Ottobre 2018

Dal centro alla periferia, la città che cura

“LA CITTA’ CHE CURA – Microaree e periferie della salute” di G. Gallio e M.G. Dezza

Edizioni Alphabeta, Verlag – 2018 

La città che cura” prima di essere il titolo di questo interessante volume è l’esito soddisfacente di un lontano e proficuo progetto di salute pubblica. La città che cura è infatti una città come Trieste che, sulla scia delle innovazioni previste dalla Legge Basaglia, ha ripensato ad un nuovo metodo di approccio terapeutico del paziente psichiatrico con l’idea di porre al centro, quale elemento essenziale e determinante, non soltanto l’esclusiva valutazione della condizione patologica ma anche la considerazione del contesto di vita quotidiana e della realtà che ogni giorno attraversa il paziente stesso.

Il risultato è stato entusiasmante a tal punto da pensare di allargare questo nuovo approccio terapeutico anche a persone affette da patologie diverse. Dai disturbi cardiovascolari alle malattie tumorali, dal diabete alle patologie pneumologiche, questo nuovo metodo sembra ricordarci che il buon esito della cura non può prescindere dal territorio in cui si vive.

Il libro ci invita inoltre non solo ad una riflessione sul tema dell’esclusione nel campo della tutela della salute pubblica ma ci spinge anche ad ipotizzare di estendere questo modello in tutte quelle aree difficili del nostro Paese che subiscono e patiscono, più di altre, gravi situazioni di svantaggio sociale e sanitario.

I protagonisti del libro sono gli autori stessi: Gallio e Dezza fanno parte infatti di quel mondo complesso e prezioso di qualificati professionisti che operano ogni giorno con fatica e dedizione all’interno delle nostre strutture sociosanitarie. E può apparire forse superfluo ricordarlo ma il buon risultato di questo ambizioso progetto come di ogni progetto che interessa la salute pubblica non può prescindere da tutta quella essenziale comunità di operatori sociosanitari che interagisce ogni giorno con il paziente e si muove all’interno di diversi e svariati contesti dai quali i pazienti e il buon esito delle loro patologie sono appunto inevitabilmente condizionati.