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Numero 07 – Ottobre 2017

Influenza in gravidanza mette a rischio mamma e bimbo, ma solo 2% si vaccina

 

Avere l’influenza o la pertosse nei primi mesi di vita può essere molto pericoloso, e il modo migliore per proteggere il bambino è vaccinarsi durante la gravidanza, una pratica sicura. Lo ricorda, in concomitanza con l’avvio della stagione influenzale, Caterina Rizzo, medico epidemiologo del reparto di Epidemiologia, Sorveglianza e Modelli Matematici del Dipartimento di Malattie Infettive.

Per quanto riguarda l’influenza, i cambiamenti nel sistema immunitario, nel cuore e nei polmoni durante la gravidanza rendono la donna più suscettibile ad avere forme gravi della malattia, al punto che ad esempio uno studio condotto in Nuova Zelanda ha stimato il rischio di ricovero in cinque volte maggiore per le gestanti non vaccinate. Anche le complicazioni del parto aumentano nelle donne che hanno avuto l’influenza in gravidanza, ad esempio sale di quattro volte il rischio di parto pretermine e di cesareo. Il vaccino protegge invece sia la mamma, riducendo il rischio di ricovero almeno del 50%, che il bambino, riducendo significativamente i casi di malattia e di otite nei primi due mesi di vita. Diverse ricerche, fra cui una pubblicata proprio dall’Iss sulla rivista Vaccine nel 2015, hanno dimostrato la sicurezza in tutti i trimestri di gravidanza, anche se da noi viene consigliato nel secondo e nel terzo. La pratica è abbastanza diffusa ad esempio negli Usa e in Gran Bretagna, dove secondo il Cdc americano e l’ECDC Europeo circa metà delle donne incinte si protegge, mentre in Italia i dati di copertura mostrano che meno del 2% (pari a circa 3500 donne).delle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza all’inizio della scorsa stagione infuenzale 2016/2017 si sono vaccinate.

L’altra ‘coccola’ possibile per il proprio figlio prima che nasca è il vaccino per la pertosse, che da noi è inserito nel trivalente dTap con tetano e difterite, che come quello per l’influenza protegge anche il bebè quando è ancora troppo piccolo per il vaccino dell’infanzia. I bambini nati da madri vaccinate, in Inghilterra, hanno, nelle prime settimane di vita, una riduzione del 91% del rischio di contrarre la malattia rispetto ai loro coetanei non vaccinati. L’ultimo studio, condotto negli USA, che ne prova l’efficacia è stato pubblicato da Clinical Infectious Diseases poche settimane fa, ed ha dimostrato che se fatta nel terzo trimestre la vaccinazione riduce del 78% il rischio che il bimbo si ammali di pertosse e di conseguenza delle sue complicanze, nei primi due mesi di vita. La vaccinazione in Italia, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale 2017-2019, è raccomandata e gratuitamente offerta a tutte le donne idealmente alla 28° settimana e va ripetuta ad ogni gravidanza.