Settembre 2018

IST, aggiornati i dati sulla sorveglianza. In aumento il numero dei pazienti 

Aumenta, tra il 2010 e il 2016, il numero delle persone con una diagnosi di Infezione Sessualmente Trasmessa (IST); raddoppiano gli stranieri con una IST nel periodo 1991-2016; in salita anche la percentuale di HIV positivi tra chi ha contratto un’infezione sessualmente trasmessa, tanto che, proprio tra chi ha una diagnosi di IST, la prevalenza di HIV è stata, nel 2016, circa settantacinque volte più alta rispetto a quella stimata nella popolazione generale italiana. Il trend delle infezioni trasmesse per via sessuale è stato tracciato dall’ultimo rapporto redatto dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’ISS, sul Notiziario dell’ISS

Scendendo nel dettaglio delle singole infezioni, anche in questo caso si evidenziano incrementi significativi: nel 2016 aumentano del 70% circa i casi di sifilide I-II rispetto al 2015; raddoppiano rispetto al 2010 i casi di infezione da Chlamydia trachomatis e colpiscono prevalentemente le giovani donne tra i 15 e i 24 anni; triplicano (tra il 2004 e il 2016) i casi di condilomi ano-genitali che rappresentano la IST più segnalata.

Dal rapporto si evince inoltre che dal 2010 le IST aumentano in particolare nei maschi che fanno sesso con maschi (MSM) e che la percentuale di soggetti con IST testati per HIV è diminuita dal 2005 al 2016, evidenziando come sia ormai diffusa l’opinione che l’HIV non costituisca più un rischio reale.

“Il monitoraggio delle IST – afferma Barbara Suligoi, responsabile del COA – indica chiaramente la necessità di urgenti misure da intraprendere per favorire la diagnosi e il trattamento precoce, quali facilitare l’accesso ai servizi sanitari e incrementare le attività di informazione (far conoscere sintomi, segni e complicanze delle IST), favorire la diagnosi precoce di Chlamydia trachomatis attraverso l’offerta del test a donne giovani, anche asintomatiche, promuovere la proposta del test HIV tra le persone con una IST attraverso un counseling mirato, sostenere la prevenzione favorendo la vaccinazione anti-epatite B, anti-epatite A e anti-HPV”.

La sorveglianza 

In Italia, le informazioni disponibili sulla diffusione nazionale delle IST sono limitate alle sole malattie a notifica obbligatoria, cioè gonorrea, sifilide e pediculosi del pube, ma non ad altre IST rilevanti, quali le infezioni da clamidia, da trichomonas, i condilomi anogenitali, l’herpes genitale, solo per citare le principali. Per sopperire a questa mancanza sono stati attivati due Sistemi di sorveglianza sentinella delle IST, entrambi coordinati dall’ISS: la sorveglianza clinica, attiva dal 1991, che si basa su centri clinici altamente specializzati nella diagnosi e cura delle IST e che riporta le nuove diagnosi di IST in pazienti sintomatici, e la sorveglianza di laboratorio, attiva dal 2009 (nata dalla collaborazione tra il COA-ISS e il Gruppo di Lavoro Infezioni Sessualmente Trasmesse – GLIST, dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani – AMCLI), che si basa su laboratori di microbiologia clinica che segnalano i nuovi casi di infezione da Chlamydia trachomatis, da Trichomonas vaginalis e da Neisseria gonorrhoeae in persone che si sottopongono a test di laboratorio per una o più di queste infezioni.