Numero 01 – Gennaio 2018

Sempre più utilizzi medici per le radiazioni, un progetto Ue sul rischio esposizione

L’uso “buono” delle radiazioni ionizzanti, in ambito diagnostico e terapeutico, è in costante aumento grazie alle tecnologie innovative, e questa tendenza è destinata a continuare, con evidenti benefici in termini di salute per la popolazione. Tuttavia questo comporta un aumento dei livelli di esposizione con conseguenti problemi di sicurezza da affrontare, dalla valutazione dei potenziali effetti sulla salute di pazienti ed operatori sanitari, allo sviluppo di nuovi strumenti per la valutazione della dose nella pratica clinica all’ottimizzazione delle pratiche radiologiche, al fine di ridurre la dose di esposizione e garantire un’adeguata protezione dalle radiazioni. Per far fronte a queste esigenze è partito il progetto MEDIRAD, finanziato dalla Comunità Europea, a cui partecipa il Centro nazionale tecnologie innovative in sanità pubblica (Tisp) e il Fast dell’Iss.

Il progetto, della durata di 4 anni, ha avuto inizio nel giugno 2017, sarà guidato da “European Institute for Biomedical Imaging Research – EIBIR (AT)” e prevede un consorzio di 33 partner provenienti da 14 paesi europei. “L’approccio multidisciplinare costituisce la forza e l’unicità di MEDIRAD che vede coinvolti gruppi di ricerca focalizzati sulla radiodiagnostica, medicina nucleare, radioterapia, dosimetria, epidemiologia, biologia, bioinformatica, modellizzazione, radioprotezione e salute pubblica”, afferma la Prof.ssa Elisabeth Cardis dell’ ISGlobal (Spagna) e coordinatore scientifico del progetto.

L’obiettivo finale di MEDIRAD è quello di rispondere a queste esigenze attraverso il consolidamento delle conoscenze scientifiche, e il miglioramento delle pratiche di radioprotezione. Per raggiungere questo obiettivo il progetto ha tre principali scopi operativi: i) migliorare la stima della dose agli organi e la sua modalità di registrazione; ii) valutare e comprendere i meccanismi alla base degli effetti dovuti ad esposizioni mediche concentrandosi, in particolare, su due risultati rilevanti per la sanità pubblica: gli effetti cardiovascolari indotti dalla radioterapia nella cura del tumore al seno e il rischio di cancerogenesi in seguito ad esami TAC in età pediatrica iii) sviluppare raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica e su una politica di consenso volte ad ottimizzare la radioprotezione dei pazienti. E’ in quest’ultimo ambito che l’ISS, in virtù della sua lunga e consolidata esperienza nel campo dell’Assicurazione di Qualità nelle scienze radiologiche, è stato invitato a partecipare a MEDIRAD e darà il suo contributo.

“Questo progetto contribuirà ad ottenere stime di rischio del danno cardiovascolare indotto da radiazioni più accurate, in modo da sostenere la prevenzione primaria e secondaria”, afferma il Prof. Guy Frija dell’ Université Paris Descartes (Francia) e coordinatore clinico del progetto.