Febbraio 2018

I falsi miti sulla salute dei migranti

Il virus ebola approderà sulle nostre coste con i barconi Nel nostro Paese non si è verificato nessun caso di ebola, neppure durante i giorni di massima diffusione dell’epidemia. Gli unici casi arrivati in Italia sono stati quelli di operatori sanitari (e non tra i migranti!) contagiati in Africa occidentale, subito rimpatriati per il trattamento della malattia.

Lo Stato non è in grado di sostenere le spese per la salute degli italiani, figuriamoci per quella degli immigrati! L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali afferma che gli immigrati non sono un problema per la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Gli immigrati occupano i nostri posti letto negli ospedali e sfruttano i nostri servizi sanitari. Recenti valutazioni economiche dimostrano che gli stranieri residenti in Italia si ricoverano di meno e consumano, in rapporto ai cittadini italiani, risorse molto minori.

L’immigrazione ha riportato malattie ormai scomparse da secoli come la tubercolosi. Sebbene ormai relativamente rara (meno di 10 casi su 100.000 abitanti), la tubercolosi non è mai scomparsa dal suolo nazionale né è stata reintrodotta recentemente dai fenomeni migratori. 

Insieme ai migranti arrivano in Italia anche le malattie infettive. Gli stranieri rappresentano, attualmente, solo l’8,3% della popolazione residente in Italia, meno di altri Paesi come Germania (10,5%) e Spagna (9,5%). È, inoltre, studiato da tempo in letteratura il cosiddetto “effetto migrante sano”. Il significato è semplice: solo i soggetti più forti della comunità intraprendono il difficile percorso migratorio, praticando una sorta di auto-selezione nei Paesi di origine. È per questo che non si può parlare di emergenza.