di morbillo e rosolia sono ancora lontani, mentre altre regioni del mondo ci sono già riuscite.

L’impegno dell’Istituto in questo campo è ben rappresentato anche dagli articoli presentati nella newsletter, che rappresentano bene il ruolo ‘scientifico’, con uno studio sull’incidenza dell’influenza negli anziani non vaccinati e un’anticipazione dei dati del sistema di sorveglianza PASSI relativa all’immunizzazione negli adulti. Ma è forte l’impegno anche dal punto di vista comunicativo con diverse iniziative già in atto, dall’attività del nuovo portale “Issalute”, che ha una corposa sezione sulle fake news, alla mostra sui vaccini che farà il giro della penisola.

Giornata della Salute, Museo aperto all’ISS per celebrarla

Marzo 2018

Giornata della Salute, Museo aperto all’ISS per celebrarla

Sabato sette aprile le porte del Museo dell’Istituto Superiore di Sanità saranno aperte tutto il giorno in occasione della Giornata Mondiale della Salute, nata per ricordare la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, giornata che quest’anno è dedicata alla copertura sanitaria universale.

Un tema importante, che racchiude tutti gli altri, affermando il diritto alla cura che è tra i più importanti diritti umanitari. Il Museo ospiterà per l’occasione una mostra di poster che fanno parte della Campagna 2018 dell’OMS sul tema della copertura sanitaria universale.

Abbiamo deciso di aprire le porte del Museo ai cittadini per sottolineare il valore collettivo del progresso scientifico e sanitario e perché la custodia della memoria che abbiamo voluto realizzare in questo spazio possa essere un luogo fertile per la promozione del valore della tutela della salute collettiva.

Il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non può che trovare accoglienza nel nostro spazio museale che racconta la sanità pubblica attraverso documenti, reperti e sistemi interattivi costruiti per promuovere proprio la consapevolezza del suo valore nella storia e nel presente. Ci è sembrato infatti naturale, visto il tema della Giornata, aprire uno spazio nel quale si testimonia come l’Istituto Superiore di Sanità produsse, allestendo una vera e propria fabbrica, la penicillina per tutto il Paese, quando era impossibile, nel dopoguerra poterla acquistare. Uno spazio dove si può osservare il microscopio che, portatoci via per dispetto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito dai dipendenti dell’Istituto che pezzo per pezzo ne crearono uno ancora migliore dell’originale. A dimostrazione che, attraverso la storia della salute e della ricerca è possibile raccontare anche l’Italia, un’altra Italia. Laboriosa e orgogliosa.

Il tema della copertura universale scelto dall’OMS ci chiama a riflettere sul suo significato, su come declinare quel diritto nei nuovi e diversi contesti socio-demografici che si sono disegnati sulla scena mondiale. Le diverse aspettative di vita, le diverse economie, il diverso grado di alfabetizzazione scientifica e sanitaria, le diverse culture, le disparità tra continenti, ma anche quelle al loro interno e addirittura, come accade in Italia, all’interno delle differenti Regioni ci spingono tutti a misurare la sfida nell’assicurare in futuro un servizio sanitario universale e solidale con la sostenibilità dei sistemi di welfare.

Con una domanda che resta alla base di ogni riflessione, di ogni ragionamento: come garantire l’equità nell’accesso alle cure, come farlo a partire dai costi dell’innovazione, dalle discriminanti sociali e da quelle economiche, e a questa domanda è legato il cuore di ogni democrazia.

Le visite potranno avvenire solo su prenotazione scrivendo a museo@iss.it .

Per maggiori informazioni: https://museo.iss.it

La conoscenza accessibile unico vaccino contro le ‘fake news’

Febbraio 2018

La conoscenza accessibile unico vaccino contro le ‘fake news’

L’unico vaccino contro bufale e fake news è una ‘iniezione’ di notizie non solo scientificamente corrette e provenienti da fonti certificate, ma anche facilmente accessibili alla popolazione generale in una forma comprensibile anche nei tempi, sempre più compressi, dettati dai nuovi media, soprattutto social. Al giorno d’oggi non è più sufficiente fornire dati scientifici inoppugnabili, come successo ad esempio con il recente studio dell’Istituto che ha calcolato gli enormi benefici ottenuti dalle vaccinazioni in oltre un secolo, ma è necessario curarne la comunicazione sia attraverso le attività ‘tradizionali’ proprie di un ufficio stampa sia con canali diretti per il pubblico. Come testimoniano i dati diffusi recentemente dalla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni se oltre il 90% della popolazione usa ancora la tv come fonte primaria, buona parte di questi stessi soggetti, il 70%, ha nel suo ‘menu dell’informazione’ anche il web.

