Marzo 2018

Al via 2 trial clinici di studi condotti dall’ISS per sviluppare nuovi risultati

Ricciardi: l’obiettivo è quello di ottenere nuove strategie terapeutiche entro 5 anni

Il Program Proiect sulla mielofibrosi primaria è stato rinnovato per la terza volta dal National Cancer Institute per quasi venti milioni di dollari. Il Program Project include un progetto che sarà finanziato per 1 milione di dollari per la sperimentazione preclinica della malattia su cui collabora da sempre l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

La mielofibrosi primaria, attualmente incurabile, è la più severa delle malattie mieloproliferative che colpisce il midollo osseo, a causa delle conseguenze che procura sul sistema di produzione dei componenti del sangue. Con il rinnovo del Program Project, costato finora più di 40 milioni di dollari, il National Cancer Institute intende proseguire un percorso di ricerca clinica che si prefigge lo scopo di tradurre risultati sperimentali di laboratorio in studi clinici sull’uomo.

L’Istituto Superiore di Sanità continuerà ad avere nel nuovo Progetto l’obiettivo di testare in modelli sperimentali di topo l’efficacia di alcuni inibitori che si sono mostrati promettenti nei primi studi di laboratorio. Se gli studi nel topo daranno i risultati sperati, si potranno sviluppare terapie efficaci contro la mielofibrosi.

“Siamo particolarmente orgogliosi di condurre questa fase di applicazione preclinica del Program Project – dice il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi – poiché si tratta di mettere a frutto i risultati di ricerche iniziali condotte proprio dall’Istituto all’interno di questo complesso programma che ci vede in prima linea nella lotta a questa terribile malattia rara. Risultati ottenuti in Istituto hanno già dato origine ad ipotesi terapeutiche che saranno testate nel nuovo programma. Finalmente possiamo sperare, quindi, di ottenere nuove strategie terapeutiche entro 5 anni, cioè alla conclusione del Program Project appena finanziato”.

Nella fase precedente, l’ISS, infatti, ha riprodotto nei topi l’insufficienza ematopoietica, (l’ematopoiesi regola la produzione di elementi del sangue), causata dalla malattia.

“Abbiamo privato il genoma dei topi delle zone di DNA che controllano la produzione delle piastrine nei megacariociti – dice Anna Rita Migliaccio -, responsabile dello studio. I topi, chiamati GATA1low (basso GATA) esprimono livelli ridotti del fattore di trascrizione GATA1, responsabile della produzione di piastrine nei megacariociti, sviluppando un fenotipo che assomiglia moltissimo a quello della mielofibrosi primaria dell’uomo”.

Questi topi, studiati dall’ISS, hanno rappresentato il primo modello animale della malattia. Per questo motivo l’ISS è stato inserito fin dall’inizio nel progetto. In questa nuova fase, l’Istituto avrà il compito di provare i trattamenti sperimentali (tra cui inibitori di TGF-beta di nuova generazione) nei modelli messi a punto in precedenza. Gli studi condotti dall’Istituto consentiranno inoltre di chiarire i meccanismi responsabili dello sviluppo della malattia, che rimane asintomatica per anni fino alla sua fase infausta.

Studiare questi eventi responsabili nei topi potrebbe gettare le basi per la loro identificazione anche nell’uomo. “Il ruolo svolto dall’Istituto Superiore di Sanità è particolarmente importante – dice Patrizia Popoli -, Direttore del Centro Ricerca e Valutazione preclinica e clinica dei farmaci e componente della Commissione dell’ISS che valuta i dossier preclinici al fine di autorizzare le sperimentazioni cliniche di Fase I – questa fase sperimentale infatti, che si colloca proprio al confine tra gli studi preclinici e il successivo passaggio alla clinica, è estremamente complessa e delicata”

Cos’è la mielofibrosi

La mielofibrosi è una malattia rara cronica del midollo osseo che appartiene al gruppo delle malattie mieloproliferative croniche, che comportano cioè un’alterazione delle cellule del midollo osseo e che induce una proliferazione eccessiva di altre cellule. Il midollo osseo contiene le cellule staminali che possono trasformarsi in vari tipi di altre cellule attraverso un processo di maturazione detto anche differenziazione. Si definiscono emopoietiche quelle cellule staminali che danno origine alle cellule mature del sangue: globuli bianchi (o leucociti), globuli rossi (o eritrociti) e piastrine (o trombociti). La mielofibrosi è un’alterazione di queste cellule staminali, così chiamata perché, se si osserva al microscopio il midollo osseo, si nota la graduale comparsa di un tessuto fibroso che modifica definitivamente la struttura del midollo osseo stesso non consentendogli più di funzionare correttamente.

E’ da notare che la “fibrosi” è una complicazione comune alle fasi terminali della insufficienza di molti organi (in primis fegato, cuore, polmoni e rene) che, come la mielofibrosi, non hanno attualmente terapie efficaci.