Numero 06 – Settembre 2017

Dipende! Einstein e la teoria della relatività di Anna Parisi e Lara Albanese

Dipende! Effettivamente dipende dal modo e dal metodo di come possano essere spiegate teorie complesse come la relatività di Einstein. Le autrici Anna Parisi e Lara Albanese, due fisiche che hanno orientato i loro studi sulle particelle elementari, proprio come Einstein, profondamente convinte che la fisica sarebbe più comprensibile usando un linguaggio più semplice e alla portata di tutti.

Le pagine scorrono tra spiegazioni di fenomeni fisici e i racconti della vita di Einstein, non solo in veste biografica ma narrando aneddoti dello scienziato che con le sue ricerche fu protagonista nel particolare contesto storico delle due guerre mondiali e la guerra razziale.

Per usare un linguaggio semplice il libro parte con un dialogo immaginario tra un ragazzo adolescente di “40 kg” e i maggiori studiosi della fisica a partire da Galileo.

Il colloquio si infittisce con Einsten che nel raccontare i suoi esperimenti risponde ai dubbi del ragazzo che al tempo lo sono stati anche per lo scienziato. A tal proposito Einstein, impegnato sullo studio delle traiettorie dei corpi in campo gravitazionale viene assalito dal dubbio che la velocità della luce non sia più costante, il ragazzo divertito risponde: ” Ahi, ahi. Ti sei ficcato in un vicolo cieco…Però ammettilo, te la sei andata a cercare! Se ti fai le obiezioni da solo, allora peggio per te. Adesso cavatela!“.

In modo leggero il libro esprime i concetti del percorso per la stesura di una legge scientifica: osservazione del fenomeno, elaborazione di un’ipotesi, esecuzione di un esperimento, analisi e interpretazione dei risultati che comprende la conferma o la smentita dell’ipotesi iniziale. La comprensione di questi concetti aiuta i ragazzi ad assimilare fenomeni come gli effetti della relatività nel tempo, che altrimenti spiegata potrebbe essere incomprensibile, utilizzando ad esempio il paradosso dei gemelli e il viaggio nello spazio.

La lettura di questo testo affiancata da un docente può rappresentare una inversione di tendenza per gli studenti delle scuole medie dove le conoscenze scientifiche dei ragazzi italiani risultano lacunose. Secondo gli ultimi dati di uno studio dell’Ocse del 2016 l’Italia è al 27esimo posto sui 35 paesi avanzati per la conoscenza delle scienze, su livelli analoghi a Croazia e Ungheria. Solo il 4% degli studenti italiani è un ‘top performer’ in scienze contro l’8% medio Ocse ed è una percentuale purtroppo stabile da 10 anni.