Novembre 2018

OMS, nel mondo quattro miliardi di persone si curano con le piante

Un grande serbatoio di molecole. Così potremmo definire la natura, da cui storicamente sono state ottenute quasi tutte le preparazioni utilizzate poi come rimedi, effettivi o potenziali, contro numerose patologie.

Qualche numero può rendere bene l’idea: attualmente si contano oltre 35 mila specie vegetali usate in tutto il mondo a scopo medico, ma se ne stimano ben 420 mila, per le quali si hanno conoscenze limitate.

Insomma dal 1800 ad oggi sono tantissime le molecole che hanno scritto la storia della medicina: dalla morfina usata come analgesico ed estratta dal Papaver somniferum nel 1805, al chinino, antimalarico, scoperto nella Chincona officinalis nel 1920, passando per la penicillina, estratta da Penicillum notatum nel 1928 fino alla streptomicina nel 1943 dallo Streptomyces griseus, e l’elenco è davvero lungo.

Le stime dicono che l’80% dei farmaci antimicrobici, cardiovascolari, immunosoppressori e antitumorali, impiegati nella medicina occidentale, contengono uno o più ingredienti derivati dalle piante o sviluppati sinteticamente da esse, tanto che, secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i medicinali a base di sostanze vegetali vengono somministrati a circa 3,5-4 miliardi di persone in tutto il globo.

Proprio l’universo delle sostanze naturali – ovvero tutti quei prodotti provenienti da animali, piante, suolo, acqua e mondo microbico – è stato il tema al centro del Convegno svoltosi di recente in ISS “Sostanze Naturali e Terapie Integrate: dalla ricerca di base all’applicazione clinica”, nel corso del quale sono stati discussi i più recenti aspetti scientifici e normativi relativi all’impiego, nell’ambito di una medicina integrata, delle sostanze naturali. In occasione, oltretutto, del decennale della costituzione del gruppo di studio Terapie Integrate e Sostanze Naturali (TISNa) dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Il notevole aumento da parte della popolazione dell’utilizzo di prodotti naturali di diversa origine a scopo terapeutico o anche come integratori alimentari – sostiene Francesca Mondello, ricercatrice dell’ISS e co-organizzatrice dell’evento insieme ai ricercatori Annarita Stringaro e Andrea Geraci – richiede con urgenza l’incremento e il coordinamento delle attività di ricerca volte a chiarire l’effettiva efficacia terapeutica e gli eventuali effetti collaterali indesiderati. Questo comporta un impegno da parte delle istituzioni che dovrebbero da un lato svolgere una funzione di controllo, per ciò che riguarda la qualità dei prodotti in commercio e dall’altro lato informare nel modo più corretto circa l’uso di tali sostanze”.

È necessario ribadire, va avanti l’esperta, “che non sempre ciò che è “naturale” è anche innocuo.

C’è la necessità di diffondere informazioni corrette nell’ambito sia delle figure del mondo socio-sanitario, sia soprattutto tra gli utilizzatori. Tutto questo si colloca tra le attività dell’ISS che sono principalmente quelle di ricerca, controllo, consulenza, formazione e divulgazione ai fini della tutela della salute pubblica”.

Da tempo, il mondo delle sostanze naturali con potenziale terapeutico è oggetto di interesse e di studio da parte della comunità scientifica, tanto più di fronte alle continue emergenze infettive e ai relativi fenomeni di farmaco-resistenza, all’aumento delle patologie croniche incurabili, alla progressiva penuria di farmaci e, al tempo stesso, al loro elevato costo.

In particolare, di fronte al fenomeno dell’antibioticoresistenza, per il quale si parla di emergenza mondiale (è stato stimato da Jim O’Neil, in un lavoro del 2016 su The Review on Antimicrobial Resistance, che entro il 2050 i batteri resistenti agli antibiotici saranno la prima causa di morte nel mondo), “si rischia – conclude Mondello – di rimanere sprovvisti di armi affilate: negli ultimi 20 anni sono stati approvati pochi nuovi antibiotici e dal 1962 al 2000 non è stata registrata alcuna classe di antibiotici. Qualcosa però si sta muovendo: grazie alle nuove piattaforme tecnologiche (la genomica, la bioinformatica, la proteomica etc.) potrebbero essere identificate nuove molecole antimicrobiche proprio nel campo delle sostanze naturali”.

Il gruppo di studio Terapie Integrate e Sostanze Naturali (TISNa)

Il gruppo di studio TISNa, costituitosi spontaneamente e in maniera trasversale rispetto alla struttura dell’ISS nel 2008, ha voluto promuovere e organizzare opportunità di confronto con altre istituzioni scientifiche e accademiche del Paese, con il fine di creare una rete di esperti di varie competenze scientifiche, in grado di lavorare in maniera interdisciplinare su tutti gli aspetti di uso delle “sostanze naturali”  e delle “terapie integrate” per individuarne i benefici e gli eventuali effetti avversi, ma anche per stimolare la nascita di future collaborazioni e progetti di ricerca.

Il gruppo di studio TISNa oltre a portare avanti attività di rigorosa ricerca scientifica, pubblicata su riviste indicizzate, si è fatto promotore nel tempo di numerosi eventi: seminari mensili che si svolgono regolarmente in ISS e diversi convegni e giornate formative attraverso i quali sono stati e vengono analizzati tutti gli aspetti inerenti alle sostanze naturali e agli approcci terapeutici integrati, tutti diretti sia alla comunità scientifica sia al pubblico generale.