Marzo 2018

Torna il World TB Day, in Italia dati in calo

Nonostante la Tubercolosi sia prevenibile e curabile, questa malattia rappresenta ancora oggi una delle dieci principali cause di morte nel mondo e, solo nel 2016, ha portato al decesso di quasi 2 milioni di persone e ha registrato oltre 10 milioni di nuovi casi.

Questi dati, diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in occasione del World TB Day, ci ricordano il lavoro necessario per sconfiggere la tubercolosi e raggiungere gli obiettivi fissati dalla “End TB Strategy” per il 2035: riduzione del 90% dei casi incidenti, del 95% dei decessi e azzeramento dei costi legati alla TB che ricadono sulle famiglie colpite dalla malattia, rispetto al 2015. Obiettivi da raggiungere in tutto il mondo, non solo nei Paesi più colpiti (India, Indonesia, Cina, Filippine, Pakistan, Nigeria e Sud Africa).

Per sensibilizzare e sostenere gli sforzi per eliminare questa malattia ogni 24 marzo si svolge la Giornata mondiale contro la tubercolosi (World TB Day), un’iniziativa promossa dall’Oms e dall’organizzazione Stop TB Partnership. Il tema di questa edizione, “Wanted: Leaders for a TB-Free World” (“Ricercati: leader per un mondo senza tubercolosi”), richiama l’attenzione sulla necessità di coinvolgere tutti i leader nella lotta contro questa malattia, non solo a livello politico (capi di stato, Ministri della Salute), ma a tutti i livelli della comunità, da sindaci e parlamentari, a persone affette da TB, società civile, operatori sanitari, medici, infermieri, organizzazioni non governative e altri. Ognuno può farsi promotore degli sforzi per eliminare la tubercolosi, nel proprio ambito personale o lavorativo.

Antonietta Filia, medico epidemiologo, ricercatrice presso l’ISS, ricorda che «sebbene nella Regione europea dell’Oms venga registrato solo il 3% dei casi totali, anche qui la TB rimane un problema di sanità pubblica importante, soprattutto nella sua forma multiresistente, più difficile da trattare, e alla luce dell’aumentata mobilità della popolazione». Inoltre, «nonostante nell’ultimo decennio il numero di nuovi casi di tubercolosi nella Regione sia diminuito del 4,3% per anno, questa riduzione non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi della strategia End TB».

Una situazione analoga riguarda i Paesi dell’Unione Europea, in cui «nonostante i casi totali siano in costante calo (nel 2016 registrati circa 59.000 casi), la percentuale annua di riduzione osservata è ancora lontana dall’obiettivo Oms per eliminare la TB nei Paesi a bassa incidenza entro il 2050». I dati disponibili indicano inoltre che circa il 33% dei casi nell’UE ha riguardato pazienti di origine straniera (con valori che vanno dallo 0,2% in Bulgaria e Romania al 90% in Svezia e al 96% in Malta).

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2016 sono stati notificati 4032 casi di tubercolosi, in calo rispetto agli ultimi 10 anni. Nel nostro Paese la percentuale di casi di TB multiresistente è stata pari al 2,6% e il numero di decessi 330. Come ricorda ancora Filia, «nonostante l’Italia rientri tra i Paesi a bassa incidenza di malattia è necessario tenere alta l’attenzione e intensificare gli sforzi nella lotta alla TB».

In Italia esiste un’ottima rete per la diagnosi precoce e la gestione dei casi ma è necessario migliorare ulteriormente l’accesso ai servizi sanitari, in particolare tra gli immigrati (in cui si è registrato il 62% dei casi), e la sorveglianza della malattia, in modo da identificare i casi tempestivamente e garantire la qualità delle cure per tutte le persone affette. È di fondamentale importanza anche «garantire la compliance al trattamento e il completamento del follow-up, che rappresentano strategie di prevenzione e controllo delle forme di TB farmacoresistenti, una delle principali sfide nella lotta alla TB».

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