Marzo 2018

In pubblicazione

Il mondo è sempre più sull’orlo di una ‘apocalisse post antibiotica’, a causa dell’abuso di farmaci che sta rendendo questa risorsa sempre più inefficace contro virus e batteri.

Tra i primi esperti ad esprimersi in termini così netti sul problema c’è Sally C. Davies, la massima autorità sanitaria inglese e prima donna a ricorpire il ruolo di ‘Chief Medical Officer’, che ha ribadito le sue fosche previsioni in un libro intitolato ‘The drug’s don’t work’ che sta per uscire in Italia con il titolo ‘Quando le medicine non servono’ (Edizioni Aboca).

Sono diversi i dati che Davies cita a sostegno della sua tesi, dal fatto che non si scoprono più nuovi antibiotici da 26 anni alle 25mila persone uccise ogni anno da virus e batteri resistenti ai farmaci. La scoperta di questa classe di farmaci nel 1943, sottolinea l’esperta, ha aggiunto vent’anni alla nostra aspettativa di vita, ma darli per scontati ci ha fatto ormai perdere quasi del tutto i vantaggi derivanti dal loro utilizzo.

Un problema ‘nascosto’ secondo Davies, ma che sta già esplodendo in tutta la sua gravità, e che in assenza di interventi ci farà  arrivare ad un punto in cui anche un banale intervento chirurgico può diventare fatale proprio per il rischio di contrarre un’infezione resistente. “Per anni ci hanno aiutati a sopravvivere – afferma Davies -, ma la verità è che ne abbiamo abusato come medici, come pazienti, come viaggiatori e persino nel cibo che mangiamo”.