Speciale Sorveglianza PASSI 2018

La prevenzione è cardine per il futuro della Salute Pubblica

È il medico di base uno dei perni più importanti su cui far ruotare ogni programma di prevenzione e l’offerta pubblica di screening, in campo oncologico, resta oggi lo strumento più importante per tutelare la salute al di là delle diseguaglianze sociali. Queste sono alcune tra le indicazioni più significative del rapporto PASSI, il sistema con cui le ASL, coordinate dalle Regioni e dall’Istituto Superiore di Sanità, sorvegliano gli stili di vita raccontando, in modo dettagliato, come nelle diverse realtà territoriali, i cittadini percepiscono e accedono ai diversi modelli di prevenzione offerti. In linea con la fotografia scattata da “Osservasalute” anche il rapporto PASSI conferma, da un’altra angolazione, quella della percezione che i cittadini hanno del sistema sanitario, il profondo divario tra Nord e Sud sia in generale nell’offerta sanitaria sia nell’adesione ai programmi di prevenzione. Ci spiega, per esempio, come l’obesità, per la prima volta in dieci anni sfiora in alcune Regioni, soprattutto del Sud, il 50% di persone in sovrappeso e ci lascia immaginare le conseguenze che comporta proprio laddove i sistemi sanitari sono più fragili.

Sono informazioni preziose quelle che ci fornisce questo rapporto che nasce da un filo diretto con gli utenti del Servizio Sanitario Nazionale che ci raccontano come, per esempio, tra coloro che sono in sovrappeso, quelli capaci di seguire una dieta, sono tre volte di più rispetto agli altri se a suggerirglielo è il loro medico. Stessa sorte per gli screening oncologici ai quali si aderisce soprattutto se, oltre alla lettera della ASL, arriva la sollecitazione del medico che può agire da vero e proprio volano per il successo dei programmi di prevenzione.

Ma cosa ci dicono soprattutto questi dati che nascono dall’ascolto dei cittadini? Ci confermano il bisogno di dialogo e la necessità di fare della salute un sistema. PASSI ci mostra, infatti, tutta la complessità della costruzione di una rete di prevenzione primaria ma ci suggerisce anche come collegare i suoi nodi. Ci avverte, per esempio, dell’importanza di parlare di prevenzione anche soprattutto, a chi è in salute e non di farlo solo per arginare il danno.

I suoi dati dicono che ce n’è abbastanza per riaffermare la necessità di dedicare, per esempio, uno spazio della visita alla necessità di comunicare i rischi degli abusi o della sedentarietà e i vantaggi di uno stile di vita corretto, cominciando a tessere la rete della prevenzione.

Mai come oggi serve costruirla questa rete e stringerne le maglie. Ogni minuto impiegato a correggere uno stile di vita sbagliato è un minuto investito sulla sostenibilità dell’intero sistema. I consigli del medico non sono mai tempo sprecato. La posta in gioco è il futuro della Salute Pubblica.