Sulla base di queste motivazioni quello della divulgazione sta diventando un pilastro del lavoro dell’Istituto quasi pari per importanza a quello più strettamente scientifico, come testimoniano diverse iniziative recenti, senza dimenticare il lavoro fatto fin qui su alcuni settori a cominciare da quello delle malattie rare. Il Portale della Conoscenza, a cui questo numero della newsletter AllIss è dedicato con la presentazione di alcuni estratti, è lo strumento principale che abbiamo messo a punto per la diffusione della cultura scientifica ai cittadini nel nostro Paese. Questa iniziativa, frutto di oltre un anno di lavoro e in continua evoluzione e aggiornamento, va ad aggiungersi a progetti come il museo dell’Istituto Superiore di Sanità, inaugurato lo scorso anno e già molto apprezzato. Proprio dal museo parte un altro progetto molto significativo in questo momento storico, la mostra itinerante “Mondovaccini”,  un viaggio alla scoperta di questi presidi e del loro immenso valore terapeutico nella storia che toccherà dieci città. Un modo ulteriore di combattere le fake news in uno dei settori in cui sono più diffuse e dove purtroppo causano i maggiori danni, quantificabili in termini di morti, ricoveri e altre conseguenze gravi per la salute puntualmente documentate dalle cronache a danno spesso delle fasce più deboli della popolazione.

Nella sfida della comunicazione l’Istituto è in prima linea, a conferma della centralità di questa istituzione nel garantire la salute pubblica del paese.

 

Studio PASSI

Numero 01 – GENNAIO 2018

PASSI lunghi 10 anni: la sorveglianza come strumento di prevenzione e promozione della salute

 

Uno strumento strategico per i molti ambiti in cui entrano in gioco la definizione e la valutazione delle politiche di prevenzione e promozione della salute. Questo il ruolo che la sorveglianza PASSI (Progressi per le Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) ha costruito nel corso dei suoi primi 10 anni di attività. Una collocazione strategica tra i flussi informativi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) festeggiata lo scorso 9 gennaio con un convegno dedicato, che è stato occasione per riflettere sui risultati già raggiunti e soprattutto sulle prospettive future di questo formidabile strumento.

Fin dal suo avvio, infatti, PASSI si è distinta per essere una sorveglianza in sanità pubblica che raccoglie “in continuo” informazioni sugli stili di vita e sui fattori di rischio comportamentali della popolazione italiana adulta (18-69 anni), nonché sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche. Una grande “macchina operativa” che si appoggia oggi su una cornice normativa più solida che mai definita sia dal DPCM del 12 gennaio 2017 sui nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), sia dal DPCM del 3 marzo 2017 sui Registri e sorveglianze che ha inserito PASSI fra quelle a rilevanza nazionale.

PASSI si è rivelata anche un importante strumento di crescita: dal 2008 a oggi, infatti, ha formato 330 coordinatori (aziendali e regionali) e 2.270 intervistatori (di cui 1.000 attualmente attivi) e ha raccolto ogni anno circa 37.000 interviste telefoniche, con un numero complessivo di ASL partecipanti che supera annualmente il 90% delle Aziende totali, fornendo indicazioni su oltre il 90% della popolazione nazionale residente in Italia.

Molti gli argomenti trattati di routine dalla sorveglianza (21 quelli compresi nel questionario somministrato agli intervistati) che si affiancano a temi indagati ad hoc in caso di necessità (come per esempio il modulo messo a punto durante la pandemia di influenza A/H1N1 nel 2009-2010, quello adottato per valutare l’impatto del terremoto all’Aquila del 2009 sulla salute della popolazione colpita dal sisma, il modulo nazionale 2016 sulla fertilità per rispondere a obiettivi dettati dal Piano Nazionale Fertilità, o ancora i moduli opzionali sulla percezione del rischio ambientale). Si conferma quindi la flessibilità, la ricettività e la tempestività dei dati raccolti da PASSI, che vanta un tasso di sostituzione (cioè di persone che non accettano di farsi intervistare) di solo il 10% (a fronte del 40-50% di altri sistemi analoghi) e che quindi i nostri colleghi nel mondo ci invidiano molto. La ricchezza e la numerosità dei dati raccolti si presta anche a rielaborazioni statistiche interessanti non solo dal punto di vista della sanità pubblica e della programmazione ma anche in ambito strettamente scientifico.

Una rielaborazione sui dati PASSI 2014-2016, fatta in occasione del convegno del 9 gennaio, mostra per esempio chiaramente che le differenze per istruzione, condizioni economiche e cittadinanza nella partecipazione ai test di screening si riducono significativamente nell’ambito dei programmi organizzati e offerti dalle Aziende sanitarie locali rispetto a quanto si osserva nei dati sul ricorso al test di screening su iniziativa spontanea; le persone con istruzione più bassa, con maggiori difficoltà economiche o di cittadinanza straniera si sottopongono meno frequentemente di altri ai test di diagnosi precoce dei tumori della mammella, del collo dell’utero e dell’intestino, che sono quelli per i quali il SSN offre programmi organizzati di screening a target specifici di popolazione.

PASSI si caratterizza quindi pienamente come uno strumento interno al SSN, gestito dalle ASL che raccolgono i dati e ne utilizzano le informazioni per l’azione locale, coordinate dalle Regioni che definiscono le esigenze e le priorità conoscitive su prevenzione e salute pubblica e con il supporto tecnico-scientifico di un coordinamento centrale ISS, con funzioni di indirizzo, sviluppo formazione e ricerca.

Il coordinamento centrale dell’ISS ha assicurato in questi 10 anni e continuerà a garantire anche nel futuro, rigore metodologico nella realizzazione dell’indagine, dalla definizione del piano di campionamento, allo sviluppo delle procedure standardizzate di raccolta e analisi dei dati, degli strumenti di monitoraggio della qualità dei dati e delle performance, fino alla comunicazione e diffusione dei principali risultati.