Maggio 2018

Echinococcosi cistica: condotto dall’ISS e pubblicato oggi su The Lancet Infectious Diseases il più grande studio epidemiologico al mondo

È la più grande indagine ecografica al mondo sull’echinococcosi cistica nell’ambito della ricerca sulle malattie infettive neglette, quella condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del progetto HERACLES e pubblicata dalla rivista scientifica internazionale The Lancet Infectious Diseases. Lo scopo è stato quello di stimare la vera portata dell’echinococcosi cistica in Est Europa.

Il survey ecografico, condotto nel 2014 e nel 2015, ha esaminato circa 25000 persone nelle aree rurali della Romania, Bulgaria e Turchia. Nell’ambito di questo studio multicentrico (cross-sectional study) sono state sottoposte a screening, con ecografi portatili, persone provenienti da 50 villaggi in 15 province di queste 3 nazioni endemiche. Le prevalenze di echinococcosi cistica addominale, corrette per sesso ed età, sono risultate essere dello 0,41% in Bulgaria, 0,41% in Romania e 0,59% in Turchia. Le prevalenze individuate hanno permesso di generare una stima delle persone infette da echinococcosi cistica nelle aree rurali di questi 3 paesi di oltre 151000 casi umani (7872 in Bulgaria, 37229 in Romania, 106237 in Turchia), di cui circa un terzo con cisti in fase attiva.

La ricerca, coordinata dal Centro di Collaborazione OMS per l’echinococcosi presso il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, è stata definita dagli editori di Lancet la prima “original research” sull’echinococcosi cistica mai pubblicata. “I risultati di questa ricerca – dice Adriano Casulli, ricercatore ISS e coordinatore del progetto – potranno essere utilizzati per supportare i decisori nel pianificare gli interventi di salute pubblica, incluse le analisi di costo-beneficio, nella prospettiva di ottemperare alla roadmap dell’OMS per il controllo dell’echinococcosi cistica, malattia negletta per troppo tempo dimenticata”.

Tra i principali scopi di HERACLES vi è quello di interrompere il circolo vizioso in cui questa malattia infettiva negletta è intrappolata, dove la mancanza di evidenza sulla vera portata del problema (i casi ospedalizzati rappresentano solo la punta dell’iceberg) non permette di quantificare e quindi correttamente prioritizzare gli interventi sanitari volti al suo controllo.

La sintesi dei risultati è consultabile sul sito

Il progetto HERACLES  

In un contesto di Sanità Pubblica Internazionale la Commissione Europea ha finanziato, nell’ambito del Settimo Progetto Quadro (FP7/Health), il progetto HERACLES (Human Cystic Echinococcosis ReseArch in CentraL and Eastern Societies).

Questo progetto collaborativo è considerato il più grande mai finanziato su questa malattia negletta e vede il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità in un partenariato di 9 centri operanti in paesi endemici come Italia, Spagna, Romania, Bulgaria e Turchia.

Questo partenariato è inoltre supportato da un network di 60 centri presenti in Europa ed in Asia e coadiuvato da un comitato consultivo rappresentato dall’OMS e dall’ ECDC.

Tra gli obiettivi principali del progetto vi sono: la quantificazione del carico di malattia, la creazione di un Registro Internazionale (ERCE), la produzione di antigeni ricombinanti per la diagnosi sierologica, la ricerca di bio-marcatori attraverso studi di proteomica, la tipizzazione molecolare di cisti prelevate da casi clinici umani, la creazione di una Echino-Biobanca di ricerca ed il miglioramento dei farmaci attualmente esistenti attraverso nuove formulazioni.

Cos’è questa malattia?

L’echinococcosi cistica è una malattia infettiva negletta diffusa in tutto il mondo e causata da un parassita (Echinococcus granulosus) simile ad una piccola tenia nella sua forma adulta ed una cisti nella sua forma larvale. L’echinococcosi cistica è una malattia zoonotica (trasmessa dagli animali all’uomo) presente in ambienti rurali dove è praticata la pastorizia.

Infatti, il ciclo vitale di questo parassita si perpetua tra i cani da pastore (ospiti definitivi della tenia) e le popolazioni ovi-caprine (ospiti intermedi della forma larvale). L’uomo è un ospite aberrante che si infetta attraverso l’ingestione di uova microscopiche (30 micron) prodotte dalla tenia che possono contaminare gli ambienti ed il cibo. Dopo la schiusa delle uova, le larve migrano sino a raggiungere nella maggior parte dei casi il fegato, dove si accrescono in forma di cisti a contenuto liquido. La presenza di queste cisti può rimanere silente per molti anni sino a che non si sviluppano sintomi (con manifestazioni cliniche aspecifiche) a causa o della loro rottura o della pressione che possono esercitare sugli organi circostanti per le loro dimensioni, che possono raggiungere i 20 o più centimetri. La gestione clinica di questa malattia dipende dallo stadio, localizzazione, numero e dimensioni delle cisti e può consistere nella chirurgia per la loro rimozione, tecniche percutanee meno invasive per il loro svuotamento, l’utilizzo di farmaci antiparassitari, o l’attesa vigile (watch & wait) in caso la cisti non necessiti di un trattamento attivo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima essere presenti almeno un milione di persone infette nelle aree endemiche rurali del mondo con un costo associato annuo di circa 3 miliardi di dollari americani per la gestione clinica umana e per le perdite di produzione nel bestiame. In Europa tra le aree di maggiore endemia vi sono i paesi dell’Est e del bacino del Mediterraneo, dove tuttavia poche informazioni sono disponibili. In Italia è possibile stimare in maniera solo parziale la portata del problema data la sola disponibilità dei dati derivanti dalle schede di dimissione ospedaliera che riportano un totale di circa 21000 dimissioni nel periodo 2001-2014 e circa 900 nuovi pazienti ricoverati per anno.

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