Numero 01 – Gennaio 2018

Tubercolosi: studio ISS individua uno dei meccanismi con cui il micobatterio neutralizza le difese immunitarie

 Pubblicata su Plos Pathogens, la ricerca getta basi per nuovi approcci terapeutici contro la malattia.

Un gruppo di ricercatori dell’ISS ha pubblicato sulla rivista Plos Pathogens uno studio in cui è stato individuato un nuovo meccanismo attraverso cui il Mycobacterium tuberculosis (Mtb) è in grado di sfuggire al sistema immunitario. In particolare, è emerso che una piccola molecola di RNA non codificante – miR-155 – blocca l’espressione di ATG3, una proteina importante per la distruzione del Mtb da parte della cellula infetta. Questa proteina è, infatti, coinvolta in un processo cellulare chiamato autofagia che ha il compito di degradare e distruggere microrganismi patogeni oltre a organelli intracellulari danneggiati. L’induzione di miR-155 nella cellula infettata da Mtb, bloccando l’autofagia, non consente l’attivazione di una corretta risposta immunitaria e, quindi, l’eliminazione del micobatterio. Tali risultati confermano studi precedenti pubblicati sempre dal gruppo di Eliana M. Coccia, primo ricercatore del reparto di Immunologia del Dipartimento di Malattie Infettive (ISS), secondo cui Mtb sovverte la risposta immunitaria bloccando l’autofagia e quindi la sua degradazione.

”Aver dimostrato che piccole molecole di RNA come miR-155 siano in grado di alterare profondamente la risposta contro questo patogeno – spiega Eliana M. Coccia – apre la strada a nuove strategie terapeutiche mirate a potenziare il processo autofagico”.

La ricerca nasce come progetto multicentrico che coinvolge come capofila l’ISS oltre al team di Gian Maria Fimia presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” ed il gruppo di Riccardo Manganelli presso l’Università di Padova. Questo studio, oltre a descrivere un nuovo meccanismo alla base della malattia, getta le basi per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per “riparare” il processo autofagico nelle cellule infette attraverso l’utilizzo di molecole antagoniste del miR-155 ovvero di antagomiR-155.

“Una possibile strategia anti-tubercolare basata sull’antagomiR-155 – aggiunge Marilena P. Etna, giovane ricercatrice del team ISS – rientrerebbe inoltre tra gli approcci ‘host-directed’, che hanno come vantaggio quello di intervenire su un meccanismo cellulare dell’ospite e non direttamente su Mtb, rendendo così il patogeno incapace di sviluppare una resistenza verso tale terapia”.

”Non è pertanto inverosimile immaginarsi che, in un futuro non troppo lontano, le terapie basate su antagomiR, già sperimentate in campo oncologico e per alcune malattie croniche, possano rappresentare una nuova soluzione anche per la lotta contro questo batterio magari in combinazione con le attuali terapie antibiotiche”, conclude Eliana M. Coccia.

Questo studio è stato possibile grazie ai finanziamenti del Ministero della Salute (RF-2010-235199).

 http://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1006790

PLoS Pathog. 2018 Jan 4;14(1):e1006790. doi: 10.1371/journal.ppat.1006790. [Epub ahead of print]

  1.  Dipartimento Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia
  2. Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Padova, Italia
  3. Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università di Padova, Italia
  4. Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche, Università di Padova, Italia
  5. Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, Padova, Italia
  6. Dipartimento di Patologia, Harvard Medical School, Boston, Stati Uniti d’America
  7. Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche ed ambientali, Università del Salento, Lecce, Italia

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