Ottobre 2018

IST, un bilancio della conoscenza in occasione della Notte Europea dei Ricercatori

In occasione dell’edizione 2018 della Notte Europea dei Ricercatori, svoltasi in ISS il 28 settembre, l’equipe dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO RCF) Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS ha organizzato uno stand all’interno del quale, gli esperti, disponibili a rispondere a dubbi e perplessità dei visitatori e a distribuire materiale informativo sulla prevenzione delle Infezioni a Trasmissione Sessuale (IST), hanno coinvolto il pubblico in una mostra interattiva dal titolo “Le Infezioni Sessualmente Trasmesse: diventa parte attiva nella prevenzione”.

Durante l’evento è stato chiesto ai visitatori di partecipare a un intervento di prevenzione delle IST attraverso la lettura di una scheda anonima consegnata dai ricercatori, suddivisa in tre parti: una parte che riportava le indicazioni dei servizi di informazione on line e di HIV/AIDS/IST counselling telefonico offerti dall’ISS, rispettivamente il Telefono Verde AIDS e IST 800861061 e il sito Uniti contro l’AIDS; un’altra parte, denominata rischiometro, che chiedeva di rispondere ad alcune domande sui propri comportamenti sessuali con valutazione dei rischi corsi e con indicazioni sulla necessità o meno di effettuare i test di screening per le IST; infine, una terza parte denominata “Quiz sulle infezioni sessualmente trasmesse: cosa ne sai” che una volta compilata in modo riservato e anonimo, veniva inserita in un’urna chiusa con la finalità di consentire successivamente ai ricercatori di analizzare i dati e di avere spunti di riflessione sul livello di conoscenza delle IST da parte della popolazione generale.

L’afflusso delle persone allo Stand è stato notevole, circa 350 persone, una parte di queste si è resa disponibile a collaborare all’iniziativa. I 125 intervistati, equamente distribuiti tra femmine (48,8%) e maschi (45,6%), hanno un’età media di 35 anni. Tra queste 125 persone il 55,2% ha dichiarato di svolgere un’attività lavorativa; il 74,4% di essere laureato; il 32,8% di essere studente. La grande maggioranza dei partecipanti ha dichiarato di avere un partner stabile (il 72% delle persone ha affermato di essere coniugato o convivente).

Sulla base delle domande inerenti la conoscenza della prevenzione dell’HIV e delle altre IST è emerso che nonostante il 96,8% degli intervistati abbia dichiarato di conoscere l’HIV e l’89,6% sappia che usando il profilattico si riduce il rischio di contrarlo, il 16% (di cui più della metà ha meno di 26 anni) pensa che si trasmetta tramite la puntura di zanzara, inoltre, 2 persone hanno indicato come via di trasmissione dell’HIV la stretta di mano.

Alla domanda su quale sia l’IST più diffusa in Italia il 45,6% risponde correttamente Papillomavirus, mentre, ben il 40% crede erroneamente che sia l’HIV. Questo dato sembrerebbe indicare che ancora oggi lo stigma e la paura che caratterizzano l’HIV amplifichino la percezione che sia presente nel nostro paese un’alta diffusione di questa patologia. In generale, il 96% sa cosa siano le IST, il 57,6% conosce i servizi che se ne occupano e il 62,4% sa dove e come effettuare i test.

Per quanto riguarda la conoscenza degli strumenti di prevenzione, è risultato che una persona su 7 ancora non sappia cosa sia il condom, probabilmente in quanto non conosce questo specifico termine, e che solo l’11,2% delle persone conosca il dental dam, barriera in lattice da applicare sui genitali femminili o sull’ano durante i rapporti orali. Un dato interessante è che il femidom, preservativo femminile che si inserisce nella vagina, è conosciuto dal 42,4% del campione in modo uguale dalle donne e dagli uomini indicando che tale strumento di prevenzione non sia esclusiva prerogativa delle prime.

Infine, relativamente ai bisogni informativi sulle IST il 75,2% del campione ne sente l’esigenza, e dichiara che i canali di informazione preferiti siano Internet al primo posto e la televisione al secondo.